Citazione di: tatoccolo il 30 Nov 2018, 11:25
Dico la mia: Inzaghi ha, molto giustamente, tanto tanto credito poiché è laziale da sempre, ha fatto bene con la Primavera ma soprattuto perché finora ha fatto molto bene con la prima squadra prendendo una squadra a pezzi - letteralmente un mondo Lazio a pezzi - e ricostruendo tutto da zero.
Ha riportato entusiasmo grazie ad una squadra divertente, spesso esagerata, offensiva, bella da vedere.
Ci ha portato un altro trofeo (ammucchia Gasperì che l'altri sempre zeru tituli), ci ha portato stabilmente tra le prime squadre d'Italia e riportato con onore in Europa dove la Lazio è molto considerata. Ha valorizzato - o rivalutato - tantissimi giocatori (da Strakosha a Milinkovic a Immobile al passato Keita al rinato Radu, etc.).
Insomma, in sintesi:
- Inzaghi credito a iosa, giustamente
- Squadra, allo stato attuale, inguardabile in ogni zona del campo: vero, sono d'accordo. E infatti il credito di Inzaghi si sta per questo un po' consumando, ma da qui a metterlo in discussione secondo me ce ne passa!
Verità mai da dimenticare! 

Andrò dove il mio cuor mi porterà senza paura, farò quel che potrò per la mia Lazio
Hai ragione, Inzaghi ha fatto bene il primo anno e ha il merito di aver portato un trofeo in bacheca. Da questo punto di vista, l'argomentazione circa il credito di cui gode non fa una piega. Io però, forse sbagliando, trovo ragione di essere pessimista e ti spiego il perché.
1) Credo che nel calcio valga una sorta di principio entropico, secondo cui tutto tende al disordine, piuttosto che all'ordine. Declinando il discorso in termini più calcistici, un allenatore tende al peggioramento, più che al miglioramento, e una volta che è peggiorato, difficilmente riesce a risalire la china. Per "migliorare/peggiorare" intendo la singola esperienza con una squadra, non nell'arco della sua carriera. Squadra nuova, vita nuova, ma stessa squadra, parabola discendente.
Ora mi si dirà di allenatori che hanno iniziato male e poi sono andati bene, perciò specifico: è possibile iniziare male e poi andare meglio, ma una volta che si è intrapresa la discesa da una situazione ottimale, non ci si riprende più.
2) Non c'è solo da constatare il peggioramento della Lazio di Inzaghi, ma soprattutto da analizzarne le ragioni. E queste, secondo me, si spiegano nei limiti tecnici e di mentalità del nostro mister, che non possono che portare a un peggioramento progressivo delle prestazioni della squadra. Insomma, un conto sarebbe se avessi l'impressione di un allenatore che sa il fatto suo e che riesca camaleonticamente ad adattarsi alle situazioni per affrontarle al meglio; un altro è avere l'impressione di un mister con le sue idee fisse che, una volta rivelatesi non più valide, non vengono messe in discussione ma perseverate, pur di dimostrarne la validità. Quello che manca a Inzaghi è l'ammissione dei propri errori e la volontà di lavorarci su per porvi rimedio.
3) Forse è ingiusto, probabilmente è ingeneroso, ma io guardo sempre e solo il presente. Anche per i motivi sopra citati, quello che ha fatto, ha fatto; ora bisogna pensare a che cosa fa e farà.