Pensieri in libertà mentre guardo la partita del Liverpool in uno stadio pieno di gente e mia figlia di quattro anni (grande Laziale) mi chiede quando andremo la prossima volta allo stadio.
È chiaro che di fronte a questa emergenza paesi diversi hanno scelto approcci diversi. Solo tra qualche anno si potrà veramente dire quale ha funzionato di più.
Dopo alcune titubanze, la Cina ha deciso di lucchettare una provincia grande quanto l'Italia. Io credo lo abbiano fatto più per salvare il PIL che le persone. Hanno sacrificato la produzione di un organo e messo gli altri a lavorare al posto suo di modo che l'organismo rimanesse vivo e vegeto. Scommessa vinta per ora. Per ora, perché non è per niente certo che non ci siano nuove ondate di infezione provenienti magari dall'estero. Magari si chiuderanno, lo possono fare, ma comunque ne avranno dei danni. Dei danni sociali inferti alla popolazione messa in carcere per tre mesi non credo si siano interessati molto.
Noi siamo partiti con una grossa sottovalutazione. Nonostante il vantaggio temporale non abbiamo preparato il sistema sanitario (prima del decreto di emergenza di una settimana fa, gli acquisti di mascherine etc dovevano ancora passare per il mepa, risultato è che le gare non sono ancora finite, sic). Ovunque si minimizzava dicendo che era tutto allarmismo e si trattava di poco più che una influenza. Mi sono trovato a discutere ore (qui, su fb, altrove) spiegando che non era così. Allora eravamo in tempo per vincere la battaglia sul nascere.
Dopo l'evidente casino creato in Lombardia, il governo ha dato una sterzata sperando di salvare il SSN. Strategia giusta secondo me nelle condizioni attuali. Che apre domande inevitabili, però. Ora siamo tutti per rimanere a casa, d'accordo. Tra un po' avremo i linciaggi di persone che fanno cose consentite (portare un figlio al parco, correre etc). Ma quando il SSN raggiungerà inevitabilmente la saturazione (c'è chi dice sia già così), che facciamo? Quanto pensiamo di poter mandare avanti la serrata?Tre mesi? Un anno? Quali i danni sociali (penso alle violenze domestiche, i suicidi) ed economici (chiusura di PMI, povertà, e via suicidi etc etc)? E se si riaprirà la società tra due mesi anche se il contagio non sarà fermato, reggerà il sistema democratico che ci ha costretti per mesi a casa e non ha fermato l'epidemia? Secondo me sono interrogativi leciti. Che spero si stiano facendo anche a palazzo Chigi.
In Europa, la Spagna sta seguendo i nostri passi, mi pare. Meno la Francia. Non la Germania, l'Inghilterra che sono una settimana dietro a noi. Da noi tre settimane fa si chiudevano gli stadi. Ad Anfield stanno come sardine. Hanno deciso di dare per persa la battaglia della limitazione del contagio, e credo combatteranno quella della riduzione del danno, che comunque ci sarà. Ma probabilmente le loro società soffriranno molto meno della nostra.
Io non lo so quale sia quella giusta. Mi pare solo evidente che lo potremo dire solo tra qualche tempo. Scusate le cavolate in libertà.