Stanotte ho letto tutto di un fiato un articolo che mi è stato segnalato da alcuni mei contatti, ottimo articolo ed apre gli occhi su
dinamiche numeriche del contagio, strategie per affrontarli, politiche nazionali e rapporti costi/benefici.
Penso faccia capire quale deve essere la roadmap - purtroppo, per quanto in questo momento io mi attenga al "
right or wrong, this is my country", devo ammettere che la comunicazione istituzionale è debole (a volte sciatta, e non solo in Italia) e non sa tenerci ancorati ad un percorso comune.
Ma il paradosso è che quello che stiamo facendo è la cosa giusta (!!) e la premessa necessaria per passare alle strategie successive, più efficaci. Le perdite sono pesanti, ma sarebbero state molte di più senza quello che stiamo facendo.
Il link è qui
https://medium.com/@tomaspueyo/coronavirus-the-hammer-and-the-dance-be9337092b56L'autore è un developer ed esperto di modelli di calcolo (e nell'articolo si vede) ma l'articolo è stato un "collective effort", in fondo ho controllato la lista di chi ha contribuito, ci sono anche epidemiologi, e nel corso dell'articolo ci sono link ai vari articoli, fonti scientifiche, modelli e relativi calcolatori online.
Ho anche stampato un PDF per evidenziare le cose interessanti (oggettivamente, tante, ed aprono gli occhi su vari aspetti di ciò che stiamo discutendo) posso condividrelo in seguito per facilitare la lettura.
L'argomento è la comparazione delle varie strategie (mitigazione e soppressione, più una digressione preziosissima finale sulla Corea che ha inizialmente adottato la nostra stessa strategia) ed i relativi effetti. E la tesi di fondo è
* che US ed UK dovrebbero seguire quello che stanno facendo i vari Paesi UE, ossia lock down più o meno spinto (e più è spinto, meglio è)
* che il lock down non guarisce dal virus, ma serve a quello che stiamo dicendo dall'inizio: guadagnare tempo, perché il mondo noon è preparato a questa emergenza ed in tutti i Paesi si stanno confrontando con il terrore dei posti in ICU che non bastano, le mascherine che non ci sono, i vaccini che mancano, ecc.
* il lock down consente di spostare di settimane il picco, il che consente intanto (sempre che tale tempo venga usato):
- di produrre più ICU
- di avere più mascherine
- di appiattire il picco, diminuendo il numero di quelli che ci lasciano perché non possono essere curati
- di modellizzare gli effetti (ed i rapporti costi/benefici) delle varie misure restrittive, con l'aiuto di sociologi, esperti del comportamento, economisti ecc.
- di sviluppare app e software per il tracciamento, come hanno fatto poi (non subito) in Corea.
Insomma, il mondo è largamente impreparato (tutto il mondo) e
dobbiamo combattere più il tempo che il virus, intanto molti ci lasceranno, ma saranno ben di meno che senza il lock down (le stime dei modelli per USA sono di milioni di perdite! nell'articolo c'è il grafico) e soprattutto, avremmo settimane in più per affinare le strategie di contenimento una volta che la quarantena verrà allentata. Come in Corea, che ora non è più in quarantena, ma il virus lo ha ancora (ed i focolai episodici lo attestano) così come tutto il mondo che ci dovrà convivere per mesi ed anni, ma intanto loro hanno sviluppato sistemi di tracciamento, modelli comportamentali, e misure restrittive meno dure e adatte al loro contesto sociale e comportamentale.
Si può riassumere dicendo che la speranza passa dal lock down attuale, e indirizza verso lo scenario coreano da qui a settimane (sentito Ricciardi che ieri diceva che ora intendono sviluppare delle app che consentirebbero il tracciamento e distanziamento fuori dalla quarantena - era ora, e speriamo facciano bene, ancora più che presto...).
I grafici dicono tutto, in particolare le Chart 3, 7, 8 e 13.
Guardate anche il 9, sullo iato temporale anche in Cina tra misure (da loro, molto più rigide) ed effetti.
Speriamo dunque in risultati più marcati settimana prossima. Intanto, abbiamo il tasso di crescita più basso in UE, il che è sempre insufficiente, ma che sia benedetto, altrimenti i decessi sarebbero già stati 4-5 volte tanto.
Guadagniamo tempo.
Forza, serenità e resilienza