Citazione di: Ranxerox il 06 Feb 2018, 16:30
Quella che potremmo chiamare una ipotesi di "brusco risveglio" dipende dal fatto che a parte tutte le considerazioni tecnico tattiche ambientali, ieri era la partita che, se vinta, ti poteva dare un piccolo margine di sicurezza per gestire meglio i tre impegni e guardare con più fiducia al raggiungimento del posto Champions. Non dico un match-ball ma quasi.
L'inaspettata sconfitta, giunta proprio in un momento così importante, per questo motivo ha un riverbero più doloroso e che mette in discussione un po' tutto. Più per timore di non riuscire ad arrivare bene fino in fondo che per altro.
Eh, ma te pare facile dillo qua senza essere azzannato al collo?

Guarda a me ciò che ha "sorpreso" di ieri è che verso il '75 ho cominciato a dire "te prego, Maré, fischia la fine!"
L'aria di sconfitta era palpabile. In campo c'era solo un gran casino. La mia preoccupazione (preoccupazione non vuol dire tragedia) è che ci siano degli elementi scarichi nella testa più ancora che nelle gambe (Immobile, Luis Alberto) e altri che, spiace dirlo, ma ti danno l'impressione di voler sabotare le partite (Felipe e ci aggiungo pure Patric).
La Lazio dei primi tre mesi e mezzo per me è stata fondamentalmente Strakosha/Radu/Leiva/Milinkovic/Luis Alberto/Immobile.
Questa sestina è stata la Lazio. Il resto è stato perlopiù completamento, rifinitura.
Il mio timore è che se da un canto quei 6, tutti insieme, come una sinfonia non tornino al massimo del loro livello e dall'altro chi ti deve dare una mano dalla panchina non te la dà, diventa complicato riprendere un discorso che ti consenta di arrivare in fondo a tutto.
Ciò detto, per esempio io sono convinto che a Napoli faremo bene.
Ciò che mi convince meno è infilare quelle sequenze di 8-10 partite che abbiamo infilato sia prima del derby sia dopo.
Ho la sensazione che faremo altre belle partite, che vinceremo ancora molto ma che saranno più frequenti le battute d'arresto.
Tradotto, la Lazio vista da agosto a novembre per me non la rivedremo, così come la Lazio di Pioli vista da gennaio ad aprile 2015 che poté contare sulla sestina De Vrij/Biglia/Parolo/Candreva/Felipe Anderson/Klose non l'abbiamo rivista da lì in avanti.
Sono quelle alchimie in particolari in cui un gruppo nutrito di giocatori sono al loro massimo assoluto e non ce n'è per nessuno. Ma come un paio calano, o qualcuno viene in soccorso o si fa molto dura.
Ciò detto, ci sono tanti motivi per avere fiducia.
Chi sta in panchina, almeno nei miei confronti, ha un credito lungo così per ciò che ha fatto da quando è arrivato.