Siamo in un gigantesco OT.
Lo chiudo dal mio punto di vista: dal punto di vista economico-patrimoniale, il valore della SS Lazio S.p.a. da quando L'azionista di maggioranza è quello attuale credo sia aumentato in modo esponenziale. 14 anni fa la Ss Lazio S.p.a. La vende i a premio, oggi varrà 400 milioni. Stabilizzazione del debito e sua riduzione costante, moltiplicazione degli asset patrimoniali, efficientamento dei processi produttivi: la SS LAZIO S.p.a. ripaga i suoi debiti pregressi, copre i costi di gestione, sviluppa lentamente ma costantemente la propria struttura aziendale. Non esistono "tesoretti" ammucchiati. Le spese di mediazione per le operazioni di compravendita dei giocatori sono congrue e persino sotto la media italiana. La spesa intercompany non è del tutto coerente e continente, ma non evidenzia profili di mala gestio rilevanti ed è anche qui allineata a situazioni analoghe.
Dal punto di vista dei risultati sportivi, possiamo dire che abbiamo acquisito una dimensione dignitosa, con pochi acuti e un lampo accecante. Per me, la coppinfaccia vale come o più di uno scudetto e ha inciso sul mio giudizio in ordine all'attuale gestione.
Negli ultimi 2/3 anni, poi, la società sta facendo chiari sforzi per venire incontro ai tifosi. A cominciare dai prezzi, i più bassi d'Italia, per passare alla prese di posizione davanti a istituzioni e media per difendere la tifoseria laziale, e per finire a una forma di comunicazione più trasparente e leale all'indirizzo dei sostenitori. Anche questa dinamica mi ha indotto a mutare la mia valutazione.
Adesso manca l'ultimo passaggio: l'ingresso nella fascia "alta" del calcio. Visto il livello attuale della rosa, francamente non si può non dare credito alla dirigenza.
Dopodiché, "l'elite" del calcio è un'altra cosa. 7/8 squadre europee.
Noi ci siamo stati, lassù, per 4/5 anni. Bello. Ma dobbiamo renderci conto che ritornarci è impossibile (salvo miracoli).