Citazione di: UnDodicesimo il 25 Set 2019, 17:54
Sovvertire l'attuale sistema economico/sociale/politico e sostituirlo con un altro paradigma quasi agli antipodi, cacciare chi nella torre d'avorio 'possiede' quanto il resto del mondo e reclamarne le ricchezze e creare così un altro mondo possibile diverso da questo.
Più che altro questa mi sembra la venuta messianica di un Salvatore (collettivo, ma pur sempre Salvatore).
Nemmeno la rivoluzione russa, il celebre palazzo d'inverno, fu questo. Si spararono pochissimi colpi, la guerra civile arrivò dopo.
Questo perché i bolscevichi la rivoluzione l'avevano già fatta. Non nel palazzo d'inverno, ma nelle fabbriche, nelle campagne, nei quartieri.
Il palazzo d'inverno fu solo un atto simbolico alla fine di un processo già in corso.
Tanto che, curiosità storica, dovettero diramare una direttiva in cui si chiedeva ai lavoratori di fermare gli espropri perché diverse fabbriche erano straniere e questo poteva essere considerato un atto di guerra.
Tornando ai giorni nostri: per me la rivoluzione è il cambio, assolutamente non violento, delle relazioni sociali (quindi anche economiche) prevalenti.
Escludo quindi la violenza? No, perché temo (anzi sono sicuro) che come accadde in Russia (e in Cile e in Spagna etc) chi ha il potere non lo lascia è piuttosto va alla guerra civile. E li devi saperti difendere. Ma appunto ti difendi.
Il modello non è la rivoluzione cubana, un atto che parte con un'azione militare ma anche a causa delle peculiarità della situazione specifica (era poco più di una colonia).
Quindi no, la rivoluzione per me non è un colpo di stato.
Seppur chi la fa deve essere consapevole che chi la subisce non starà a guardare e la violenza la userà eccome. A mani basse.