Citazione di: tatoccolo il 04 Ott 2019, 10:06
perdonami ma non ti seguo fino in fondo, secondo me mischiamo un po' di cose.
abbiamo passato pagine e pagine a discutere sul concetto di pensiero razzista, sulle parole, sulla presa di distanza. Non capisco bene il distinguo sui luoghi privati e pubblici: con i tuoi amici puoi dire e fare quello che ti pare, vero; ma se dici una cosa razzista sei* un razzista nè più nè meno di chi dice le stesse cose in pubblico (*sei ovviamente non mi riferisco a te personalmente!
)
Siamo d'accordo, anch'io mi sento di prendere distanze chilometriche. Non credo però che qualcuno qui dentro non abbia preso distanza da quelle affermazioni in quanto razziste
Forse ho riportato male l'esempio.
Se parlo in pubblico, penso che direi o quello che penso davvero, anche se politicamente scorretto (motivandolo il più possibile) oppure userei una posizione neutrale ma condivisibile.
Se parlo con gli amici o se sto giocando alla PlayStation e mi va di dire una cazzata qualsiasi che non penso e che non applico nella mia vita quotidiana, probabilmente sbaglio lo stesso, però mi muovo in un ambito dove questa cazzata non genera danni né alla mia persona, né agli altri, né tantomeno a quello che rappresento lavorativamente, perché so di averla detta di fronte a persone che mi conoscono e che sanno che è, appunto, una cazzata.
Se la cazzata la dico in pubblico, diciamo che è più facile che sia il mio pensiero reale o che comunque non la reputi così tanto una cazzata.
Chiariamoci: a me che Lotito sia fascista, razzista, omofobo e antisemita non importa. Fintanto che questo non lede alla Lazio o all'ambiente che mi circonda. Quando invece il bisogno di portare quei "valori" all'attenzione comune emerge da interviste pubbliche, allora ho il dovere morale di puntargli il dito contro, perché lui ha un ruolo. E non può pretendere di far emergere una parte di quei "valori" e contemporaneamente essere innocente o peggio ancora condivisibile.