coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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Tarallo

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Probabilmente l'information overload non aiuta. Immagina la comunicazione ai tempi della peste bubbonica e quella di oggi. Miliardi e miliardi di riflessioni, il 95% cazzate, condivise a tempo di record, amplificate da media e social networks, che arrivano assolutamente a tutti. Impossibile non pensare alla pandemia h24. Il livello di angoscia non può che salire.
Siamo anche una generazione che ha molto da perdere, che grazie alla medicina si è avvicinata all'immortalità (è di oggi la notizia di una pubblicazione su Nature Communications di un lavoro uscito da Stanford che consente, con l'uso mirato dei 4 fattori di Yamanaka, di far ringiovanire cellule di cartilagine in cultura) e quindi ci siamo adagiati su una falsa sicurezza di in vulnerabilità. Insomma, nun po' esse. It can't be happening. L'angoscia è maggiore che non in una società abituata a guerre e fame.

Insomma per me hai ragione, la moltiplicazione delle reazioni e l'eco concessa dalla megacomunicazione ci rendono più fragili invece che più forti. E c'è da dire che siamo anche troppi sul pianeta. Leggevo oggi sul Newyorker un articolo di Richard Brody che parla dei nuovi grattacieli che hanno sostituito gli walkups in parti di Manhattan, moltiplicando per 100 il numero di persone che ora devono trovare un modo di fare la spesa, per esempio, impedendo un vero social distancing.

Siamo messi malino. Speriamo di uscirne con molti lividi ma più o meno sani e salvi.

vaz

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Chiedo scusa per aver urtato la sensibilità di qualcuno, non era assolutamente mia intenzione.

Davy_Jones

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io onestamente ho l'impressione che la stragrande maggioranza delle persone (diciamo il 95%?) abbia capito sia la ratio del lockdown sia qual'e' la portata della malattia. giovani e anziani, senza grosse differenze. non vedo gente spiazzata, non vedo crisi di nervi. vedo persone piu' attente a quello che fanno. poi che una frazione (piccola) sia realmente impaurita o che rifiuti di fare quello che uno gli dice e' fisiologico. questa parte piccola c'e' ma c'era anche quando si dovevano affrontare problematiche peggiori. poi l'informazione avrebbe dovuto essere migliore ma li' non c'entra la malattia.


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DajeLazioMia

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Citazione di: Davy_Jones il 25 Mar 2020, 07:42
io onestamente ho l'impressione che la stragrande maggioranza delle persone (diciamo il 95%?) abbia capito sia la ratio del lockdown sia qual'e' la portata della malattia. giovani e anziani, senza grosse differenze. non vedo gente spiazzata, non vedo crisi di nervi. vedo persone piu' attente a quello che fanno. poi che una frazione (piccola) sia realmente impaurita o che rifiuti di fare quello che uno gli dice e' fisiologico. questa parte piccola c'e' ma c'era anche quando si dovevano affrontare problematiche peggiori. poi l'informazione avrebbe dovuto essere migliore ma li' non c'entra la malattia.
Io condivido la lettura di Tarallo e ho l'impressione che stia accadendo qualcosa di profondo nella psiche delle persone.

Non è semplicmente il riuscire o non riuscire a stare a casa e il capire o non capire quale percentuale di persone muoiono.

Ci saranno conseguenze molto importanti: non solo nel senso che aumenteranno le persone con problematiche psicologiche, ma nel senso che potrebbe cambiare in peggio la nostra modalità di leggere la realtà che ci circonda.

Se affideremo ulteriormente tutte le nostre aspettative ad una civiltà che punta all'ideale-limite dell'amortalità diventeremo ancora più vulnerabili. Perché in questo modo affideremo tutto il noatro futuro ad un potere da cui saremo completamente soggiogati. E qualora questo potere dovesse di nuovo farsi trovare scoperto (e capiterà) non avremo probabilmente le risorse per affrontare la realtà.

Oppure potrebbe crearsi un'apertura per nuovi movimenti culturali che possano spingere per reali cambiamenti. Ma ho l'impressione che la paura sommata al sollievo immenso che ci verrà dalla scoperta della cura che prima o poi si verificherà spingeranno l'umanità ancora con più forza ad accettare (e a esaltare) il noatro modello di civiltà. Modello fragilissimo e precario.





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attenderei un attimo a fare considerazioni profonde, con le quali mi trovo comunque d'accordo, per il semplice fatto che se tutto si risolvera' con un 2/3 mesi di isolamento, e poi una vaccinazione obbligatoria tipo vaiolo o influenza, allora tempo un paio di anni e ce ne saremo 'dimenticati'.

come ci siamo dimenticati tutti i grandi disastri economici che hanno imperversato gli ultimi 30 anni di storia che pareva dovessero cambiare il mondo chissa' come, ma si finisce col discutere sempre dei stessi problemi.

del resto viviamo nell'entertainment age.

Tarallo

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Tutte le teorie sono valide, 1/12 potresti avere ragione tu.
Piuttosto, io mi auguro di cuore che tu abbia ragione sui 2-3 mesi. Io ho forti dubbi.

Davy_Jones

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Citazione di: DajeLazioMia il 25 Mar 2020, 07:57
Io condivido la lettura di Tarallo e ho l'impressione che stia accadendo qualcosa di profondo nella psiche delle persone.

Non è semplicmente il riuscire o non riuscire a stare a casa e il capire o non capire quale percentuale di persone muoiono.

Ci saranno conseguenze molto importanti: non solo nel senso che aumenteranno le persone con problematiche psicologiche, ma nel senso che potrebbe cambiare in peggio la nostra modalità di leggere la realtà che ci circonda.

Se affideremo ulteriormente tutte le nostre aspettative ad una civiltà che punta all'ideale-limite dell'amortalità diventeremo ancora più vulnerabili. Perché in questo modo affideremo tutto il noatro futuro ad un potere da cui saremo completamente soggiogati. E qualora questo potere dovesse di nuovo farsi trovare scoperto (e capiterà) non avremo probabilmente le risorse per affrontare la realtà.

Oppure potrebbe crearsi un'apertura per nuovi movimenti culturali che possano spingere per reali cambiamenti. Ma ho l'impressione che la paura sommata al sollievo immenso che ci verrà dalla scoperta della cura che prima o poi si verificherà spingeranno l'umanità ancora con più forza ad accettare (e a esaltare) il noatro modello di civiltà. Modello fragilissimo e precario.

ok, allora si, concordo con la visione generale perche' sono 40K anni che l'essere umano punta all'immortalita' in una forma o in un'altra, nessuna catastrofe gli ha fatto cambiare obiettivo, e non lo fara' di certo il covid...

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Citazione di: trax_2400 il 24 Mar 2020, 21:55
Vedo che molti cercano di fare delle previsioni basandosi su quello che è successo in Cina.
Non mi sembra un sistema credibile.
Soprattutto perché le misure adottate in Cina sono state molto diverse da quelle italiane.
Nell'Hubei, se non sbaglio, ha chiuso proprio tutto, compresi gli alimentari, quindi a mio avviso lo stop alla diffusione dell'infezione in Cina sarà stato più repentino di quanto potrà succedere in Italia.

non e' tanto fare previsioni, ma cominciare a fare raffronti e ricavare considerazioni, dal momento che siamo davvero in terre sconosciute per quanto riguarda l'affrontare una pandemia nel 21esimo secolo.

ErNonno

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Citazione di: vaz il 25 Mar 2020, 07:41
Chiedo scusa per aver urtato la sensibilità di qualcuno, non era assolutamente mia intenzione.
Nessuna scusa Vaz: io invece ti ringrazio per tutto quello che mi dai. E insieme a te altri come Tarallo, FD, Dj, DLM, IlnostroGi, Fiammetta, ES e tantissimi altri che non posso citare tutti ma che abbraccio insieme a voi. Mi date molto: elementi di conoscenza, spunti di riflessione, senso di appartenenza, informazioni, riferimenti, link ,traduzioni, affetto. Immaginate un 71enne chiuso con la consorte in un appartamento a Milano con l'ansia (ma non paura) che le sue patologie aprano la porta al virus e la paura (questa si!) di andarsene senza aver più potuto baciare, scherzare, giocare, correre con i due nipotini. E vederli ancora una volta dal vivo.
O anche, why not?, di non vedere un'altra partita della Lazio straordinaria di questa stagione...ecco senza di voi tutto sarebbe più duro r insopportabile e persino meschino. Perciò grazie, ma davvero.

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Citazione di: Tarallo il 25 Mar 2020, 08:10
Tutte le teorie sono valide, 1/12 potresti avere ragione tu.
Piuttosto, io mi auguro di cuore che tu abbia ragione sui 2-3 mesi. Io ho forti dubbi.

anch'io ho forti dubbi che 2/3 mesi bastino, per quello l'attenzione alla Cina ora che sta rimuovendo le renstrizioni dopo 2 mesi, 2 mesi e mezzo.

le attuali conoscenze sugli effetti del social distancing si basano poi su studi di quanto fatto durante l'influenza spagnola del 18/19

tipo https://www.pnas.org/content/pnas/104/18/7582.full.pdf

o altri di cui ho trovato questo ad esempio

Citazione di: https://www.nih.gov/news-events/news-releases/rapid-response-was-crucial-containing-1918-flu-pandemic
...
The second study also shows that the timing of when control measures were lifted played a major part. Cities that relaxed their restrictions after the peak of the pandemic passed often saw the re-emergence of infection and had to reintroduce restrictions, says Neil Ferguson, D.Phil., of Imperial College, London, the senior author on the second study
...

insomma, siamo davvero in territori inesplorati,considerato poi quanto il mondo sia cambiato da allora soprattutto in termini di movimento di persone globalmente.

robylele

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Citazione di: ErNonno il 25 Mar 2020, 08:37
Nessuna scusa Vaz: io invece ti ringrazio per tutto quello che mi dai. E insieme a te altri come Tarallo, FD, Dj, DLM, IlnostroGi, Fiammetta, ES e tantissimi altri che non posso citare tutti ma che abbraccio insieme a voi. Mi date molto: elementi di conoscenza, spunti di riflessione, senso di appartenenza, informazioni, riferimenti, link ,traduzioni, affetto. Immaginate un 71enne chiuso con la consorte in un appartamento a Milano con l'ansia (ma non paura) che le sue patologie aprano la porta al virus e la paura (questa si!) di andarsene senza aver più potuto baciare, scherzare, giocare, correre con i due nipotini. E vederli ancora una volta dal vivo.
O anche, why not?, di non vedere un'altra partita della Lazio straordinaria di questa stagione...ecco senza di voi tutto sarebbe più duro r insopportabile e persino meschino. Perciò grazie, ma davvero.

Io invece ringrazio te per questo post. Ovviamente riabbraccerai presto i nipotini (a cui sicuramente manchi, come vi parlate, in video chiamata?) oltre rivedere Luis Alberto e SMS scherzare con gli avversari.

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FatDanny

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Citazione di: UnDodicesimo il 25 Mar 2020, 08:05
attenderei un attimo a fare considerazioni profonde, con le quali mi trovo comunque d'accordo, per il semplice fatto che se tutto si risolvera' con un 2/3 mesi di isolamento, e poi una vaccinazione obbligatoria tipo vaiolo o influenza, allora tempo un paio di anni e ce ne saremo 'dimenticati'.

come ci siamo dimenticati tutti i grandi disastri economici che hanno imperversato gli ultimi 30 anni di storia che pareva dovessero cambiare il mondo chissa' come, ma si finisce col discutere sempre dei stessi problemi.

del resto viviamo nell'entertainment age.

Ma veramente tutti i disastri di cui parli hanno cambiato eccome il mondo, profondamente.
C'è un prima e dopo 11/09, c'è un prima e dopo crisi del 2008.
Cioè secondo te il mondo prima del 2008 era uguale a quello dopo?
Stessi rapporti sociali, stesse condizioni di lavoro, stesse condizioni di vita?
Viviamo su due mondi paralleli evidentemente.

Ogni fenomeno lascia traccia, cambia rapporti di forza a più livelli, sedimenta convinzioni e ne rimuove altre. Pensare che siano eventi da cui si torna ad una presunta normalità dopo un tot significa mancare il senso stesso della Storia.

E questa crisi già si preannuncia ben più profonda delle precedenti, a livello economico, sociale, geopolitico.

Concordo in fine con DLM, la tensione all'immortalità è un enorme problema della società occidentale, in termini di equilibrio, di rapporto psicologico con la morte nonché di priorità sanitarie 

FatDanny

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Citazione di: Davy_Jones il 25 Mar 2020, 08:11
ok, allora si, concordo con la visione generale perche' sono 40K anni che l'essere umano punta all'immortalita' in una forma o in un'altra, nessuna catastrofe gli ha fatto cambiare obiettivo, e non lo fara' di certo il covid...

Questo non è assolutamente vero. La ricerca dell'immortalità è un tratto prettamente occidentale e legato in modo particolare alla nostra visione lineare del tempo.
Tutte le civilità che hanno invece una visione circolare dello stesso (che poi ha radici ben più antiche perché legata alla stagionalità) vede nella morte un passaggio augurabile e necessario al rinnovamento.
Siamo noi ad assolutizzare la visione perché ce ne risulta assolutamente inconcepibile un'altra (ma si sa, l'eurocentrismo impera sul piano culturale).

La visione lineare del tempo implica la perdita irrecuperabile, il non poter tornare ad un determinato punto e quindi un'elaborazione del lutto che è definitiva e inevitabile.
Nella visione circolare invece quel che è stato sarà ed è proprio la morte a permetterlo.
Non è un caso che le società con questa concezione del tempo abbiano una considerazione di sé più volta al collettivo e all'insieme sociale, all'equilibrio tra uno-molti-ambiente circostante, mentre la nostra guarda al singolo individuo e alla sua affermazione per quanto più tempo è possibile.

Davy_Jones

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Citazione di: FatDanny il 25 Mar 2020, 08:54
Questo non è assolutamente vero. La ricerca dell'immortalità è un tratto prettamente occidentale e legato in modo particolare alla nostra visione lineare del tempo.
Tutte le civilità che hanno invece una visione circolare dello stesso (che poi ha radici ben più antiche perché legata alla stagionalità) vede nella morte un passaggio augurabile e necessario al rinnovamento.
Siamo noi ad assolutizzare la visione perché ce ne risulta assolutamente inconcepibile un'altra (ma si sa, l'eurocentrismo impera sul piano culturale).

La visione lineare del tempo implica la perdita irrecuperabile, il non poter tornare ad un determinato punto e quindi un'elaborazione del lutto che è definitiva e inevitabile.
Nella visione circolare invece quel che è stato sarà ed è proprio la morte a permetterlo.
Non è un caso che le società con questa concezione del tempo abbiano una considerazione di sé più volta al collettivo e all'insieme sociale mentre la nostra guarda al singolo individuo


vero, io mi riferisco decisamente alla civilta' "occidentale", diciamo cosi'. non ho idea di come altri modelli affronteranno la questione.

superaquila

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Sarà però molto pessimismo dipende dalla vostra paura di morire, ricordiamoci che prima o poi dobbiamo morire tutti il problema semmai è se dobbiamo morire soffrendo, perchè una volta morti non è che ci mettiamo a piangere, al massimo saranno i nostri cari a soffrire perchè la morte prima o poi tocca a tutti.
Ricordiamoci che noi stiamo su questa terra di passaggio, non siamo eterni, anche se sono convinto che ci sarà una reincarnazione però, cribbio, non ci ricorderemo di questa meravigliosa avventura terrena.

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Citazione di: FatDanny il 25 Mar 2020, 08:51
Ma veramente tutti i disastri di cui parli hanno cambiato eccome il mondo, profondamente.
C'è un prima e dopo 11/09, c'è un prima e dopo crisi del 2008.
Cioè secondo te il mondo prima del 2008 era uguale a quello dopo?
Stessi rapporti sociali, stesse condizioni di lavoro, stesse condizioni di vita?
Viviamo su due mondi paralleli evidentemente.

Ogni fenomeno lascia traccia, cambia rapporti di forza a più livelli, sedimenta convinzioni e ne rimuove altre. Pensare che siano eventi da cui si torna ad una presunta normalità dopo un tot significa mancare il senso stesso della Storia.

E questa crisi già si preannuncia ben più profonda delle precedenti, a livello economico, sociale, geopolitico.

Concordo in fine con DLM, la tensione all'immortalità è un enorme problema della società occidentale, in termini di equilibrio, di rapporto psicologico con la morte nonché di priorità sanitarie

eccheneso, marx valeva prima e vale adesso, il capitalismo e' un mostro da 500 anni, ecc.ecc.

Baldrick

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Citazione di: Tarallo il 25 Mar 2020, 06:30
Io non vedo proprio quale novità aggiunga il pezzo tradotto da vaz. Ma come pensavate che si trasmettesse il virus, a culo?
Se non comprendi che la descrizione di come potresti morire tu o (soprattutto) i tuoi cari possa turbare, evidentemente non sono l'unico ad avere un problema di fragilità. Daje superman.

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Tarallo

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Citazione di: Baldrick il 25 Mar 2020, 09:15
Se non comprendi che la descrizione di come potresti morire tu o (soprattutto) i tuoi cari possa turbare, evidentemente non sono l'unico ad avere un problema di fragilità. Daje superman.

Forse perche' come si puo' morire a questo punto, con un livello medio di scolarizzazione, e' chiaro a tutti? Ma forse mi sbaglio su questo. Se mi conoscessi sapresti che sono il contrario di superman, casomai sono whateverman, nel senso che il cinismo mi possiede mio malgrado. E senza prendere per il culo proprio non sai scrivere eh?

Pomata

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Citazione di: DajeLazioMia il 24 Mar 2020, 23:32
Ma sì. Ti ho quotato per dire la mia mica per contestarti.

Ma 1 mese fa il padre 60enne di un mio caro amico è morto di infarto, senza pregresso alcuno, mentre lui gli provava a fare il massaggio cardiaco.

Ogni anno 120 mila persone in Italia hanno un attacco di cuore  e 25mila non arrivano in ospedale.

Se ti racconto la morte per infarto è spaventosa anche quella. Che facciamo? Scopriamo che si muore oggi e che è tosta morire?

Comunque per la cronaca conosco 5 persone che hanno il coronavirus (test positivo) dai 18 anni ai 60, varie età, e stanno guarendo tutti. Per portare un minimo di positività.

Intanto bene, benissimo
Ti posso chiedere qual'e' stato il criterio e la modalita' (vengono a casa o devi andare te da qualche parte?) per somministrargli il test? Sono al nord?

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