Bisogna partire dal presupposto che ogni allenatore ha i suoi punti deboli, non può vincere tutte le partite ed ha bisogno di motivazioni come i calciatori, essendo il suo un lavoro individuale sul gruppo.
Inzaghi lo vorrei vedere il prossimo anno con una squadra costruita più razionalmente, seguendo le direttive del modulo che vuole adottare, gli chiederei più duttilità.
Credo si debba ripartire da un punto fermo, l'allenatore, che conosce ambiente e società e rivoluzionare il gruppo.
Altrimenti ricominciare daccapo, allenatore compreso ma come è stato detto, tra due anni, saremo qui a parlare delle stesse cose, perchè in Italia non c'è tempo per programmare, non si aspetta nessuno, si vuole vincere comunque, anche se giocando male, le società si adeguano al volere dei tifosi e gli allenatori lavorano come possono. La differenza col resto d'Europa lo vediamo il mercoledì o giovedì sera, quando prendiamo scoppole sonore. Il nostro calcio è retrò, per ritmi e voglia di imporre gioco.