C'è uno tsunami.
Qualcuno sta in collina ( senza scrivere col culo comodo in poltrona).
Qualcuno sta in spiaggia.
Questo è un fatto.
Non sono solo i ristoratori e tutto il mondo collegato.
Una cospicua fetta della popolazione, molto variegata, vede l'onda.
C'è chi urla (scende in piazza), tra questi si infiltrano i manipolatori.
Chi tace, tra le lacrime.
Che questo che sta accadendo sia un disastro storico, in termini di vite, e sociale, ed economico, che poi i fiumi confluiscono, è evidente.
Ma non a tutti. Fuori di quì c'è molto di cui parlare.
A fronte di ciò, in Europa, allargherei, i governi non sono riusciti a gestire l'impatto dello tsunami con sufficiente credibilità.
E nemmeno con umanità.
Hanno tentato, ma sono caduti nel vortice degli equilibri.
Gli equilibri. Oggi, equilibrio, suona come una parola di merda.
Il sistema capitalistico dovrebbe essere fucilato senza bende, oggi, subito.
Invece ci becchiamo una grande supposta in culo.
Ma col fiocco, di quelli coloratissimi.
Anomalia di un fiocco di neve.