Citazione di: ranocchio il 21 Gen 2019, 23:14
Eheheh, ho dieci anni più di te ! 
Scherzi a parte. Dobbiamo ritrovare il senso di essere Laziali. Vivere lo sport con i colori del cielo e del sogno olimpico sulla maglia e nel cuore.
Dare il massimo e onorare la passione dei nostri Fondatori.
Vedrete che d'incanto acredine e frustrazione scompariranno.
Non siamo nati per vincere ma per batterci con orgoglio.
Alla fine qualche volta scopriremo di aver fatto risultato.
Ma avremo vinto sempre.
Allora premetto che ranocchio per me è un mito, e brindo alla sua lucidità e alla sua Lazialità.
Aggiungo che il Laziale medio è vero che spesso è uno schizofrenico che passa dall'esaltazione alla depressione in un nanosecondo (ma da sempre, però) e che spesso trascende in critiche anche offensive e ingenerose verso la propria squadra.
Però: l'orgoglio di sentirsi parte di un simbolo, scozzesi in terra inglese, quant'è bello esse Laziali, i bandieroni fieri pure quando si perde tanto a poco, è tutto bellissimo. Questo è un retaggio che ci sopravvive a prescindere, derivato dalla nostra storia, dalle nostre traversie, dai nostri paradisi e dai nostri inferni, corroborato dalla faticosa e sanguinosa convivenza con i difettosi, ed è un nostro patrimonio incrollabile che sta lì, come un monumento in un museo. Va bene curarlo e lucidarlo, ma c'è anche un po' di sana e sfrontata ambizione, di voglia di spingersi un altro passo verso il burrone per vedere meglio il panorama, la presuntuosa pretesa di migliorare e raggiungere nuovi obiettivi senza fare troppi calcoli e senza paura che qualcuno si offenda.
Ma cazzo, ma io faccio il tifoso, ma anche se voglio andare in CL, anche se voglio l'acquisto di giocatori famosi, anche se voglio farne 3 alla Juve e 6 al rioma, che male c'è?
Perché me devo beccà sempre il ditino "eh ma negli anni 80", "eh ma stavamo fallendo", "eh ma non criticare Patric", "eh ma allo stadio quante volte ce sei annato", "eh ma gli arbitri", ecc ecc ?
Ma è così lesivo del patrimonio di cui sopra aspirare sempre a qualcosa di meglio (che nel nostro caso poi è una sola cosa, la famosa "musichetta" di cui già parlava Delio Rossi) anche se questo può scombinare il tanto declamato equilibrio delle solide realtà? Perché sembra sempre una guerra tra fazioni anche quando un tifoso fa il tifoso e da tifoso si incazza perché ha capito che il pur dignitosissimo status quo probabilmente non si smuove rà mai dalla sua collocazione?
Poi per carità, oggi s'offendono tutti e quindi via a sbandierare e a cantare l'inno, guai a chi parla male (gufidemmerda!) e forza Lazio sempre e comunque. Però ormai sembra un cortocircuito: o si prova cortesemente e con rispetto a sperare in qualcosa di meglio oppure è meglio tacere e apprezzare quello che sia ha, perché ce so stati gli anni'80, perché a te deve interessare solo tifare, perché lo stadio è vuoto, perché c'è la fame nel mondo, e via dicendo.
Un tifoso che si incazza e che "pretende" perché ti dice "noi siamo la Lazio e quindi dobbiamo stare lassù" può anche essere un innamorato che ha il fuoco dentro, non necessariamente un nemico o un gufo, o peggio ancora un soggetto in malafede che vuole scientemente sabotare la Lazio. Quel fuoco che forse si sta lentamente spegnendo, forse stiamo diventando tutti dei rispettosissimi tifosi che come i giocatori buttano la palla fuori appena un avversario si butta per terra e fanno spallucce anche se perdono tutti gli scontri diretti perché tanto essere Laziali è bello a prescindere.
A me piace vincere e piace sognare, mi piace incazzarmi per la mia squadra e detesto andare a vedere Lazio Juve pensando che "tanto il nostro campionato comincia col Frosinone" perché "tanto a gennaio non prendiamo nessuno" e in fondo "tanto la CL non deve essere un'ossessione". E che palle, scusatemi.
Adesso si scatenerà il putiferio, quindi mando un abbraccio a tutti e in particolare a ranocchio.
E ovviamente forza Lazio, che poi è la cosa più importante.