Citazione di: FantaTare il 17 Nov 2020, 15:57

Citazione di: FantaTare il 17 Nov 2020, 15:57

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Tamponi ballerini alla Lazio? Abbiamo due processi, uno sportivo ed uno in Campania nella quale si parla solo della prassi burocratica della Figc su chi deve segnalare un eventuale positivo. Mai messo in discussione che non si siano mai messi i risultati dei tamponi. Abbiamo denunciato la Gazzetta dello Sport, sappiamo perché lo fanno, anche per la gara con il Torino. Per questo li abbiamo denunciati, abbiamo una vertenza in corso che nasce dopo questa campagna contro la Lazio.Sulla vicenda scientifica dei tamponi, abbiamo una consapevolezza diffusa, anche da come viene eseguito. L'altezza del prelievo del naso incide. Sarebbe una follia se un presidente mandasse a giocare un calciatore positivo per poi far positivizzare anche gli altri. Nessuno dei giocatori della Lazio, a qualsiasi sistema si faccia riferimento, italiano o europeo, è sceso in campo col minimo dubbio. Immobile, prima di scendere in campo col Torino, aveva fatto un tampone venerdì che aveva accertato la negatività, dopo un ciclo che aveva testimoniato lo stesso percorso, come accertato anche dalle indagini. Il gene N? Un sintomo di una situazione di malessere che non è inequivocabilmente sintomo del coronavirus. Quando compare va fatto il tampone molecolare, se il molecolare è negativo, allora il gene N è sintomo di altro. Il problema è che la Uefa dà risalto al gene N, dice che è sintomo di coronavirus. La Lazio ha mandato i tamponi al Campus Biomedico: quando il Campus ha detto che i tre calciatori avevano il gene N, la Lazio ha fatto i tamponi che hanno dato esito negativo. Nessun calciatore è entrato in campo con il dubbio che potesse essere positivo. La Lazio rischia retrocessione o penalizzazione? La Gazzetta semina terrorismo. L'unica contestazione fatta alla Lazio è stata quella di non aver fatto la segnalazione alla Asl, ma che parte da una errata revisione della nomenclatura giuridica, perché è il laboratorio a dover comunicare. Il laboratorio di Avellino ha fatto qui i tamponi ed ha dato regolare comunicazione all'Asl di Roma. La contestazione che ci è stata fatta dalla Procura Federale è un ritardo di due giorni".
Detto che Genitile (@mazzok) pare effettivente fare confusione - almeno nella forma - tra Covid, coronavirus, geni e tamponi; prendendo per buone tutte le sue dichiarazioni, possimo fare alcune considerazioni:
1) Magra consolazione per la Gazzetta: i tamponi fatti al BioCampus dovrebbero essere stati proprio "molecolari".Dunque (@calimero): test rapidi e molecolari il giovedì, con risultati e chiamata alla Asl da parte del Campus, il venerdì mattina (geniE/N per Ciro, Lucas, Thomas); test molecolare Futura sempre venerdì mattina, con smentita di quello del BioCampus; comunicazione di Pulcini all'Ansa: "tutti disponibili"; balletto il sabato mattina con la Asl, prima dell'allenamento di rifinitura = se così, pessima comunicazione della Lazio e di Pulcini sulla vicenda; e quei loschi figuri in rosa ne hanno subito approfittato.
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2) A quanto pare, se i tamponi del laboratorio Futura non sono mai stati sostanzialmente in discussione, quella famosa controanalisi - drammatizzata da quel cialtrone di Barigelli - potrebbe essere stato un mero "atto dovuto", preliminare all'indagine "burocratica" di cui oggi parla Gentile.Dunque: scongiurata la ipotesi balzana di "epidemia colposa e frode" - facente parte delle ipotesi iniziali, pro forma, di reato - ora il pm si starebbe concentrando esclusivamente sul "falso"; ovvero, sulla comunicazione degli eventuali positivi acclarati e la gestione di quelli falsi/deboli/dubbi/incerti; per questa ragione, ecco l'acquisizione della documentazione tra Lazio, Asl e Futura ordinata da D'Onofrio, dopo che - stando alle parole di Gentile - sulla conformità dei tamponi di Taccone non c'era più nulla da dire (vedi indiscrezione Ansa risultati controanalisi).
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3) "
Che sia un'eccezione il ricorso della Lazio a un centro fuori regione per i test molecolari, il Centro Polispecialistico Futura Diagnostica di Avellino, lo conferma uno sguardo d'insieme su tutti i club di A. Cosa cambia? In caso di test fuori regione la segnalazione di una positività alla Asl non è automatica, ma è responsabilità del club per permettere alle autorità sanitarie di disporre l'iter di legge (tracciamento, quarantena) per il contenimento del contagio. Con quel che ne consegue in termini di disponibilità "agonistica" degli atleti"
Giuseppe Nigro, 8/11/2020, Gazzetta dello SportSmentendo clamorosamente - @bravo tommasino

- una delle tesi forti dei segugi al guizaglio di quel miserabile di Cairo, Gentile ci spiega che la comunicazione tra le Asl di Roma e la Futura di Avellino - in caso di "positivi accertati Covid/19 (RdRP, E, N)"; ma anche dei falsi/deboli/dubbi/incerti positivi (soli geniN/E)? Qui, credo, possano esserci le difficoltà in termini di rispetto (formale, non sostanziale) del protocollo - è diretta e non passa, dunque, attraverso la società sportiva perchè laboratorio e Asl si trovano in due regioni differenti; la Lazio, con l'autorità sanitaria, intrattiene evidentemente altri tipi di relazioni, come da Protocollo Figc (ipotizzo: la gestione dei casi "dubbi" in termini di isolamento e quarantena, sulla base dei referti diagnostici inoltrati dal laboratorio alla Asl).
Ecco spiegato allora (@mazzok) perchè è la Procura di Avellino ad indagare: se la responsabilità primaria di comunicazione alle Asl dei "positivi accertati" è del laboratorio campano, non può che essere la Procura di quel territorio a condurre le indagini; sulla base di queste comunicazioni - e dei referti trasmessi alla autorità sanitaria - verranno analizzate anche le comunicazioni formali (RdRP) e informali (geniE/N) intercorse tra il responsabile medico della Lazio e l'autorità sanitaria della nostra regione, in materia di gestione degli isolamenti, quarantene e tutto il resto.
Dal momento che il Protocollo Figc è un atto pubblico che porta la firma in calce anche di CTS e Ministero della Salute (di cui le Asl sono espressione sul territorio) ne deduco che l'apertura di un'indagine penale - oltre che sportiva - per appurare eventuali infrazioni non solo è comprensibile, ma rientra anche questa all'interno della categoria dei cosiddetti "atti dovuti".
(Non si tratta dunque di furiose indagini su scabrosi misfatti, come espressamente detto dal giornale di Cairo e - colpevolmente - lasciato intendere da tutti gli altri).
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Ricordo infine che - esclusivamente sulla questione burocratica, la sulla rimasta in ballo ormai, a me pare, dal punto di viata investigativo -
Chinè (Procura Figc) e D'Onofrio (Procura Avelino) lavorano effettivamente mano nella mano, sin dall'inizio dell'inchiesta Figc e dell'entrata in scena della Procura campana; e il motivo è presto detto: vedasi il punto 3).
Chinè aspetta sì D'Onofrio:
ma non per lo "SCANDALO!" tamponi o perchè "IMMOBILE ERA POSITIVO AL VIRUS!" (= se sarà dimostrato che Ciro non aveva nemmeno un raffreddore - come gli esami diagnostici potrebbero rilevare; magari questo geneN era solo una "cicatrice" di vecchie infezioni - Cairo pagherebbe molto salato); Procura Figc e Procura Avellino lavorano assieme esclusivamente per indagare sul rispetto formale (probabilmente più che sostanziale, uno o due allenamenti a parte) del Protocollo Figc/Cts.