Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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orchetto

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Citazione di: biancocelestedentro il 20 Nov 2019, 01:15
Secondo me pure, cioè parte del problema sta indubbiamente anche in questo.
Se posso portare una testimonianza de relato, diciamo così, sulla percezione del laziale come fascista, ricordo un vecchio laziale del mio paese, mancato ormai da almeno un paio di decenni, che era iscritto al partito comunista praticamente dalla fine della guerra. Questo signore soleva raccontare a noi giovani che negli anni della Lazio di Maestrelli andò a San Siro a vedere un milan-Lazio e si presentò in qualche parte del secondo anello a contatto con i tifosi di casa con la sciarpa della Lazio al collo. Sosteneva che per calmare le aggressioni verbali di quelli, delle quali rimarcava con insistenza due epiteti, "fascista" e "papalino", dovette brandire la tessera del partito.
Probabilmente il suo racconto era parecchio romanzato, ma secondo me vale a dire almeno che in quegli anni c'era una certa consapevolezza della nomea che già ci portavamo dietro. Valga anche il citato episodio di Sollier a sostegno.


Infatti, da quel che mi è stato raccontato, l'ho anche scritto, lo stereotipo, dopo una blanda e breve parentesi nella prima metà degli anni 60, comincia a crecere "seriamente" negli anni 70.

Il discorso su Sollier, citato e ben riportato da altri, andrebbe sottoposto a mio avviso a maggiori approfondimenti...ne parlai anche in altri topic, insomma, leggendo il libro di Sollier (Calci e sputi e colpi di testa) si capisce (anche se l'autore non ne approfondisce la questione perchè il libro è tutto incentrato su di lui essendo autobiografico) che a Roma ci fu una grossa mobilitazione del FUAN  (cioè gli studenti universitari del MSI-DN) contro Solllier, cioè la cosa prese una piega che esulava dal "mondo Lazio" e che acquisì una dimensione politica cittadina. Ora le testimonianze sull'evento sono molteplici e ne parlano anche altri libri e c'è ancora in giro molta gente Laziale che all'epoca dei fatti stava allo stadio e gran parte delle testimonianze convergono sul fatto che non si capiva bene che cacchio stava succedendo, detto in altri termini, si stava esulando dalle classiche dinamiche del tifo, anche di quello violento. Purtroppo non si può dire di più, perchè oltre si va nelle congetture.     

Indaco

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Citazione di: pan il 20 Nov 2019, 13:11
sì però ragazzi, sapere se le infiltrazioni di estrema destra ci sono state a metà degli anni 70 o negli anni 80 con gli irr  è interessantissimo come notizia socio/culturale ma non è che cambia niente ai fini della narrazione sulla Lazio. che cambia questo spostamento di dieci anni? niente. perchè il problema non è se ci fossero già, più o meno, i fasci, il tassinaro, dieci anni prima dell'avvento ufficiale 1987. il problema è che fino a quel momento non si enfatizzava la faccenda. esattamente come nella curva sudde, anch'essa abbondantemente nello stesso periodo infiltrata dai destri. o meglio per tutte e due le curve se ne parlava come una notizia, la giusta informazione, quella che dovrebbe essere, SENZA DARE ETICHETTE.
quindi, a meno che non ho capito ancora una volta il quesito di RGLazio, che ha sottolineato come rischiamo di andare OT, è la narrazione post fine anni 70/80  che ha recato i problemi di cui lui chiede. da lì sono stati piantati i semini.
Lui li ha avvertiti dopo gli anni novanta. Certo perché ormai i semini erano cresciuti, la situazione era incancrenita sia a livello di mani a paletta che a livello di comunicazione settaria decisa a tavolino: i cambiamenti li fissi col tempo anche a livello comunicativo. La motivazione di questo cambio negativo nei confronti della Lazio? Ognuno prova a dirti la sua, RG Lazio, nell'ambito delle opinioni personali come ti ho detto nei post precedenti, non c'è un episodio plateale degli anni 2000 al quale si può ricondurre la causa della stampa avversa, credo.


Permettimi Pan. Come non importa sapere se la curva (in senso lato) della Lazio era fascista 10 anni prima o dopo? Importa sì, per me invece. Perché se io ricostruisco bene le dinamiche (io aspetto sempre il contributo di Bak sull'argomento perché credo ne sappia più di tanti altri essendo interno agli Eagles dalla loro fondazione) il tifo ultras laziale NASCE fascista. E questo è importante da sapere. Io, infatti sono intervenuto sul post di Orchetto che poneva all'attenzione un fatto, storico: la contestazione al calciatore Sollier, che è un po' la manifestazione più eclatante della politicizzazione del tifo ultras della Lazio delle origini. La prima e più violenta. Ebbene quella contestazione fu fascista. E risale all'inizio del 1976. Quindi vuol dire che i fasci già in quel periodo erano forti in quell'ambiente. E gli stessi Eagles, che nasceranno qualche anno più tardi, verranno fuori anche loro con quel marchio di fabbrica, meno netto e violento di quello degli irriducibili di circa 10 anni dopo certo, ma sempre abbastanza chiaro. Tutto per dire che? Che gli ultras della Lazio sono sempre stati fascisti, a mio avviso, fin da subito, e che anzi hanno rappresentato un polo attrattivo anche per tanti che laziali non lo erano, o lo erano poco, e che frequentavano quell'ambiente la domenica anche perché lì potevano fare slogan, cantare canzoni ecc. che fuori erano proibite o che, quantomeno, avrebbero imposto un altro livello di responsabilità. Quindi, se la stampa da secoli insiste sul topos laziale-fascista, è perché la parte più visibile e chiassosa del tifo laziale, quella abituata a seguire la squadra ovunque, dava adito alla costruzione del topos fatta dai giornali. E che se la stampa insiste a distanza di 40 anni non sta sognando o inventando ma racconta cose in buona parte vere.

Poi, scusami un'altra precisazione al tuo post: la curva sud della roma al tempo non era fascista come quella laziale. Era piena di gruppi e persone molto sciolte. Io credo addirittura che il tratto distintivo politico di quella curva negli anni Settanta era di sinistra. I primi gemellaggi fatti dalla curva sud della roma furono con gli ultrà del napoli e con quelli del milan, ed erano gemellaggi anche politici fatti con curve al tempo di sinistra. E lo stesso gruppo dominante nella sud della roma almeno fino alla seconda metà degli anni Ottanta, il commando ultrà curva sud, in trasferta esponeva lo striscione "ultrà roma". E tu sai la differenza fra ultrà e ultras, no?

ronefor

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...e comunque la cattiveria dei canidi degli ultimi dieci anni tramite giornali,media,federazioni,è quella tipica dell'animale ferito che tenta di difendersi in tutti i modi
dieci anni senza titoli,i 7-1 ripetuti, lo stadio che non arriva, la coppainfaccia,la tribù Laziale che è bella senza se e senza ma...è dura da mandar giù
Io mi gratto e spero continui tutto così per altri dieci anni e vedrete che la bestia morirà

ronefor

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Citazione di: Indaco il 20 Nov 2019, 15:03
Permettimi Pan. Come non importa sapere se la curva (in senso lato) della Lazio era fascista 10 anni prima o dopo? Importa sì, per me invece. Perché se io ricostruisco bene le dinamiche (io aspetto sempre il contributo di Bak sull'argomento perché credo ne sappia più di tanti altri essendo interno agli Eagles dalla loro fondazione) il tifo ultras laziale NASCE fascista. E questo è importante da sapere. Io, infatti sono intervenuto sul post di Orchetto che poneva all'attenzione un fatto, storico: la contestazione al calciatore Sollier, che è un po' la manifestazione più eclatante della politicizzazione del tifo ultras della Lazio delle origini. La prima e più violenta. Ebbene quella contestazione fu fascista. E risale all'inizio del 1976. Quindi vuol dire che i fasci già in quel periodo erano forti in quell'ambiente. E gli stessi Eagles, che nasceranno qualche anno più tardi, verranno fuori anche loro con quel marchio di fabbrica, meno netto e violento di quello degli irriducibili di circa 10 anni dopo certo, ma sempre abbastanza chiaro. Tutto per dire che? Che gli ultras della Lazio sono sempre stati fascisti, a mio avviso, fin da subito, e che anzi hanno rappresentato un polo attrattivo anche per tanti che laziali non lo erano, o lo erano poco, e che frequentavano quell'ambiente la domenica anche perché lì potevano fare slogan, cantare canzoni ecc. che fuori erano proibite o che, quantomeno, avrebbero imposto un altro livello di responsabilità. Quindi, se la stampa da secoli insiste sul topos laziale-fascista, è perché la parte più visibile e chiassosa del tifo laziale, quella abituata a seguire la squadra ovunque, dava adito alla costruzione del topos fatta dai giornali. E che se la stampa insiste a distanza di 40 anni non sta sognando o inventando ma racconta cose in buona parte vere.

Poi, scusami un'altra precisazione al tuo post: la curva sud della roma al tempo non era fascista come quella laziale. Era piena di gruppi e persone molto sciolte. Io credo addirittura che il tratto distintivo politico di quella curva negli anni Settanta era di sinistra. I primi gemellaggi fatti dalla curva sud della roma furono con gli ultrà del napoli e con quelli del milan, ed erano gemellaggi anche politici fatti con curve al tempo di sinistra. E lo stesso gruppo dominante nella sud della roma almeno fino alla seconda metà degli anni Ottanta, il commando ultrà curva sud, in trasferta esponeva lo striscione "ultrà roma". E tu sai la differenza fra ultrà e ultras, no?
la curva della Lazio dal 74 in poi è sempre stata come dici tu

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ronefor

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Citazione di: ronefor il 20 Nov 2019, 15:08
la curva della Lazio dal 74 in poi è sempre stata come dici tu
Mi sembra che furono proprio i C.M.L. che trasformarono il motto
Boia chi molla è il grido di battaglia in Giorgio Chinaglia è il grido di battaglia
E gli ES avevano l'aquila fascista come stemma proibito poi dalla Questura dopo i fatti di Paparelli

CityZen

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Questi 'dettagli' purtroppo sono fondamentali.
E' chiaro che per i media e per i tifosi giallorossi in genere è strumentale e quindi schifoso l'uso che ne fanno.
L'insulto, nella mia esperienza, è sempre stato alternato senza alcuna difficoltà, da 'fascista' a 'ciociaro, burino, pastore', come se le due cose avessero la stessa gravità.
Quindi a costoro che insultano non interessa per nulla il contenuto e la veridicità dell'insulto, ma solo umiliare e sprezzare il tifoso laziale. E qui ci siamo e sono d'accordo con Pan, a che serve sapere i dettagli se tanto questi vogliono solo sputarci addosso strumentalmente?
Però mentre l'insulto 'ciociara' o 'burina' non solo non mi tange, ma alla fine mi inorgoglisce pure (io amo la campagna, i paesi intorno a Roma, il Lazio e le sue meraviglie, e trovo Roma splendida ma tossica, e i cittadini romani piuttosto ottusi in generale (io ne faccio parte ;) :) ), quell'altro insulto mi schifa proprio e se c'è una parte di verità voglio sapere come e perché, e, ripeto: come uscirne.
Visto che, per paradosso, l'origine fascista è la loro, e quella sportiva e 'sana' (i valori olimpici) la nostra. Bel guazzabuglio.

RG-Lazio

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Citazione di: Indaco il 20 Nov 2019, 15:03

Ebbene quella contestazione fu fascista. E risale all'inizio del 1976. Quindi vuol dire che i fasci già in quel periodo erano forti in quell'ambiente. E gli stessi Eagles, che nasceranno qualche anno più tardi, verranno fuori anche loro con quel marchio di fabbrica, meno netto e violento di quello degli irriducibili di circa 10 anni dopo certo, ma sempre abbastanza chiaro. Tutto per dire che? Che gli ultras della Lazio sono sempre stati fascisti, a mio avviso, fin da subito, e che anzi hanno rappresentato un polo attrattivo anche per tanti che laziali non lo erano, o lo erano poco, e che frequentavano quell'ambiente la domenica anche perché lì potevano fare slogan, cantare canzoni ecc. che fuori erano proibite o che, quantomeno, avrebbero imposto un altro livello di responsabilità. Quindi, se la stampa da secoli insiste sul topos laziale-fascista, è perché la parte più visibile e chiassosa del tifo laziale, quella abituata a seguire la squadra ovunque, dava adito alla costruzione del topos fatta dai giornali. E che se la stampa insiste a distanza di 40 anni non sta sognando o inventando ma racconta cose in buona parte vere.



Grazie per il contributo, che risponde ad alcuni miei dubbi. Per me é importante capire come, quando e perché; altrimenti diventiamo preda di un  vittimismo che per quanto fondato (siamo trattati male dai giornali) non porta da nessuna parte.
Da quanto ho capito l´ultras a differenza dell´ultrá sarebbe molto piú legato all´ideologia del gruppo-ultras che alla squadra. Insomma un mondo sotto-sopra che spiega molte cose.

Trovo tuttavia ai limiti del possibile che i media consolidati cambiano narrazione...e a mio modo di vedere l´attuale dirigenza non ha particolari problemi con questa narrazione, men che meno i fascisti, che in fondo godono nell´essere dipinti in una determinata maniera.

pan

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allora, ricapitoliamo...

non ho detto che non sia importante conoscere la nostra storia, quindi anche i nostri schifi, e quindi è giusto (come ho già detto però eh) sapere che ancor prima degli irr nel 1987 la destra fosse presente in curva anche negli anni 70. intendevo che, secondo me, non è rilevante ai fini della domanda originaria posta da Lazio Rg. Lui ha chiesto: Quando è iniziata la narrazione negativa della Lazio?

ragà per la domanda non è che dobbiamo andare a cercare la risposta tra quello che dicevano i compagni di scuola su di noi, l'oste sotto casa che sfotteva, il giornalaio che rideva se perdevamo, o quelli che si vantavano perchè erano di più. non è questa la "narrazione negativa" intesa.
la domanda del ragazzo è ovvio che sia riferita allo schifo a cui assistiamo tutti noi da vent'anni circa a livello mediatico, detto e ridetto, disparità di trattamento, omissioni per quelli e esaltazioni di cose negative per noi. la narrazione negativa a cui si fa riferimento è quella SISTEMATICA. è quella non è nata nel 70 perchè ci stava il tassinaro che era tanto fascista in curva. i giornalisti se ne fottevano. anche perchè dall'altra parte nel tifo romanista c'erano i boys, nati pure prima e che forse erano pure più organizzati e fascisti dei gruppetti laziali. non je ne fotteva una minchia ai comunicatori.

Per questo ho detto che, per me, so per certo quando è cominciata la vulgata di "abbellimento" della roma, e cioè fine 70, inizi anni 80 per i motivi che ho detto nel mio primo post. E quella è una cosa.
in seguito, negli anni a venire, con il contributo purtroppo REALE della nostra frangia demmè fascia irr, il lavoro precedente dei divulgatori romanisti per creare una narrazione che li esaltasse e a noi ci sminuisse ha trovato terreno fertile. quante volte, e mi ripeto ancora, da questo forum infatti ho parlato di combinazione esplosiva tra i due elementi.
Per quello rispondevo al ragazzo che non c'è stato nessun episodio scatenante, ma una evoluzione diluita negli anni formata da verità da affossare (altrui) e verità da enfatizzare (nostre). è ovvio portandole avanti , portandole avanti, l'acme lo raggiungi negli anni 2000, come da lui sottolineato.


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Grazie Pan, ora ho capito meglio il tuo intervento. Sono convinto della tua tesi in merito ad una certa morsa narrativa che si é pian piano stretta fino a diventare soffocante. Se mi parli degli ultimi 20 anni, allora non é lontana dalla mia percezione sul fatto che comunque abbia subito un´accelerazione negli anni di Lotito (e non sto accusando Lotito in merito, sia chiaro).

C´é peró un evento importante a mio avviso. Il ritorno di Di canio...presentato tra l´altro come bandiera. Vi giuro, una settimana fa, stavo parlando di calcio con un collega tedesco e insomma si parla di Lazio "squadra di Immobile  :^^... prima Miro Klose  :^^ prima ancora Dicanio". Io lo fermo subito e gli dico "sai che Dicanio ha meno di 100 presenze con noi e fatto meno di 20 goal con noi" e lui "ah, ma io ero convinto fosse una vostra bandiera" . Per me é assurdo che siamo associati piú a Dicanio che a Nesta, Signori, Nedved, Veron, Salas, Simeone.   

Devo purtroppo dissentire in toto su un punto...non sono piú un ragazzo : ( Ormai si viaggia verso xuaranta

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Di Canio secondo me é un topos assoluto della malafede della comunicazione mainstream su e per la Lazio.
Giocatore, possiamo dirlo senza voler essere troppo iconoclasta, molto ma molto secondario della nostra storia, viene esaltato nei suoi anni inglesi, il gesto del fairplay, il coraggio, la rava e la fava, viene anche assunto da Sky come opinionista per qualche tempo. Nessuno fa una piega.
Diventa un reietto e un "fascista", intendo mediaticamente, solo quando ha messo la maglietta della Lazio. Magicamente ci diventa bandiera anche se, appunto, la sua carriera si é sviluppata prevalentemente altrove.



BalkanLaziale

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Scudetto del '74 fu l'inizio.


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pan

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chissà se i tifosi del Celtic hanno appreso dell'esistenza del Baobab tramite l'incontro avuto con i tifosi laziali di LAF il 7 novembre, dopo i noti episodi.
sarebbe la rappresentazione ideale della situazione assurda che ci contraddistingue.

Precisione

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De Vecchis (Lega), colletta tifosi Celtic-Baobab? Nessuna lezione da chi richiama BR

- "La raccolta di fondi in favore di Baobab Experience è l'ultima bizzarra trovata di questa improbabile associazione, sgomberata nel novembre di un anno fa all'interno di un quadro di progressiva riaffermazione della legalità nella città di Roma, e non solo, intrapreso dall'allora ministro degli Interni, Matteo Salvini. Tutti ricordiamo il favore che questa operazione suscitò nei residenti del quartiere, mortificati da anni di permissivismo della sinistra capitolina, capace di consentire ad una città parallela di crescere indisturbata". Così il senatore della Lega William De Vecchis, vicepresidente della commissione Lavoro di Palazzo Madama.

"Baobab Experience torna ora alla ribalta per una raccolta fondi promossa da una tifoseria, quella del Celtic Glasgow, che ha pensato bene di srotolare un'enorme stella a cinque punte in un intero settore dello stadio, accompagnandolo con le parole 'Brigate Verdi', un chiaro e vergognoso richiamo alle mai rimpiante Brigate Rosse, dopo aver strumentalizzato la presenza dei tifosi della Lazio, accorsi in massa in Scozia senza causare il minimo incidente. Eccola, la solidarietà della sinistra e dei centri sociali, sempre pronti a gridare al fascismo e mai capaci di guardare a casa loro. Nessuna lezione, però, né da loro né tantomeno da turisti calcistici col gomito alto: la Lega era e sarà sempre per la legalità e per il rispetto delle regole, gli altri perdano pure tempo a raccontarsi un'altra realtà", conclude.

Gio

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Io ho iniziato a seguire la Lazio l'anno del primo calcioscommesse e già allora ci massacravano. Sembravamo una squadra di delinquenti. Nessuno a difenderci e tutti a darci contro. Io ero un bambino e giá allora non capivo.  Al contrario delle merxe che ci stavano dentro pure loro e furono difese e tenute fuori. Molto prima di 20 anni fa é iniziato tutto.

Io, poi, all'epoca dei fatti di Sollier non c'ero, ma ne ho sentito molto parlare da chi c'era e, a proposito di narrazione, mi é stata raccontata una storia abbastanza diversa. Sollier la settimana prima della partita definí, in una intervista, la Lazio come una squadra del regime fascista. Quindi la provocazione politica la fece lui, non la subí. La tifoseria Laziale che aveva anche una componente di destra reagí. Poi quando contro la squadra del regime fascista Sollier ci giocó davvero, non rilasció alcuna intervista, altrimenti sarebbe dovuto emigrare in Australia.

Per me il vero cambiamento nel mondo Lazio non é negli attacchi che io ho sempre visto da quando la tifo. Sta nella divisione della tifoseria, che, sino al secondo scudetto, é sempre stata compatta ed unita nel nome della Lazio. E l'ha sempre difesa contro tutto e tutti.
Ora é divisa tra mille posizioni e la Lazio, a volte, non la difende piú (quasi) nessuno.

ES

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La mia testimonianza: 15 anni di curva accanto agli ES, mio gruppo, mio piccolo striscione, mai nessuno ha detto nulla.
Mai alcuna manifestazione politica vista,  l'influenza politica in curva io non l'ho mai vista.
Si tifava e basta.
Con l'avvento degli irridux c'e stato il cambiamento, la curva è diventata ultras e da lì a poco la politicizzazione è diventata realtà.
Io abbandonai la curva.

Nel 2000, scopo il ricatto a Cragnotti,  la politicizzazione è divenuta eclatante, rabbiosa. Celtiche, svastiche, uh uh, ogni domenica.
Poi più contenuta, quando Cragnotti si piegò e iniziò a pagare.

Proprio in quel periodo gli irriducibili presero il controllo della informazione locale.
Quel che accade oggi son rose e fiori al confronto.

La narrazione positiva dei putridi c'è sempre stata, il roma è sempre stata una squadra " politicamente" appetibile.
Ma è divenuta un must con la Sensi e ora con pallotta, aggiungendo al potere politico quello mediatico, a pagamento.

Narrazione negativa Lazio, maggior debolezza mediatica, contraltare ai putridi, pure sempre stata.
Ma molto appoggio a questo la presa in visione del fatto la curva entrasse in contestazione con Cragnotti.  Una grandissima sponda che ha spaccato il futuro del bacino di utenza della Lazio.
Con  Lotito la contestazione si è di nuovo inasprita, toccando le vette degli anni precedenti.
Questa contestazione interna ha partorito un paio di generazioni di tifosi utili proprio a smembrare il mondo Lazio, quindi più dannosi che altro.

Voglio dire, sulla narrazione negativa molto hanno fatto gli irriducibili, minando la compattezza del tifo e aprendo una strada facilmente percorribile.
E molto ha fatto, ovviamente,  la politicizzazione sin dalla fine anni 90.
Sponde su sponde a chi non aspettava e non aspetta altro.

Quel che possiamo fare noi, nel nostro piccolo, è contrapporre una vivace narrazione positiva, forzando anche i concetti per allargare il più possibile i confini.

Rendere visibile, e memorabile se possibile, quindi anche utilizzando metodologie fuori dalla norma, una tipologia di tifoso diverso da quello dell'immaginario comune.




paolo71

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quello che dice Gio è realtà, una volta se toccavi la Lazio o un Laziale era alto il muro compatto di un popolo che era unito sotto un'unica bandiera colorata come il cielo, non c'era spazio per altro, il nero ed il rosso erano polvere sotto i piedi.
Quello era un popolo, c'era identificazione, orgoglio, dignità, fede.
E lo stadio era il suo tempio.


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CityZen

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.. allora però mettiamoci d'accordo. Molti di voi parlano di curva 'fascista' fin dagli anni 70. Poi ES con esperienza diretta in nord dice 'dalla fine degli anni 90'. Possiamo concludere che la direzione già segnata dai 70 alla fine dei 90 è divenuta 'spettacolare', ostentata, e soffocante? Non a caso scriviamo su di un forum che ha bisogno di definirsi 'antifascista'. Se ne deduce che noi stessi amaramente accettiamo la colorazione più comune del tifoso 'acceso' laziale. (scusate le mille virgolette).
Forse cambierà, ma ora è così.

Quel che possiamo fare noi, nel nostro piccolo, è contrapporre una vivace narrazione positiva, forzando anche i concetti per allargare il più possibile i confini.
Rendere visibile, e memorabile se possibile, quindi anche utilizzando metodologie fuori dalla norma, una tipologia di tifoso diverso da quello dell'immaginario comune.
(ES). direzione interessante e fantasiosa,

ps : i tifosi del Celtic sono stati accolti e accuditi dai Centri Sociali di Roma (uno in particolare ora non ricordo quale), dove li hanno istruiti sul Baobab e su come metterci alla berlina ancora un pò (io credo sia andata così). Ma hanno messo alla berlina i nazi-ottusi della curva, non noi Laziali. Quindi hanno fatto bene, IMHO.

pps: secondo me siamo usciti per colpa loro. Hanno fatto un parapiglia orrendo a loro solo tornaconto di visibilità e machismo idiota. Non c'è nessun amore per i colori e per la squadra. I giocatori non sono macchine, ma esseri sensibili, e chi vorrebbe essere rappresentato da sti qua così in spolvero ?
Forza Lazio :band3:
 

MisterFaro

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Citazione di: Gio il 20 Nov 2019, 21:12

Per me il vero cambiamento nel mondo Lazio non é negli attacchi che io ho sempre visto da quando la tifo. Sta nella divisione della tifoseria, che, sino al secondo scudetto, é sempre stata compatta ed unita nel nome della Lazio. E l'ha sempre difesa contro tutto e tutti.
Ora é divisa tra mille posizioni e la Lazio, a volte, non la difende piú (quasi) nessuno.

Condivido. Aver provato a costruire un'identità Laziale=fascista da parte di un segmento di tifoseria non poteva che portare a divisioni.

Divisioni cercate e alimentate in molte occasioni, da volantini e comunicati divisivi, ma anche nella trasmissione radio, chi non sta con loro "striscia" d'altronde

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