Mi sta benissimo, ma mi sembra (da ignorante) anche riduttivo ascrivere questo crollo totale solo ad aspetti mentali, di pressione e contingenti.
Sarebbe un'offesa a un gruppo che ha vinto in maniera eclatante anche facendo a meno qua e là di titolari e con giocatori fondamentali non in forma.
Ci sono stati degli errori anche solo di programmazione della preparazione post covid, perché per quanto i problemi di testa siano assolutamente reali e condizionanti, stiamo parlando di professionisti non di primo pelo che si trovavano in un momento decisivo della loro carriera: vincere lo scudetto quest'anno per molti dei nostri giocatori avrebbe rappresentato l'obiettivo finale di coronamento di una carriera o quasi.
Al di là di tutti gli aspetti sicuramente veri e concreti della sua analisi, continuo ad essere d'accordo con chi dice che probabilmente le gambe non rispondevano alla "fame" che avevano in testa e nel cuore. E questo, forse, ha anche aggravato i problemi di testa e di atteggiamento che hanno di sicuro dato il colpo di grazia alle prestazioni e, di conseguenza, alle ambizioni.
Rimango convinto che il calo ci sarebbe stato anche senza il covid e anche con una partita a settimana, ma diciamo che il vantaggio lì erano i punti di distacco con le competitor che invece avrebbero dovuto disperdere energie fisiche e mentali giocando le coppe in un momento in cui erano tutte un po' in crisi e spaventate dal nostro ruolino di marcia.
Non sapremo mai la verità: finisco il pippone dicendo la mia sul futuro.
Io non avrei paura di fare una rivoluzione, cedendo anche un paio di pezzi grossi e mettendo dentro gente fresca e determinata in grado di affrontare il futuro ripartendo di slancio. Anche dopo una stagione grandiosa come questa (battiamo Cagliari e Brescia, please), scorie di stanchezza, rimpianti e rimorsi ve ne saranno ugualmente. E allora chiudiamo questo ciclo fantastico e proviamo a ripartire senza paura ma con un nuovo inizio. Chi se ne andrà, avrà comunque il suo nome scolpito nei nostri cuori.