coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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ES

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Citazione di: Tarallo il 22 Ott 2020, 08:51
Continuano a moltiplicarsi le voci dell'arrivo imminente del vaccino (o dei vaccini - restiamo comunque per me sull'anno prossimo, vedremo) e questo ci ricorda perché vanno stroncati alla radice negazionisti e no Vax.
Un vaccino fatto di corsa non avrà un'efficacia del 100%, penso sarà inevitabile. Se avrà un'efficacia del 75%, diciamo, e si vaccinerà il 100% della popolazione saremo in una posizione favorevole per una herd immuniti. Se si vaccina il 75% della popolazione, l'immunità sarà raggiunta nel migliore dei casi dal 56% della popolazione e saremo fottuti per lungo tempo, costretti a misure restrittive per anni e a vedere morire una bella fetta della popolazione.




StylishKid

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Ma arrivati a sto punto se po di' che la app Immuni è un'immane cagata?

No, chiedo eh.

MisterFaro

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Citazione di: Tarallo il 22 Ott 2020, 09:24
...

La risposta all'ultima domanda e' generale e non specifica al Covid, si parla sempre di un minimo di 60-70%.

Per le altre due domande, basandosi sulle conoscenze attuali, e' un esercizio inutile. Non si ha idea davvero di quanto si sia immuni dopo aver contratto il virus (si spera, come accada abitualmente, di esserlo sufficientemente) ma alla luce di alcuni dati il rischio di non avere una immunizzazione potentissima c'e', per cui la risposta alla seconda domanda e' che potrebbe non esserci paragone, visto che col vaccino si può decidere la dose (forte) e si possono fare richiami se l'immunità si dimostrasse temporanea.

Grazie, chiarissimo

(anche che la questione non è chiarissima  ;) )

Pomata

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ma se ad uno o piu' vaccini ci arriva prima un trial americano warp speed, in Europa ci attacchiamo? Oppure chi arriva prima lo da poi a tutti per produrlo?

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trax_2400

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Per tentare di risolvere o comunque diminuire questo problema dell'assembramento sui mezzi pubblici non si potrebbe stimolare l'utilizzo del mezzo proprio?
Magari con delle agevolazioni.
Potrebbe bastare un appello a non utilizzare i mezzi pubblici se non necessario.
Io durante il primo lockdown ho utilizzato sempre la mia auto per andare al lavoro (nonostante la spesa).
Anche i genitori non lavoratori potrebbero accompagnare i figli a scuola in auto, lasciando così i mezzi pubblici a quelli che non possono, che però a quel punto sarebbero più distanziati.
Con un po' di impegno in più da parte di tutti si potrebbero evitare tanti problemi.

Tarallo

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Citazione di: Pomata il 22 Ott 2020, 09:58
ma se ad uno o piu' vaccini ci arriva prima un trial americano warp speed, in Europa ci attacchiamo?

No no, ci saranno flussi di distribuzione che si baseranno in parte su accordi politici e giochi di potere, e in parte su considerazioni economiche. E su accordi gia' stilati dall'EU.

Maremma Laziale

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Citazione di: StylishKid il 22 Ott 2020, 09:31
Ma arrivati a sto punto se po di' che la app Immuni è un'immane cagata?

No, chiedo eh.

Personalmente non direi che lo sia l'app in sé, ma il mondo che gli è stato creato intorno: cioè, il nulla. Lasciata al suo destino non è di nessuna utilità.

https://www.giornaledibrescia.it/italia-ed-estero/il-problema-dell-app-immuni-non-è-solo-l-app-immuni-1.3516565

Direi un'occasione sprecata. Scaricata ed attivata sin da giugno, penso di disinstallarla a breve con grande rammarico.

dani2110

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Citazione di: StylishKid il 22 Ott 2020, 09:31
Ma arrivati a sto punto se po di' che la app Immuni è un'immane cagata?

No, chiedo eh.

Semplicemente se la denuncia di positività è su base volontaria capisci bene che nessuno (e i numeri di Immuni statisticamente dicono che praticamente nessuno si autodenuncia) lo farà mai anche perchè se a me arriva il "match" significa che in giro ho pizzicato un positivo che è uscito di casa nonostante il divieto e che si è pure autodenunciato su Immuni...secondo voi può accadere su larga scala una cosa del genere?

In più mettici che per autodenunciarsi serve l'ausilio di un addetto sanitario...quindi bisogna pure perderci tempo e dal servizio delle Iene di ieri sembra pure che non sia cosi facile.

Pare che con il nuovo DPCM le autorità siano obbligate a segnalare su Immuni i positivi...sarebbe un passo avanti epocale, ma siamo al 22 Ottombre santa pace...


Personalmente sulla mia pelle ho vissuto la farsa delle vacanze all'estero di ferragosto e sto vivendo l'isolamento fiduciario con un positivo in famiglia dopo aver vissuto a inizio pandemia una forte influenza di mio fratello...semplicemente il sistema sanitario e la gestione del problema fanno acqua da tutte le parti ed è impossibile a queste condizioni non avere i numeri che abbiamo.

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FatDanny

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Citazione di: Maremma Laziale il 22 Ott 2020, 10:27
Personalmente non direi che lo sia l'app in sé, ma il mondo che gli è stato creato intorno: cioè, il nulla. Lasciata al suo destino non è di nessuna utilità.

https://www.giornaledibrescia.it/italia-ed-estero/il-problema-dell-app-immuni-non-è-solo-l-app-immuni-1.3516565

Direi un'occasione sprecata. Scaricata ed attivata sin da giugno, penso di disinstallarla a breve con grande rammarico.

che è quanto provavo a dire quando se ne discuteva (il problema non è la privacy, ma quel che si organizza attorno all'ipotetica app).
Per intenderci: io l'ho comunque scaricata, ma resto convinto come allora che in questi termini non serve ad una mazza.

pentiux

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Citazione di: dani2110 il 22 Ott 2020, 10:35anche perchè se a me arriva il "match" significa che in giro ho pizzicato un positivo che è uscito di casa nonostante il divieto e che si è pure autodenunciato su Immuni...secondo voi può accadere su larga scala una cosa del genere?
Non dovrebbe essere proprio così.
Io e te ci incontriamo, dopo il nostro incontro scopro di essere positivo, comunico all'operatore sanitario il mio codice immuni che lo carica nel sistema.
Tu sei venuto a contatto con me che sono positivo ma mica mi devo autodenunciare per aver violato nulla.

Poi immuni per me è quasi inutile.
Perché non c'è nessun reale incentivo ad usarla (ad esempio io la renderei in qualche modo obbligatoria per frequentare luoghi pubblici, alla cinese), e traccia pure troppo poco.
Ma è un vecchio dibattito di qualche mese fa... già la gente rompe le scatole così figuriamoci se fosse più invasiva.

Tarallo

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Citazione di: pentiux il 22 Ott 2020, 11:57
Non dovrebbe essere proprio così.
Io e te ci incontriamo, dopo il nostro incontro scopro di essere positivo, comunico all'operatore sanitario il mio codice immuni che lo carica nel sistema.
Tu sei venuto a contatto con me che sono positivo ma mica mi devo autodenunciare per aver violato nulla.

Poi immuni per me è quasi inutile.
Perché non c'è nessun reale incentivo ad usarla
(ad esempio io la renderei in qualche modo obbligatoria per frequentare luoghi pubblici, alla cinese), e traccia pure troppo poco.
Ma è un vecchio dibattito di qualche mese fa... già la gente rompe le scatole così figuriamoci se fosse più invasiva.

Questo non e' colpa di Immuni.

pentiux

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* 18.718
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Citazione di: Tarallo il 22 Ott 2020, 11:59
Questo non e' colpa di Immuni.
Ovvio. Ma la rende praticamente inutile.

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Pomata

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Citazione di: Tarallo il 22 Ott 2020, 10:09
No no, ci saranno flussi di distribuzione che si baseranno in parte su accordi politici e giochi di potere, e in parte su considerazioni economiche. E su accordi gia' stilati dall'EU.

ok meglio cosi'
avevo letto che gli USA come loro solito non avevano partecipato a questo accordo di sharing di informazioni tra tutte le case farmaceutiche che fanno i trials

Thorin

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Citazione di: dani2110 il 22 Ott 2020, 10:35
Semplicemente se la denuncia di positività è su base volontaria capisci bene che nessuno (e i numeri di Immuni statisticamente dicono che praticamente nessuno si autodenuncia) lo farà mai anche perchè se a me arriva il "match" significa che in giro ho pizzicato un positivo che è uscito di casa nonostante il divieto e che si è pure autodenunciato su Immuni...secondo voi può accadere su larga scala una cosa del genere?

Non funziona così.
Se segnali la tua positività, chiaramente dopo averla accertata con il tampone, vengono allertati i tuoi contatti degli ultimi 15 giorni prima della segnalazione.
E' chiaro che poi devi stare a casa, ma quello anche senza app altrimenti sei un potenziale omicida.

Thorin

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* 3.081
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Citazione di: pentiux il 22 Ott 2020, 11:57
Non dovrebbe essere proprio così.
Io e te ci incontriamo, dopo il nostro incontro scopro di essere positivo, comunico all'operatore sanitario il mio codice immuni che lo carica nel sistema.
Tu sei venuto a contatto con me che sono positivo ma mica mi devo autodenunciare per aver violato nulla.

Poi immuni per me è quasi inutile.
Perché non c'è nessun reale incentivo ad usarla (ad esempio io la renderei in qualche modo obbligatoria per frequentare luoghi pubblici, alla cinese), e traccia pure troppo poco.
Ma è un vecchio dibattito di qualche mese fa... già la gente rompe le scatole così figuriamoci se fosse più invasiva.

Esatto, Immuni è una lancia spuntata perchè non si ha avuto il coraggio di imporre una banale sospensione di una fetta di privacy.
Privacy che la maggior parte della gente cede per giocare a Candy Crush o vedere "che faccia avrai fra vent'anni"...

Dissi

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Partiamo dal concetto che Immuni di per se fa pochino, quindi la domanda corretta è "I servizi di tracciamento sviluppati da Google e Apple e implementati in modo molto simile nei vari paesi servono a qualcosa?"
La mia risposta è si, se fosse diffusa ed i dati fossero inseriti correttamente, ma dal punto di vista tecnico ha un senso.

dani2110

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Citazione di: Thorin il 22 Ott 2020, 12:06
Non funziona così.
Se segnali la tua positività, chiaramente dopo averla accertata con il tampone, vengono allertati i tuoi contatti degli ultimi 15 giorni prima della segnalazione.
E' chiaro che poi devi stare a casa, ma quello anche senza app altrimenti sei un potenziale omicida.

Ah non avevo capito la retroattività e infatti non mi tornava. Quindi l'app tiene traccia di tutti i contatti per 15gg? Su scala nazionale è un database imponente...Diciamo allora che col nuovo dpcm forse inizierà a funzionare ma è chiamata alla prova del 9 perche se ad oggi facciamo 15000 casi al giorno e ipotizziamo una quindicina di contatti giornalieri per ognuno di questi sono oltre 3mln di segnalazioni al gg.

mr_steed

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Citazione di: Thorin il 22 Ott 2020, 12:06
E' chiaro che poi devi stare a casa, ma quello anche senza app altrimenti sei un potenziale omicida.

A proposito: ma si è poi saputo se la Pellegrini era davvero autorizzata ad uscire da positiva sintomatica?

Tornando ai vaccini... intervista ad Ippolito di qualche giorno fa ma molto schietta riguardo alla situazione...

Parla il direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive: "Come finirà? Un patogeno cessa di essere un problema di salute pubblica quando disporremo di un vaccino efficace o di una cura che risolve le manifestazioni cliniche più gravi. In assenza di ciò, le uniche armi che abbiamo sono quelle note almeno dal medioevo, quando i dieci giovani del Decamerone praticavano il distanziamento sociale in una villa per sfuggire alla peste di Firenze"

https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/10/20/news/spallanzani_conviveremo_col_virus_fino_al_2021-271223853/

Conviveremo con il virus fino al 2021. È un dato di realtà e non di prudenza, accreditata ai massimi livelli della ricerca in questo momento. A parlarne è Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

Professore, lei ha dichiarato che dobbiamo prepararci a convivere col Covid per tutto il 2021. Davvero questa angoscia ce la porteremo ancora per un anno?
"La previsione non è mia ma di Anthony Fauci, forse il massimo esperto mondiale di malattie infettive. L'angoscia è un atteggiamento sbagliato e inconcludente: occorre la consapevolezza di trovarci in una fase difficile che richiede attenzione e responsabilità, ma che non ci deve impedire di continuare a vivere le nostre vite".

Questo vuol dire che per il vaccino si allungano i tempi?
"Se anche solo un anno fa qualcuno mi avesse detto che a pochi mesi dalla scoperta di un nuovo virus saremmo arrivati ad avere un vaccino per contrastarlo, avrei chiamato la neuro. Il salto in avanti che ha fatto la scienza durante questa pandemia è enorme ed avrà ricadute positive per tanti anni a venire, così come avvenne trenta anni fa con la ricerca sull'AIDS. Ma la domanda giusta da farsi è: è meglio avere un vaccino subito o avere un vaccino sicuro? I recenti sondaggi che arrivano dagli Stati Uniti, con le 'intenzioni di vaccinazione' della popolazione in brusco calo, dovrebbero farci riflettere. Non dobbiamo imboccare scorciatoie o, come dicono gli anglosassoni, 'cut the corners'. E poi, avuto un vaccino che funziona, si tratta di produrlo, distribuirlo e somministrarlo a miliardi di persone: non sono cose che si fanno dalla sera alla mattina".

Crede che dovremo continuare a vigilare anche molto tempo dopo la cura?
"Questo è certo. La pandemia non è stata un evento inaspettato, erano anni che nella comunità scientifica e non solo le Cassandre avevano suonato l'allarme, ovviamente inascoltate. La scienza non ha la risposta per tutto, ma affrontare la realtà con metodo scientifico, valutando i rischi e non affidandosi soltanto alla buona sorte, sarebbe un deciso passo in avanti".

Dopo il Covid cosa altro dobbiamo aspettarci?
"Non c'è dubbio che a questa epidemia ne seguiranno altre: virus, batteri, funghi e parassiti sono presenti sulla terra da molto prima della comparsa dell'uomo, e le malattie infettive costituiscono ancora oggi la prima causa di morte nel mondo. I progressi della medicina, ed in primo luogo le vaccinazioni, ci permettono di contenerne l'impatto, ma vorrei ricordare che ad oggi l'uomo è riuscito ad eradicare soltanto una malattia infettiva, il vaiolo. Un rischio ulteriore è rappresentato oggi dai cambiamenti climatici e dalla deforestazione, che causano l'alterazione degli ecosistemi, esponendo l'uomo al contatto potenziale con nuovi patogeni e provocano movimenti migratori che aumentano il rischio di malattie infettive."

Crede che questo anno modificherà in modo radicale tutto il nostro modo di rapportarci alle minacce sanitarie?
"Credo che dovremmo tutti imparare a familiarizzare con la parola inglese preparedness: il nostro sistema sanitario deve tornare ad essere al centro delle politiche pubbliche, con una maggiore presenza sul territorio, con i medici di base restituiti al loro ruolo di sentinelle della salute pubblica, con capillari campagne di comunicazione e di prevenzione, e con l'adozione sistematica di misure semplici, come l'igiene delle mani, che aiutano a tener lontani la gran parte dei rischi infettivi. Dobbiamo poi investire su piani di risposta alle emergenze sanitarie: pensavamo di averli, ma alla fine si sono dimostrati soltanto esercitazioni accademiche del tutto inefficaci di fronte ad un virus che viaggiava a velocità doppia rispetto alla nostra capacità di reazione. Da ultimo ma non meno importante dobbiamo ricordarci che i rischi infettivi spontanei o da diffusione deliberata sono un grande problema di sicurezza nazionale."

Quel che stiamo provando è una situazione limite o sarà la nostra normalità?
"Oggi ci troviamo in una fase di emergenza che prima o poi finirà, ma come scrivevano sui muri di Hong Kong i ragazzi che manifestavano contro la repressione del governo cinese, "non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema".

Se il vaccino non funzionasse, potrebbe essere sostituito con il tamponamento massivo?
"No. Un patogeno cessa di essere un problema di salute pubblica quando disponiamo di un vaccino efficace o di una cura che permette di risolvere le sue manifestazioni cliniche più gravi. In assenza di questi due elementi, le uniche armi che abbiamo a disposizione sono quelle note almeno dal medioevo, quando i dieci giovani del Decamerone praticavano il distanziamento sociale in una villa del contado per sfuggire alla peste che infuriava a Firenze."

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ES

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Lazionetter
* 20.560
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CitazioneSe il vaccino non funzionasse, potrebbe essere sostituito con il tamponamento massivo?
"No. Un patogeno cessa di essere un problema di salute pubblica quando disponiamo di un vaccino efficace o di una cura che permette di risolvere le sue manifestazioni cliniche più gravi. In assenza di questi due elementi, le uniche armi che abbiamo a disposizione sono quelle note almeno dal medioevo, quando i dieci giovani del Decamerone praticavano il distanziamento sociale in una villa del contado per sfuggire alla peste che infuriava a Firenze."





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