Citazione di: A.Nesta (c) il 11 Ott 2020, 10:49
Oltre a quelle che ho evidenziato nel post, aggiungo che se la Lazio un domani vendesse Milinkovic a 90M, la Lazio utilizzerebbe molto probabilmente una cifra intorno ai 40 per comprare un giocatore da 20 e altri 2-3 con il restante. La politica di Lotito è il non rischio, evitare sempre di poter avere anche un minimo di debito e questo è praticamente impossibile per qualsiasi top club, basti guardare le perdite che hanno top club come Real Madrid e Barcellona, o se vogliamo anche le nostre strisciate.

1) Napoli: dal loro ritorno in Serie A, i partenopei hanno moltiplicato i loro ricavi, molto più di noi.
Resto dell'opinione che le "
potenzialità strutturali della società Napoli" siano superiori alle nostre (De Laurentiis/lotito): raggiunto il massimo campionato, magari grazie anche a qualche cessione d'oro ben rimpiazzata DeLa ha innescato il moltiplicatore della Champions, grazie ad investimenti virtuosi ed ottime scelte tecniche dei suoi allenatori e direttori sportivi.
Se non sbaglio, però, anche il Napoli ricorre poco all'indebitamento; oltre al fatto che noi, "strutturalemente", un Higuain al top acquistato dal Real Madrid non potremo (forse) mai permettercelo.
La disponibilità a siglare contratti da 6/7M/8M annui per 5 anni credo vada al di là di fattori imponderabili (qualificazione Champions o scambi giocatori); senza contare ingaggi top elargiti a più membri della squadra. Immagino che una proprietà che fa ciò, ritiene di avere la forza economica per farlo in maniera più che sostenibile; sennò si fa la fine di Pallotta!
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In sostanza: il Napoli può crescere più di noi, temo, a parità di condizioni; il suo boom è stato tale soprattutto perchè era più alta l'altezza cui poteva alzare la propria asticella (Serie A = maggiori sponsor dei nostri anche grazie agli uffici di DeLaurentiis e compagnia, con partnership varie; maggiori diritti tv; monte ingaggi sostenibile strutturalmente maggiore del nostro, come potenzialità; etc, etc).2) Atalanta: certo, è vero, e le cessioni che citi sono corrette.
Il punto è: vendere "sistematicamente", quasi ogni anno, alcuni dei migliori giocatori della propria squadra -
come faceva l'Atalanta, sino a uno/due stagioni fa, con lamento di Gasp: ora non più! - secondo me non aiuta creare una "Famiglia vincente".
Fermo restando che avere a disposizione ca
100M di plusvalenze SENZA (quasi) toccare la rosa della prima squadra è un vantaggio clamoroso, che è stato solo in parte sfruttato in sede di calciomercato e rinnovi (
strutturalmente meno danarosi dei nostri: senza l'imponderabile del mercato e della Champions, i ricavi "sicuri" da diritti tv e sponsor della Bergamasca - al di là della patacca sulla maglia - credo siano inferiori a quelli della Lazio; nuovo stadio permettendo, quanto a stimolo di partnership varie.
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Ad ogni modo: fermo restando che è tardi e forse non sono molto preciso (
) - oltre al fatto che ragiono senza numeri, dunque a spanne - i nostri due discorsi, più che opposti, sono complementari, A.Nesta (c)! Due facce della stessa medaglia.Come sottolineato da @Gulp, una sana via di mezzo sarebbe forse più salutare, tra "Continuità" e "Scambio giocatori", che se fatto con perizia può aiutare (temporaneamente, non strutturalmente, ad aumentare ricavi e fatturato).
Anche vendere "con maggiore regolarità" un big al momento giusto - per rinforzarsi - è un'Arte. Da imparare e mettere da parte: qualcosa in cui possiamo migliorare.---
Fermo restando però che - come giustamente dici - la politica di
Lotito è (quasi ideologicamente) allergica a qualsiasi gioco d'azzardo; e anche il calciomercato, in fondo, lo è :-)
Figuariamoci un maggiore ricorso al debito, specie per la parte sportiva, dove i rischi aumentano.----
Credo, poi, che avere alle spalle
un proprietario pronto a garantire AdC in caso di cattivi scenari, riduca considerevolmente il rischio di indebitarsi considerevolmente con le banche. (Non le forme contenute, di cui parla Least, che comunque non appartengono alla politica della maggiorparte dei "Top Club", ben più disinvolti - e decisi a fare la differenza, in questo senso, nonostante il FFP - anche grazie ai maggiori ricavi e soprattutto a soci o mecenati
pronti a sborsare di tasca loro per risanare una parte delle perdite, quella che non va alle banche, se le cose si mettono male. Cosa che Lotito - buon per lui, meno per noi - non farebbe mai).