Citazione di: Ranxerox il 21 Ott 2019, 09:08
Lo fa meglio perché corre di più e perché copre meglio la difesa.
Il lodo, è Luis Alberto che è un ex attaccante esterno, ex seconda punta, che è venuto a fare l'interno di centrocampo perché altrimenti non poteva giocare un Correa in grandissima ascesa. Lui e Milinkovic insieme, nonostante l'impegno, a volte lasciano scoperte zone di campo sanguinose. Questa mancanza di copertura consente agli attaccanti avversari di andare spesso e volentieri in verticale contro i nostri 3 centrali in velocità all'uno contro uno.
Spesso lo spazio tra le due linee (centrocampo-difesa) è troppo esteso.
Quindi sembra che i nostri difensori siano una manica di pippe ma, in realtà, spesso sono esposti ai quattro venti dalle mancate coperture altrui.
Succede almeno 10 volte a partita
Ma già a Luglio l'avevo scritto.
Ah, pure noi siamo costruiti per fare il 352, difatti e difficile poter cambiare modulo.
Al momento, nel campionato italiano sono circa 10 squadre che stanno a tre dietro. Con alterne fortune.
È ovvio che dipende pure da come lo interpreti e dalla qualità dei singoli.
Io credo che Ranx abbia detto tutto, il calcio è cosa semplice e credo che questa analisi sia totalmente condivisibile da osservatori, tifosi ed esperti.
Posto che è davvero sterile lamentarsi, il fatto che questo stesso problema giaccia irrisolto da due anni davvero non è sinonimo di grande capacità di allenatore e DS.
Lato tattico abbiamo optato per un 'all in' con il massimo della tecnica individuale in campo, non un'idea così evoluta onestamente...
Lato calciomercato siamo rimasti prigionieri di uno schema che non può garantire crescita di lungo periodo, uno pronto subito (ieri Acerbi, oggi Lazzari) e gli altri col modello dello scouting (Vavro è l'SMS della difesa nei piani di Tare).
Il risultato complessivo è che la squadra nel suo insieme non migliora e inevitabilmente mentre maturano i prospetti invecchia nei titolari più esperti. Non ci vedo nulla di evolutivo in questa strategia se l'obiettivo è la CL.
Tra l'altro questo provoca nervosismi e corto circuiti comunicativi. Il 'ci servirà di lezione' del mister è ormai una figura retorica. I 'sottili equilibri' di Tare assomigliano più ad una scusa che ad un'analisi.
Perdonate l'espressione, non voglio essere offensivo, ma sembra davvero che ci sia poca intelligenza e leadership nella conduzione della Lazio.
Intelligenza nel suo senso più pieno ovvero capacità analitica, flessibilità nel problem solving, pensiero laterale.
Leadership nella capacità di fare sintesi e implementare la strategia come pure nell'abilità di comunicarla almeno all'esterno e credo anche all'interno visto che le 'svolte emotive' sono rare e di breve durata.
Ha ragione Ranx, si tratta di un buon tecnico e di un buon DS. Forse si stanno rivelando non abbastanza per salire ancora un gradino. Anche perchè farlo è terribilmente difficile per un club che fattura poco più di cento milioni e non fa debito. Servono doti straordinarie.
E comunque Forza Lazio.