Non vedo questa mancanza di chiarezza nei pareri pro veritate, che cercano di colmare il difetto di comunicazione.
Ossia dicono tutti e tre, dall'alto della loro competenza, che dinanzi ai referti riportati (debole positività seguita da due negatività) avrebbero senza dubbio concesso, fossero stati al posto della ASL, l'ok a far giocare immobile.
In tal modo si dimostra che il comportamento dei medici della Lazio non è mai stato volto a nascondere una effettiva positività, né a far giocare l'interessato da positivo mettendo a rischio compagni e avversari, ma che il problema si limita agli aspetti procedurali.
E questo dovrebbe già comportare una riduzione rispetto a quanto chiede l'accusa, che incolpa la Lazio di una vera e propria frode sportiva.
Sugli aspetti procedurali la difesa aggiunge che il protocollo non era stato convalidato dal CONI e quindi non sarebbe da ritenere valido.
Su questo non mi esprimo, non avendo competenze e nemmeno elementi per farmi un'opinione in merito che possa essere fondata su qualcosa. Non ho quindi idea se questo argomento possa ritenersi valido o meno.