coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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PabloHoney

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Citazione di: Rorschach il 19 Ott 2020, 13:09
Io, per carità, giustifico chi critica costruttivamente le decisioni del Governo.

Se però lo Stato, inteso qui come cittadinanza, non è in grado di mutare i propri comportamenti se non sotto la minaccia di multe, cosa cazzo potremmo pretendere?

Le vedevo solo io le masse di persone di ogni età fuori dai locali, i ragazzi che continuano a non indossare la mascherina, la totale strafottenza di TUTTI nel privato delle proprie abitazioni? Quanta gente ancora va in giro a naso scoperto (fa ride, lo so)? Quanti si tolgono la mascherina per parlare, o addirittura quando devono starnutire o tossire?

Infatti non si puo' prescindere dalla constatazione che non siamo in grado di comportarci in modo adeguato a una situazione eccezionale come questa, s non partiamo anche da qui e' difficile valutare le misure, che infatti le trovo insufficienti

carib

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(OT Da anni sulla riva del fiume aspetto pazientemente di veder passare il "cadavere" di Wu Ming... Grandissima delusione umana e professionale. EOT)

mr_steed

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Vabbè, dai... se i problemi veri per la gente sono questi stupidi noi che continuiamo pure a cercare di fare discorsi seri...

Coronavirus, dopo il dpcm scoppia il panico da "ricrescita": parrucchieri presi d'assalto a Roma. "Paura del lockdown. Tra gli strascichi della prima fase della pandemia, il trauma dei capelli bicolore.

https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/10/19/news/coronavirus_roma_dopo_il_dpcm_scoppia_il_panico_da_ricrescita_parrucchieri_presi_d_assedio_dalle_romane_paura_del_loc-271098438/

Baldrick

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Tra i vantaggi di essere skineeeeez c'è che devi preoccuparti solo delle basette  :wink2:

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FedericoPrati

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Citazione di: mr_steed il 19 Ott 2020, 17:55
Vabbè, dai... se i problemi veri per la gente sono questi stupidi noi che continuiamo pure a cercare di fare discorsi seri...
altroché,  sai quanti discorsi ho sentito, anche peggio di questi e quante argomentazioni stupidi, inutili, prive di senso. Alcune persone hanno preoccupazioni da 14 enni in crisi ormonale.

mr_steed

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Citazione di: FedericoPrati il 19 Ott 2020, 18:34
altroché,  sai quanti discorsi ho sentito, anche peggio di questi e quante argomentazioni stupidi, inutili, prive di senso. Alcune persone hanno preoccupazioni da 14 enni in crisi ormonale.

Eh lo so: era una domanda retorica. Del resto se non fosse così probabilmente non esisterebbero i negazionisti.

E purtroppo si continua pure spudoratamente a ignorare, in nome della "ripresina", la lezione di marzo anche da parte del governo che in 4 mesi, evidentemente troppo impegnato con i banchi a rotelle (e che forse bisogna cominciare a pensare abbia creduto anch'esso alla favola del "clinicamente morto" raccontata dallo zangrillo parlante), non ha minimamente pensato a risolvere problemi seri come questo:

"Così l'ospedale mi ha trasformata in un untore". La denuncia dell'infermiera che lavora al Vannini di Tor Pignattara: è positiva, e per otto giorni ha continuato a lavorare tra malati e colleghi. "Il protocollo è folle, le FFP2 sono contingentate, gli spogliatoi promiscui: rischiamo di trasmettere il virus". La lezione di marzo è stata ignorata

https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/10/19/news/la_denuncia_dell_infermiera_cosi_l_ospedale_mi_ha_trasformata_in_un_untore_-271131381/

"Non siamo bestie, siamo operatori sanitari". Claudia Menchicchi è un'infermiera e rappresentante del sindacato Nursind all'ospedale Vannini di Tor Pignattara. È fine settembre quando una donna entra in sala parto. Claudia e le sue colleghe le stanno accanto per ore e all'alba nasce un bimbo. Il piccolo è sano ma la mamma risulta positiva al Covid. E dal referto in poi comincia il labirinto. "Quando ce lo comunicano scatta la sorveglianza", racconta. Ossia non cambia nulla: si continua a lavorare come prima. "La direzione ti dice soltanto che se ti compaiono febbre, tosse o raffreddore lo devi comunicare; altrimenti nulla". Sintomi che Claudia Menchicchi non ha. Lei però si impunta, non accetta "questo protocollo folle. Ho minacciato di chiamare l'avvocato del sindacato per ottenere il tampone per me e le mie colleghe". Per otto giorni le infermiere continuano a lavorare, con l'anima lacerata tra il senso del dovere verso i pazienti e il rischio di essere inconsapevoli untori.

Il Vannini è stato trasformato di recente in un centro Covid ma gli operatori sanitari non hanno nemmeno le mascherine di protezione FFP2: "Sono contingentate, le danno solo per le zone critiche, ma purtroppo ci sono troppi asintomatici. I contagi sono quadruplicati. Gli spogliatoi ancora sono promiscui e questo fa sì che involontariamente rischiamo di trasmettere il virus. Lavoriamo in condizioni pietose, senza nessuna garanzia" denuncia Menchicchi.

È come se la terribile lezione di primavera fosse stata inutile. Come se il sacrificio di tanti medici e infermieri mandati allo sbaraglio nelle corsie durante la prima ondata della pandemia sia stato sprecato. Perché oggi tutti sanno cosa serve e cosa bisogna fare, ma i vertici del Vannini paiono ignorare persino le regole di buonsenso. Menchicchi solo dopo otto giorni passati al lavoro è stata mandata in quarantena: alla fine il tampone per cui aveva dovuto lottare sindacalmente si è rivelato positivo. Forse lo era da giorni, mentre era obbligata a muoversi tra malati e colleghi. Dopo inizia un altro incubo. Non ci sono strutture d'isolamento: è andata a casa, con tre figli e gli anziani genitori che le vivono accanto. Abbandonati.

"Purtroppo i miei bimbi sono tutti positivi e l'ho comunicato prima al medico curante, poi alla Asl Roma 2". La risposta? "Nulla. Sono una cittadina che paga le tasse, un'operatrice sanitaria che si preoccupa di curare gli altri, ma nessuno cura me" dice con un filo di voce. Per effetto del virus, ha perso il gusto e l'olfatto, la tosse non se ne vuole andare. "Nessuno è venuto a mettere un fonendoscopio sul mio torace e dei miei tre figli. Il piccolo ha pianto a lungo, era terrorizzato. Mi sto curando da sola, grazie a una dottoressa amica che a distanza mi dà qualche consiglio. Per fortuna i bimbi stanno bene e io sto migliorando", racconta.

Il 23 ottobre dovranno presentarsi al drive-in per fare il tampone. Menchicchi è riuscita a saperlo dopo 48 ore di continue telefonate e mail. "Rischio di fare dieci ore di fila. Quattro persone positive chiuse in un'utilitaria in coda. E se devi andare al bagno, non puoi scendere. Accade a me e a tutti gli altri. Dove sta l'assistenza?". Si sente tradita. Lei ha sempre indossato il camice con orgoglio, convinta di una missione. E ha sempre creduto nella sanità pubblica. Adesso si sente abbandonata e impotente, costretta ad arrangiarsi nel momento più drammatico. Con un supplemento di amarezza, perché anche quegli infermieri esaltati dall'intera nazione per l'impegno contro il virus, vengono trattati come "carne da cannone" senza protezioni, né cure. "Non sono un'eroina, ma un'infermiera e voglio solo tornare a lavorare in sicurezza".

pentiux

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Il Vannini è una follia, me lo racconta una mia amica medico che fino a poco fa lavorava saltuariamente anche al Vannini.
Per carità, racconta di problemi e difficoltà anche su altri Ospedali, ma il Vannini è proprio fuori dal mondo. Tanto che ha deciso di non andarci più.
Se volete un consiglio spassionato, se potete in questa fase evitatelo il più possibile.

italicbold

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Citazione di: Gio il 19 Ott 2020, 16:39
Oggi andare a scuola in presenza non garantisce nulla più della DAD, dal punto di vista della formazione. Lo sa bene chi ha figli a scuola. I professori (e gli studenti) stanno continuamente in quarantena e a fare i tamponi ogni volta che c'è un positivo. Non si studia più. Ci si barcamena tra tamponi e quarantene.
Sarebbe molto più semplice aiutare chi ha difficoltà con la DAD (ma voi lo conoscete un ragazzo che a 14 anni non ha il telefonino?) che continuare a gestire la presenza con questo protocollo delirante.

Basta parlare con chi si occupa di formazione e recupero dei ragazzi.
Che le lezioni al telefonino non siano una cosa normale né semplice non é complicato pensarlo.
E no, non tutti i ragazzini hanno un telefonino 4G con sufficiente credito per seguire una lezione di mezzora, a dire tanto, con un professore. O anche solo una stanza tranquilli dove poter seguire la lezione senza altri fratelli/sorelle che devono seguire altre lezioni di altri professori.
Pensare che possano sostituire 4 o 5 ore di lezioni quotidiane seguite da un professore/professoressa é qualcosa che supera ogni chimera.
No, non tutti gli appartamenti sono equipaggiati di fibra ottica e di banda passante sufficiente affinché una famiglia di 2,3 o anche quattro ragazzi possa seguire le lezioni serenamente come la loro età e uno stato degno di questo nome deve garantirgli.
Anzi, spesso sono proprio i ragazzi che hanno più bisogno di attenzione e di presenza quelli che rischiano di trovarsi indietro pesantemente.
L'umanità purtroppo non é composta solo da famiglie come la mia dove mia figlia (unica) ha la banda passante, la scelta di 4 computer su dove seguire i corsi e due genitori mediamente scolarizzati che possono, eventualmente, aiutarla quando si trova in difficoltà. Oltre ad avere una stanza tutta sua dove poter ascoltare in tranquillità le lezioni senza nessuno che, magari, stira, lava i piatti o, guarda la televisione (o peggio...) nella stessa stanza.
L'ho scritto e ripetuto, se é necessario per abbassare le cifre del contagio benvenga la chiusura delle scuole, ma é e resterà una ferita aperta e sanguinante nel percorso formativo di una generazione di ragazzi che sarà estremamente complicato recuperare.
Schivare il problema con un'alzata di spalle mi sembra una profonda leggerezza.
Una lezione di storia/matematica/geometria/algebra/fisica fatta bene con un professore non sarà mai sostituibile con un tutorial su Youtube.
Siamo schiavi del tutto é possibile sul computer che sta, in qualche modo, drogando il dibattito.
Non é vero.

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ES

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rapporto positivi/tamponi 9,44% (ieri 7,98%).
TI +47.
Exp tempo raddoppio 11 giorni.

Il recente dpc non ha sortito effetti visibili.
Nel nuovo non colgo personalmente motivi di speranza.

Veramente non sai che caxxo aspettarti dal futuro imminente.
Evidentemente vogliono tenere economia fino a che TI sold out, per poi nuovo lock down.
Non vedo altre motivazioni.

Fosse così,  direi fine novembre.



Laziolubov

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stiamo in esponenziale su tutto, solo con ritmi diversi

orchetto

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Citazione di: FatDanny il 19 Ott 2020, 15:06
direttamente collegato non significa che Trump gestisce la pagina o anche solo pensa alla pagina.
Ma se si ha cognizione - come credo tu abbia - di come oggi viene orientata l'opinione pubblica tramite i social si capisce bene cosa si intende.

Detto questo hai fatto tutto un discorso sulle contraddizioni e la sinistra anticapitalista che boh, ho fatto fatica a seguire. Io ho detto qualcosa di molto più semplice: certo che le contraddizioni ci sono, sono proprio quelle che la pandemia ha fatto emergere. Per questo dico che non è l'economia "ad ammazzare più del virus", ma proprio le contraddizioni sociali.
Proprio perché queste contraddizioni non possono essere risolte in un paio di settimane tocca stare tutti nel bunker e fare in modo che nessuno al suo interno si muoia di fame.
Quando ne usciremo migliori (cit) faremo tutto il necessario per potenziare  sanità, trasporti, istruzione, previdenza sociale e ci saranno anche caramelle gratis per tutti. Ad oggi però la cosa più immediata è il bunker.
Esattamente come non se more di terremoto, si muore perché te crolla la roba addosso. Sarebbe meglio costruire con antisismico, ma se non l'hai fatto per tempo te proteggi e stai protetto finché non passa, se tu pretendi di poter girare perché in Giappone i palazzi non crollano sei un fesso. Si, per me sei un fesso.
Non è fesso chi esce perché affamato, è fesso chi esce perché ce costruisce sopra una teoria sociologica. Non a caso ho parlato di Wu Ming, non del lavoratore che in queste condizioni è socialmente COSTRETTO ad uscire di casa la mattina.

Rispetto al reddito forse non è chiaro che la misura non riguarda lo stucchevole confronto ideologico degli anni '90 in cui era complicato trovare uno che dicesse qualcosa di sensato da ambo le parti, ma un fatto concreto, materiale e spiccio: famo magnà chi deve restà nel bunker.

Tuttavia, e chiudo, lasciami solo una mini-polemica sulla sinistra radicale.
Capitale e Lavoro sono ambedue davanti alla stessa contraddizione. Vero.
Infatti mica solo il Capitale è merda, é merda pure il Lavoro. Non a caso ho parlato di Geist e ripetuto cento volte che non si parla di capitalisti cattivi. Forse non hai inteso che io stavo allargando ancor più il discorso, tanto da mettere in discussione proprio lo stessa lente - insufficiente - del conflitto Capitale/Lavoro.
Ma andremmo troppo OT, qui nell'ultimo post spiego meglio su questo tuo discorso specifico:
https://www.lazio.net/forum/temi/temi-economici/280/

Premessa, non sono contrario alle chiusure. Lo ripeto di nuovo. Il problema è come dove quando e perchè, e come si gestisce un emergenza, chi la gestisce e con quali rapporti di potere.
Tutte cose al momento grandissimamente fuori dalla nostra portata, quindi visto che al lavoratore se la mattina quando esce da casa e va sull'autubus pieno di gente, giustamente, se gli dico che è un fesso capace che mi strozza con le sue stesse mani e farebbe pure bene, che alternativa diamo? Propaganda di cose che tanto al momento non si faranno visti i rapporti di forza? E se poi magari si ribella che gli dico? No scusa rientra nel bunker che altrimenti tutti ammassati aumentano i contagi? Quello mi piglierebbe come minimo come psicolabile e mi direbbe ma allora da me che vuoi? Ovviamente parlo di ribellione sociale collettiva, Cosa irrangiungibile al momento ma come prospettiva ideale va sempre tenuta in evidenza. Quindi tanto se poi chiudono o aprono è oltre il nostro potere decisionale e quindi tanto vale evidenziare contraddizioni. Pure quelle che te pare, se non ti abbasta il vecchio e desueto capitale/lavoro.
Dopo di che se il capitale mi propina produci/consuma/crepa e se perdi il lavoro ti attacchi e allora no, scusa, allora almeno la boccata d'aria la pretendo, non è certo la boccata d'aria che farà schizzare i contagi.
Certo che diventare più papista del papa e poi magari morire comunque di qualche cosa mi sembra veramente una cattiveria. Io la cosa della quarantena in villa con piscina me la rivendico, quella è l'aspetto provocatorio. Il senso è che non è che se il capitale non riesce a farmi morire di virus o di lavoro o di cancro allora mi deve far morire pazzo. Perchè tanto se passa il lockdown qui è perchè è passata la linea della frangia del capitale a cui interessa farlo e il salvare vite umane sarà solo una coincidenza. Che poi salveranno i malati di coronavirus ma magari non altri malati e così so bono pure io. Fori tutti, tranne quelli con il coronavirus, E magari poi in altri posti del mondo dentro tutti gli altri e crepino quelli con il coronavirus. Perchè questo è il capitale funziona così.

E si, certo che lo so dei mezzi per orientare l'opinione pubblica, nel caso di pillole di ottimismo sono stati sopraffini allora, con argomenti di livello alto e mai negazionisti, e con attenzione alle esigenze psichiche delle persone. Dopo di che si, può essere che devono controllare l'opinione pubblica anche così in questa maniera. Del resto sono mezzi che si usano, li abbiamo visti all'opera in molte situazioni nazionali ed internazionali.

orchetto

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Citazione di: Sobolev il 19 Ott 2020, 15:55
Ma non capisco in che modo aver trovato "alcune cose solo lì" possa escludere che la pagina sia disgustosa. E non serve scomodare nessuna manovra o complotto, basta leggere la pagina quotidianamente con i suoi ossessivi articoli monotematici ("I danni psicologici del lockdown: parte 546") e francamente spesso imbarazzanti. I grafici di worldometers con le sovraimpressioni tendenziose da terza elementare spacciati per "analisi", messi a bella posta senza commento per confondere i meno sofisticati ("commentate") fingendo neutralità, cherrypicking vergognoso, un tizio che fino a qualche settimana fa scriveva articoli in cui sosteneva che l'epidemia era in calo nel mondo tra gli applausi ("Solo voi le dite queste cose", eggraziearcà), endorsement alla Dichiarazione di Barrington che, presi col sorcio in bocca, era solo "un invito alla discussione" ecc. ecc.
Se poi a te la pagina piace e sopporti il modo di fare arrogante e infantile del Ron Hubbard de noantri, mica dico che sei vittima di un complotto, i gusti sono gusti.
Mah guarda sempre premesso che me ne frega il giusto, io questi difetti li sto trovando in tutte le pagine che parlano di covid19. Ovviamente trattenendo i conati di vomito so andato pure sulle pagine negazioniste per curiosità Ma pure in pagine all'opposto del negazionismo impossibile fare ragionamenti. Dove vai vai ti linciano se non segui la linea della visione della pandemia qualunque essa sia.

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orchetto

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Citazione di: carib il 19 Ott 2020, 17:46
(OT Da anni sulla riva del fiume aspetto pazientemente di veder passare il "cadavere" di Wu Ming... Grandissima delusione umana e professionale. EOT)
vabbè, ma hai del rancore personale?

orchetto

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Citazione di: italicbold il 19 Ott 2020, 19:27
Basta parlare con chi si occupa di formazione e recupero dei ragazzi.
Che le lezioni al telefonino non siano una cosa normale né semplice non é complicato pensarlo.
E no, non tutti i ragazzini hanno un telefonino 4G con sufficiente credito per seguire una lezione di mezzora, a dire tanto, con un professore. O anche solo una stanza tranquilli dove poter seguire la lezione senza altri fratelli/sorelle che devono seguire altre lezioni di altri professori.
Pensare che possano sostituire 4 o 5 ore di lezioni quotidiane seguite da un professore/professoressa é qualcosa che supera ogni chimera.
No, non tutti gli appartamenti sono equipaggiati di fibra ottica e di banda passante sufficiente affinché una famiglia di 2,3 o anche quattro ragazzi possa seguire le lezioni serenamente come la loro età e uno stato degno di questo nome deve garantirgli.
Anzi, spesso sono proprio i ragazzi che hanno più bisogno di attenzione e di presenza quelli che rischiano di trovarsi indietro pesantemente.
L'umanità purtroppo non é composta solo da famiglie come la mia dove mia figlia (unica) ha la banda passante, la scelta di 4 computer su dove seguire i corsi e due genitori mediamente scolarizzati che possono, eventualmente, aiutarla quando si trova in difficoltà. Oltre ad avere una stanza tutta sua dove poter ascoltare in tranquillità le lezioni senza nessuno che, magari, stira, lava i piatti o, guarda la televisione (o peggio...) nella stessa stanza.
L'ho scritto e ripetuto, se é necessario per abbassare le cifre del contagio benvenga la chiusura delle scuole, ma é e resterà una ferita aperta e sanguinante nel percorso formativo di una generazione di ragazzi che sarà estremamente complicato recuperare.
Schivare il problema con un'alzata di spalle mi sembra una profonda leggerezza.
Una lezione di storia/matematica/geometria/algebra/fisica fatta bene con un professore non sarà mai sostituibile con un tutorial su Youtube.
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Non é vero.


paro paro quello che è successo nelle scuole italiane

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Citazione di: giovannidef il 19 Ott 2020, 15:56
a questo punto però vorrei spezzare una lancia a favore del governo
E' facile oggi parlare contro i tanti errori del governo un po' come parlare dopo una sconfitta della Lazio
ma come sarebbe stata presa se dopo il lockdown si fosse continuato alla ricerca del contagio zero
niente arrivo di turisti stranieri, niente vacanze al massimo interne alla regione, niente movida, niente discoteche e palestre, nessuna partitella a calcetto, nessun assembramento, niente scuola, una vita da remoto fino all'arrivo del vaccino
oggi briatore con 8 contagi a livello nazionale senza ovviamente aver preso il covid che avrebbe detto???
quelli che oggi dicono capisco il pericolo (ovviamente con 11000 contagi) ma bisogna pur vivere, avrebbero la bava alla bocca se il pericolo non c'è più perchè stai a 8 contagi e 0 morti magari da settimane
per cui più che il capitalismo è l'animo umano che si preoccupa del problema solo quando gli viene contro a 100 all'ora, del resto succede lo stesso con l'ambiente, quando il danno comincerà a crearci problemi ce ne occuperemo

Il fatto è che fin dall'inizio (gennaio) è stata posta male la questione: "chiudiamo tutto o non chiudiamo niente". Invece c'erano un'infinità di possibili gradazioni di misure alternative da prendere, mica solo quelle due!
A marzo hanno aspettato quando potevano intervenire col bisturi (zone rosse localizzate in Veneto e Lombardia, massimo tutto il nord) poi sono intervenuti con l'accetta (lockdown nazionale). Invece potevano fare zone rosse in alcuni posti, lasciare vivere e lavorare altrove, in posti con zero infetti o quasi.
A giugno hanno dato il rompete le righe generale, come se l'unica alternativa possibile (e inaccettabile) fosse continuare l'isolamento totale. Ma non era così. I turisti stranieri potevi farli entrare, ma col tampone negativo. Chi voleva andare a Mikonos potevi lasciarlo andare, ma controllandolo seriamente al rientro.
Se facevi questo, anche le disco e la movida sarebbero stati un problema gestibile. Dopotutto la movida c'è sempre stata e nessuno è mai morto... perchè chi andava a ballare non era infetto!! Il punto era tutto lì. Fare in modo che il 99,9% di chi andava a divertirsi non fosse positivo. Non potevi avere la certezza matematica che il 100% fosse sano? Pazienza, tenevi aperto lo stesso. Il contagio sarebbe ripartito, certo, ma un conto è avere 30 positivi asintomatici nelle disco d'Italia, ben altro è averne 3000!
Era un rischio che potevi accettare (anche perchè siamo seri, fino a quando tutto il mondo non sarà covid free il rischio di focolai di ritorno in una società globalizzata come la nostra non lo potrai eliminare) perchè se arrivavi al picco verso Natale poi una decina di giorni di lockdown potevi farla quasi in serenità. Invece così hai accorciato i tempi della seconda ondata.

Sulla DAD, se invece di comprare inutili banchi di plastica (che l'anno prossimo saranno in gran parte già da sostituire) avessero fatto una seria indagine tra gli studenti per capire chi era in difficoltà economiche e avessero comprato saponette per il wifi e pc portatili (opportunamente configurati per evitare che li usino per scopi impropri) da dare in comodato, il problema sarebbe molto minore e magari avrebbero pure speso meno.
Se poi qualcuno in RAI avesse pensato a fare l'edizione 2020 di "Non è mai troppo tardi" ossia lezioni scolastiche ALLA TELEVISIONE, magari il problema si risolveva con ancora meno spesa. Certo non è il tuo prof, ma le tabelline sono le tabelline, la grammatica è la grammatica e quel che conta è chela impari.

Per questo si critica, perchè il problema è grosso, ma si poteva gestire molto meglio senza essere Einstein.

ES

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Oltre 250.000 persone guarite.
Mi domando se non possa essere stato conveniente testare il loro livello di anticorpi, nel tempo.
È stato fatto?
Potrebbe fornire dati utili?

LaFonte

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Vi segnalo un interessante articolo sulle terapie intensive, quante sono, quanti posti sono stati aggiunti dalla primavera, chi è indietro sulla tabella di marcia. In questa situazione anche l'ospedale in fiera a Milano torna quantomai utile (se trovano il personale medico da mandarci...).

https://www.today.it/attualita/regioni-terapie-intensive.html#_ga=2.60976942.388741093.1603106924-371554306.1603106924

Le 17 regioni sotto la soglia di sicurezza per i posti in terapia intensiva

Prima della pandemia di coronavirus, nel nostro Paese c'erano 5.179 posti letto in terapia intensiva. E adesso? Ecco i numeri delle singole regioni e quali sono quelle più a rischio in caso di un aumento di ricoveri


Da oggi (e fino al prossimo 13 novembre) è in vigore il nuovo Dpcm con le misure dell'ulteriore stretta del governo per fronteggiare l'emergenza coronavirus. I nuovi contagi sono in aumento, ma com'è la situazione delle terapie intensive in Italia? Prima della pandemia di coronavirus, alla data del 31 dicembre 2019 nel nostro Paese i posti letto in terapia intensiva erano 5.179. Oggi la situazione è cambiata.

A causa dell'emergenza sanitaria sono stati creati nuovi posti letto aggiuntivi: il decreto Rilancio ne ha programmati 3.553, molti dei quali sono in fase di completamento. Il totale, nel giro di poco tempo, dovrebbe arrivare a 8.732. Per ora, secondo gli ultimi dati disponibili - relativi al 9 ottobre - i posti letto effettivi sono 6.458. Nel monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell'Iss, relativo al periodo 5-11 ottobre, si legge che l'allerta per la tenuta delle terapie intensive riguarda soprattutto dieci Regioni. In Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta il rischio viene definito alto. Qui c'è una probabilità da alta a massima di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid nel prossimo mese. Le regioni segnalate col livello più alto di rischio per questo parametro sono Lombardia e Liguria.
I posti letto in terapia intensiva per 100mila abitanti in Italia

Diamo uno sguardo ai numeri. In Italia i posti letto in terapia intensiva per 100mila abitanti sono 10,6, mentre il governo ha fissato la soglia di sicurezza a 14. Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute, le terapie intensive occupate in questo momento da pazienti Covid sono 797 (+47 rispetto a 24 ore prima).

Analizzando i dati di ogni singola regione, al momento solo Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta hanno un rapporto di letti in terapia intensiva per abitante maggiore della soglia di sicurezza: di conseguenza, sono ben 17 le Regioni sotto questa soglia, con numeri meno rassicuranti. La Campania, al momento, ha la situazione più preoccupante (7,3 letti per 100mila abitanti), seguita da Umbria (7,9) e Marche (8,3). I tassi di saturazione delle terapie intensive sono lontani dai dati di marzo e aprile. A livello nazionale questo valore è intorno all'11%. Esclusa la Valle d'Aosta, che ha una popolazione esigua, anche su questo parametro la Campania è tra le regioni con la percentuale peggiore (intorno al 18%). Percentuali alte (ma con meno abitanti) anche per Liguria, Umbria e Sardegna.
La situazione delle terapie intensive regione per regione

Ecco i numeri regione per regione. In Piemonte i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 327. Con il decreto Rilancio sono stati programmati altri 299 posti letto. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano del commissario Domenico Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 367. I posti per 100mila abitanti in regione sono 8,4 (un rapporto molto basso rispetto alla soglia di sicurezza del governo fissata invece a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, le terapie intensive occupate in Piemonte da pazienti Covid sono 55.

In Valle d'Aosta i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 10. Con il decreto Rilancio n. 34/2020 sono stati programmati altri 10 posti letto. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 20. I posti per 100mila abitanti in regione sono 15,9 (oltre la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute di domenica 18 ottobre, le terapie intensive occupate da pazienti Covid in Valle d'Aosta sono due.

In Lombardia i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 861. Con il decreto Rilancio sono stati programmati altri 585 posti letto. Alla data del 9 ottobre il numero dei posti letto è arrivato a 983. I posti per 100mila abitanti in regione sono 9,8 (un rapporto molto basso rispetto alla soglia di sicurezza del governo fissata invece a 14). Al momento le terapie intensive occupate in Lombardia da pazienti Covid sono 110.

In Liguria i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 180, poi sono stati programmati altri 87 posti letto. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 209. I posti per 100mila abitanti in regione sono 13,4 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, le terapie intensive occupate in Liguria da pazienti Covid sono 39. Il tasso di saturazione è intorno al 18%.

Nella provincia autonoma di Bolzano i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 37. Con il decreto Rilancio n. 34/2020 sono stati programmati altri 40 posti letto. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 55. I posti per 100mila abitanti in regione sono 10,5 (con la soglia di sicurezza del governo fissata invece a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, le terapie intensive occupate in provincia di Bolzano da pazienti Covid sono 7.

A Trento c'erano 32 posti letto in terapia intensiva pre-Covid, poi sono stati programmati altri 46 posti letto. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 51. I posti per 100mila abitanti in regione sono 9,4 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Al momento in provincia di Trento non c'è alcun posto letto occupato nelle terapie intensive da pazienti Covid.

I posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 120 in Friuli Venezia Giulia. Poi sono stati programmati altri 55 posti letto. Al 9 ottobre il numero dei posti letto è arrivato a 175. I posti per 100mila abitanti in regione sono 14,4 (oltre la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, i posti in terapia intensiva occupati in Friuli Venezia Giulia sono 14.


Le terapie intensive in Veneto, Emilia-Romagna e Toscana

I posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 494 in Veneto, poi col decreto Rilancio sono stati programmati altri 211 posti letto. Al 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 825, ben più di quelli previsti. I posti per 100mila abitanti in regione sono 16,8 (oltre la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del 18 ottobre, le terapie intensive occupate in Veneto da pazienti Covid sono 44.

In Emilia-Romagna i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 449. Con il decreto Rilancio sono stati programmati altri 197 posti letto. Al 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 516. I posti per 100mila abitanti in regione sono 11,5 (con la soglia di sicurezza del governo fissata invece a 14). Al momento i posti in terapia intensiva occupati in Emilia-Romagna sono 67.

In Toscana, invece, i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 374, poi sono stati programmati altri 193 posti letto. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 415. I posti per 100mila abitanti in regione sono 11,1 (con la soglia di sicurezza del governo fissata invece a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, le terapie intensive occupate in Toscana da pazienti Covid sono 55.

Terapie intensive nelle regioni del Centro Italia

Nelle Marche erano 115 i posti letto in terapia intensiva pre-Covid. Con il decreto Rilancio sono stati programmati altri 105 posti letto. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 127. I posti per 100mila abitanti in regione sono 8,3 (un rapporto molto basso rispetto alla soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Al momento, stando all'ultimo bollettino, le terapie intensive occupate da pazienti Covid sono 13.

Erano 70 in Umbria i posti letto in terapia intensiva pre-Covid. Con il decreto Rilancio sono stati programmati altri 58 posti letto. Alla data del 9 ottobre il numero dei posti letto è rimasto a 70. I posti per 100mila abitanti in regione sono 7,9 (un rapporto molto basso rispetto alla soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, le terapie intensive occupate in Umbria da pazienti Covid sono 14. Il tasso di saturazione è intorno al 20%.

Nel Lazio, invece, i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 571, poi sono stati programmati altri 282 posti letto. Se si contano quelli già stabilizzati del piano del commissario Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 747. I posti per 100mila abitanti in regione sono 12,7 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, le terapie intensive occupate nel Lazio da pazienti Covid sono 99.

Erano 123 in Abruzzo i posti letto in terapia intensiva pre-Covid, poi sono stati programmati altri 66 posti letto. Al 9 ottobre il numero dei posti letto è arrivato a 133. I posti per 100mila abitanti in regione sono 10,0 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, le terapie intensive occupate in Abruzzo da pazienti Covid sono 13.

Le 17 regioni sotto la soglia di sicurezza per i posti in terapia intensiva

E veniamo alla Campania. Qui i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 335. Con il decreto Rilancio sono stati programmati altri 499 posti. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 427. I posti per 100mila abitanti in regione sono 7,3 (un rapporto molto basso rispetto alla soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, le terapie intensive occupate in Campania da pazienti Covid sono 78. Il tasso di saturazione è intorno al 18%.

In Molise i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 30, poi sono stati programmati altri 14 posti letto. Con quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 34. I posti per 100mila abitanti in regione sono 11,1 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). A oggi in Molise non ci sono posti letto occupati nelle terapie intensive regionali da pazienti Covid.

I posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 304 in Puglia. Con il decreto Rilancio sono stati programmati altri 276 posti letto. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 366. I posti per 100mila abitanti in regione sono 9,0 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati dell'ultimo bollettino, le terapie intensive occupate in Puglia da pazienti Covid sono 36.

I posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 49 in Basilicata. Con il decreto Rilancio sono stati programmati altri 32 posti letto, poi il numero dei posti letto è arrivato a 73. I posti per 100mila abitanti in regione sono 12,9 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, in Basilicata non ci sono posti letto occupati nelle terapie intensive regionali da pazienti Covid.

In Calabria, invece, i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 146. Con il decreto Rilancio sono stati programmati altri 134 posti letto. Alla data del 9 ottobre, contando quelli già stabilizzati del piano Arcuri, il numero dei posti letto è arrivato a 152. I posti per 100mila abitanti in regione sono 10,5 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, le terapie intensive occupate in Calabria da pazienti Covid sono 5.

In Sicilia i posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 418, poi sono stati programmati altri 301 posti letto. Al 9 ottobre il numero dei posti letto è arrivato a 538. I posti per 100mila abitanti in regione sono 10,7 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute del 18 ottobre, le terapie intensive occupate in Sicilia da pazienti Covid sono 70.

I posti letto in terapia intensiva pre-Covid erano 134 in Sardegna. E sono stati programmati altri 101 posti letto col decreto Rilancio. Oggi il numero dei posti letto è arrivato a 175. I posti per 100mila abitanti in regione sono 10,6 (con la soglia di sicurezza del governo fissata a 14). Secondo i dati dell'ultimo bollettino, le terapie intensive occupate in Sardegna da pazienti Covid sono 29. Il tasso di saturazione in Sardegna è intorno al 16%.

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Citazione di: orchetto il 19 Ott 2020, 20:12
Premessa, non sono contrario alle chiusure. Lo ripeto di nuovo. Il problema è come dove quando e perchè, e come si gestisce un emergenza, chi la gestisce e con quali rapporti di potere.
Tutte cose al momento grandissimamente fuori dalla nostra portata, quindi visto che al lavoratore se la mattina quando esce da casa e va sull'autubus pieno di gente, giustamente, se gli dico che è un fesso capace che mi strozza con le sue stesse mani e farebbe pure bene, che alternativa diamo? Propaganda di cose che tanto al momento non si faranno visti i rapporti di forza? E se poi magari si ribella che gli dico? No scusa rientra nel bunker che altrimenti tutti ammassati aumentano i contagi? Quello mi piglierebbe come minimo come psicolabile e mi direbbe ma allora da me che vuoi? Ovviamente parlo di ribellione sociale collettiva, Cosa irrangiungibile al momento ma come prospettiva ideale va sempre tenuta in evidenza. Quindi tanto se poi chiudono o aprono è oltre il nostro potere decisionale e quindi tanto vale evidenziare contraddizioni. Pure quelle che te pare, se non ti abbasta il vecchio e desueto capitale/lavoro.
Dopo di che se il capitale mi propina produci/consuma/crepa e se perdi il lavoro ti attacchi e allora no, scusa, allora almeno la boccata d'aria la pretendo, non è certo la boccata d'aria che farà schizzare i contagi.
Certo che diventare più papista del papa e poi magari morire comunque di qualche cosa mi sembra veramente una cattiveria. Io la cosa della quarantena in villa con piscina me la rivendico, quella è l'aspetto provocatorio. Il senso è che non è che se il capitale non riesce a farmi morire di virus o di lavoro o di cancro allora mi deve far morire pazzo. Perchè tanto se passa il lockdown qui è perchè è passata la linea della frangia del capitale a cui interessa farlo e il salvare vite umane sarà solo una coincidenza. Che poi salveranno i malati di coronavirus ma magari non altri malati e così so bono pure io. Fori tutti, tranne quelli con il coronavirus, E magari poi in altri posti del mondo dentro tutti gli altri e crepino quelli con il coronavirus. Perchè questo è il capitale funziona così.

E si, certo che lo so dei mezzi per orientare l'opinione pubblica, nel caso di pillole di ottimismo sono stati sopraffini allora, con argomenti di livello alto e mai negazionisti, e con attenzione alle esigenze psichiche delle persone. Dopo di che si, può essere che devono controllare l'opinione pubblica anche così in questa maniera. Del resto sono mezzi che si usano, li abbiamo visti all'opera in molte situazioni nazionali ed internazionali.

Come già detto prima il punto non è colpevolizzare il singolo lavoratore come fesso.
È chiaro che ci vorrebbe un reddito ma nella misura in cui non c'è non è che sia sua la colpa né penso che sia decisivo il suo voler prendere una boccata d'aria
Ripeto: è fesso chi sull'emergenza scrive una sociologia della fine delle libertà e che quindi resiste ad esse come se fosse il fascismo alle porte, quando ad oggi abbiamo il problema opposto, ossia resistenze fortissime a chiudere anche laddove sarebbe necessario.
È idealistico, non coglie il reale scontro in atto a favore di un'idea astratta di libertà.
Tutt'altra cosa dalla legittima pretesa del lavoratore visto che ogni mattina deve rischiare a lavoro anche di avere qualche svago, nell'ordine del possibile alle condizioni date.

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Citazione di: italicbold il 19 Ott 2020, 19:27
Una lezione di storia/matematica/geometria/algebra/fisica fatta bene con un professore non sarà mai sostituibile con un tutorial su Youtube.
Siamo schiavi del tutto é possibile sul computer che sta, in qualche modo, drogando il dibattito.
Non é vero.

:rock:

olympia

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Lazionetter
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Sarebbe bastato chiudere le frontiere in entrata e in uscita a giugno. Ci si è  preoccupati del turismo che doveva riprendere. Questo è  stato l' errore più grave.
La Cina , che ha fatto questo, ora è  praticamente fuori dalla pandemia, unico paese al mondo e il pil è  già in crescita del 3,5.
https://www.repubblica.it/economia/2020/10/19/news/cina_pil_positivo_coronavirus-271070872/

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