Vabbè, io sono innamorato proprio di Ciro, quindi probaiblmente non sono oggettivo: ma la vedo così.
Sul piano del trattamento del pallone (non voglio chiamarla "tecnica individuale") c'è di meglio, ma lui ha altri fondamentali da n. 1 assoluto.
Il gioco senza palla e la sensibilità a imbroccare il corridoio giusto per il passaggio in verticale. Lo smarcamento. I suoi movimenti sono sublimi, spietati, mortiferi. Per me, n. 1 al mondo negli ultimi anni. Più di Crespo, più di Ronaldo, più di Suarez, più di Lewa. Meglio ancora di Kane.
Per me, poi, anche il suo tiro in corsa senza cambiare passo è un fondamentale molto sviluppato e tutt'altro che banale. Come la sua incredibile forza fisica. Diciamo che anche qui, siamo tra i top ten attuali al mondo.
Ma Ciro è molto di più di tutto questo.
Ciro è un attaccante che dà logica a una squadra intera; che corre come un Oriali; che gioca sempre al limite estremo delle sue possibilità; che dà l'esempio al compagno; che si sfianca in mille ripiegamenti per coprire le mezz'ali nostre se perdono la palla o per fare pressing sugli avversari.
La sua completezza e la sua capacità di massimizzare l'efficienza di tutta la squadra lo rendono un giocatore eccezionale, un fuoriclasse del ruolo. Ancora sottovalutato, perché non tocca morbido il pallone e quel tipo di tratto estetico sazia i palati più grossolani.
Quando a fine carriera ci accorgeremo che avrà segnato 400 gol, ne riparlermo e forse, solo allora, i più (non noi Laziali) lo capiranno.
Nel frattempo, io gli auguro di vincere molti altri titoli individuali, di portare la Lazio lassù e di far consumare tonellate di gaviscon a certi succhiamerda in rosa e giallo che ben conosciamo tutti.
Ciro come Giorgione (non io, quello vero).