E' un peccato il mordi e fuggi di CN12 che non è mai stato criticato, anzi perché ci mette la faccia perché dà modo a chi la curva non la frequenta di saperne un po' di più.
Anche a quelli come me che non vivono a Roma e che quindi "la fanno facile" a criticare l'assenza di amore o il poco tifo.
Lo dico serenamente: ammiro fino in fondo i tifosi che any given sunday ci sono in casa e anche in trasferta: non so se ne sarei in grado anche potendo, economicamente.
Li ammiro quando li vedo arrivare in ogni stadio d'Italia, magari stravolti dal viaggio, vedersi la Lazio (e adesso ci dice bene.....) e tornarsene a casa; tempo, benzina, vitto: un botto.
Ho, in questo senso, un osservatorio privilegiato, avendo tante trasferte vicine a dove risiede la mia famiglia: quante volte alla sera, verso le 17.30 io magari impiegavo un'ora a tornare a casa e chi arrivava da Roma doveva sobbarcarsi ore e ore di viaggio!!! E io oltre a chiedermi cosa li spingesse, li ammiravo, nonostante tutto, nonostante certe "intemperanze" comuni in tutte le curve.
Veramente li e vi ammiro: ho carissimi amici qui dentro che non ne hanno persa una di partita in casa da quando hanno l'età della ragione, altri che si sobbarcano, ad esempio, Belluno-Ovunque per la Lazio.
Non lo so, rifletto sulle parole, a volte caustiche, di Sbracchio: non mi sento meno Laziale del mio caro amico Kalle che ha un cuore immenso e pieno di Lazio, ma forse non reggerei una full immersion e sarei, sì meno Laziale di altri perché chissà se any given sunday sarei sugli spalti, potendo e vivendo a Roma.
Detto da chi a si fece Conegliano-Taranto in treno l'ultima di campionato in B (1-1, gol di bigon e noi condannati a rimanere in B già dalla domenica prima per il rigore di chiodi) o prese con suo padre un aereo Venezia-Roma-Venezia sempre per vedere, ironia della sorte, un Lazio-Taranto (2-1, gol loro di de vitis) dove, diciottenne in tevere lato nord, rimasi tutto il tempo ad ascoltare la Curva che cantava: 90 minuti.