Lo vidi all'Argentina in un Rugantino clamoroso, poi in un ottimo Cyrano. Ma lui era anche più originale e "sperimentoso" di quanto emergesse da quelle rappresentazioni, alla fin fine, anche troppo semplici per lui. La sua presenza scenica, la sua stessa figura fisica, la voce meravigliosa, l'intonazione e lo spiccato istinto musicale, la memoria ferrea e la precisione nella declamazione, pur se con il compiacimento della cadenza romanesca, i "tempi" sensazionali consegnano alla storia una figura un attore irripetibile.
Qualcuno gli rimprovera l'indulgenza verso generi minori; l'assenza di un grande interpretazione drammatica; il gusto eccessivo per il caricaturale e il triviale. Coi ragazzi della sua accademia era tutt'altro che tenero e forse è stato fin troppo lontano dai temi del sociale nell'arco di una carriera così fulgida e popolare che gli avrebbe forse permesso di fare qualcosa di più per il prossimo.
Per me, resterà un grande, senza se e senza ma.
Mi mancherà tantissimo: come diceva italic più sopra (mi pare), insieme a Lucio Dalla, un pezzo indimenticabile della cultura mia e di tanti altri.