allora, eccomi. innanzitutto vorrei ricordare di sotterrare l'ascia di guerra, non ce l'ho con te orchetto, ma in generale, era successo anche le settimane scorse quando si prende l'argomento figli, bambini, genitori, tutti spuntano da dietro l'erba con le orecchie puntute tipo i coniglietti. vi do una notizia: fare figli e averli è come respirare e bere acqua, non una eccezionalità, e nemmeno un atto che ponga sopra i piedistalli, non si è astronauti, quindi data la moltitudine di modelli genitoriali non è che ogni volta che uno esplica ciò che ha notato su
molti (sì molti) comportamenti, gli altri si indignano in quanto appartenenti alla categoria. se no incazziamoci ogni volta che un essere umano offende un altro essere umano e famo prima.
detto questo... credo che la maniera di avere figli negli ultimi decenni sia completamente cambiata, si fanno figli dando per implicito che si verrà aiutati da nonni e affini, che ci saranno le baby sitter ecc., si lavora in due, molti bambini crescono senza passare il tempo coi genitori da soli, intendo proprio oggi stai con mamma e papà e basta, e nonno lo vedi tra una settimana. no, da quando si viene al mondo, mamma e papà da soli forse durante le vacanze, e forse nemmeno perché si parte con gli amici. unicità della famiglia come nucleo speciale, sparita.
la scuola in tutto questo ha perso,
per molti, la funzione educativa ma viene vista come luogo di parcheggio...tempo pieno non come un arricchimento culturale ma necessità se no non so dove lasciare mio figlio mentre lavoro. bambini che escono da scuola alle 16.30 e alle 17.00 di corsa in piscina, calcio, a danza, al parco coi bambini perché non è che possono stare sempre con noi adulti (quando...? che a scuola ce sò stati 8 ore?). se stanno a casa, vai di playstation e smartphone alla grande, perché giustamente si sono stressati a scuola. eppoi vuoi mettere... chi li sente più in quelle ore sugli schermi, utile.
questa è la routine. ovvio che se metti un legnetto nell'ingranaggio sbrocchi e dai le testate al muro. e no, non il piccolo di quattro anni. ma proprio il genitore che è abituato a condurre la sua quotidianità con questi parametri:se si facesse un conteggio, su giornate di questo tipo, il reale contatto, vero, significativo, di parola, di concetto, coi figli non raggiungerebbe i dieci minuti al giorno.
ovvio che nella eccezionalità della pandemia chi è abituato a quel modello adesso è nervoso come una scimmia, dieci giorni je sò sembrati mesi, e un mese anni, (guardate come la percezione del tempo è completamente alterata nei discorsi, manco fossimo in un bunker sotto terra da 6 mesi). gli adulti, non i bambini, non resistono più a casa, perché si annoiano, perché due minuti di capriccio lecito del bambino li fa sbroccare perché di solito ci pensa nonna a risolvere, perché dopo dieci minuti passati a disegnare o a leggere favole coi propri figli si rompono i cabbassisi e vorrebbero ritornare a guardare la serie su netflix o giocare alla playstation, o sui telefonini, sui social... sempre i genitori, ovvio.
fondamentalmente è noia al quadrato, come quando ci sono le vacanze di natale o pasqua e c'è chi si rompe le palle dopo due giorni di essere tutti in casa coi figli tra i piedi, invece di prenderla come un'opportunità e siccome dire che ci si annoia coi propri figli è tabù preferibile schermarsi dietro la
socialità dei bambinievitate di alterarvi, questo è il mio pensiero che non è dedicato a voi genitori di
lazio.net.