Citazione di: FatDanny il 30 Ago 2020, 18:21
Però il discorso che fa Sam è un attimo più complesso e interessante della semplice valutazione di colpi azzeccati/mancati e devo dire che la condivido.
Tare più di una volta non ha sentito le necessità del tecnico né le esigenze tattiche e ha comprato giocatori che lui, a prescindere, giudicava come buoni acquisti.
Savic venne comprato quando nel nostro scacchiere tattico 433 non ci azzeccava una mazza e io fin da allora sono convinto che fu la causa principale del successivo disastro di Pioli.
Tare gestisce i soldi del mercato in termini non in linea con le esigenze dell'allenatore, ma con quelle della valorizzazione della rosa e questo talvolta confligge.
Ho fatto appositamente l'esempio di Savic, un grandissimo colpo di tare, proprio per dire che quanto detto non vuole tradursi in un giudizio univoco.
Questo modo di operare ha pro e contro e sicuramente ha inciso negli scorsi anni
Non so dire se sarebbe andata meglio o peggio operando diversamente, mi interessa pure poco perché appunto non ho voglia né competenza per giudicare tare.
Però sicuramente la riflessione ci sta.
Come avrebbe detto Lubrano 'la domanda sorge spontanea': ma allora la politica della Società è il risultato sportivo o la valorizzazione della rosa?
Cerco di spiegarmi meglio: Lotito e Tare hanno sicuramente un rapporto più stretto tra loro che non con il tecnico (giustamente), e mentre quest'ultimo punta a vincere mi chiedo se invece alla dirigenza non interessi maggiormente aumentare/valorizzare gli asset, cioè il parco giocatori.
Sembrerebbe effettivamente così dagli acquisti di Tare, che salvo situazioni di crisi non sono necessariamente funzionali nell'immediato ma presi in un'ottica di crescita futura (anche lasciando buchi evidenti nell'organico); però allo stesso tempo i giocatori valorizzati poi noi non li vendiamo, e ci teniamo così tanto che per non venderli in alcuni casi ti ritrovi poi con il cerino in mano alla scadenza dei loro contratti!
La mia ipotesi è che alla Società sia chiaro che non abbiamo la forza economica o politica per potenziare nettamente la rosa (scambi con plusvalenze, occasioni sul mercato nazionale, prestiti con riscatto etc.), e che quindi per puntare ad una crescita 'sana' sia necessario non puntare MAI al successo immediato ma piuttosto fare comunque acquisti 'sottovalutati' che potranno apportare qualcosa in futuro; allo stesso tempo non avendo enormi ricavi non si può neanche pensare di vendere un pezzo - diventato - da 90 per comprarne due da 45, perchè poi non ci sarebbe la liquidità per i relativi ingaggi. Quindi si punta a godersi i talenti che da noi sono cresciuti per poi prendersi il cash della cessione solo se questa è ineluttabile (prendendosi anche il rischio di perderli a zero).
Al momento questa strategia, considerate le risorse ridotte di cui disponevamo rispetto ai competitor, si è rivelata azzeccata, non c'è dubbio.
Però non sarebbe proprio questo il momento di 'stabilizzare' la qualità della squadra, sapendo che comunque la visibilità europea che avremo quest'anno ci permetterebbe, qualora l'annata andasse male (leggasi 'non riconferma in Europa'), di monetizzare un campione e ricominciare la giostra senza troppi traumi?
L'anno che è stato ricordato prima, con i preliminari, ci vedeva in competizione proprio con il Bayer per l'acquisto del Chicarito... se l'avessimo comprato PRIMA delle due partite, magari vincendole, non avremmo fatto comunque un ottimo investimento, su un giocatore che avrebbe avuto mercato anche l'anno dopo?
E quest'anno la situazione non vi sembra molto simile, con l'evidente buco sulla fascia sinistra che è CHIARAMENTE da colmare, così come anche la situazione dell'attacco? Finirà allo stesso modo?
Io credo, e voglio sperare, di no.