Citazione di: italicbold il 22 Apr 2021, 18:02
Secondo me dai per scontato troppe cose Fat.
La vittoria sportiva continuerà ad avere un fortissimo valore economico.
Converrà sempre più vincere che perdere. Anche economicamente.
Quindi l'immagine che la corsa sfrenata a comprare il miglior calciatore offrendogli di più degli altri cessi perché la sconfitta non costerà di meno regge pochissimo. Ma poco poco poco.
Essere sconfitti avrà comunque un suo peso economico, magari non nel contro periodo, ma nessuna squadra potrà mai permettersi di perdere sempre perché tanto non rischia nulla.
A mio avviso i 400 che ogni squadra becca diventeranno sempre più relativi.
L'immagine che i costi, a partire da un certo momento, stagneranno perché vincerà l'amore per la vittoria come se fossimo su un campo di calcetto del lungotevere mi sembra traballante.
ovviamente quando dicevo che centralizzi i ricavi non intendo che centralizzi solo i diritti televisivi, ma tutto. Sponsor, diritti di immagine, etc.
Stecca para pe tutti è stecca para per tutti.
Altrimenti è ovvio che sono d'accordo con te, quei 400 mln sarebbero una parte di e sarebbero pian piano relativizzati, riattivando la logica di accumulazione.
Il punto non è l'amore per la vittoria che vince, non c'entra niente.
Ma la disattivazione della logica di accumulazione individuale (che non significa manco disattivarla in assoluto, lo so pure io che restano aziende di capitali).
Scusate eh, ma in una stessa impresa tra i singoli reparti non c'è competizione economica. Non è che tra di loro si devono vendere i rispettivi lavori. Eppure funzionano.
Perché funziona un "socialismo" interno volto ad un'accumulazione che non è del singolo reparto, ma dell'azienda come insieme.
Il principio è esattamente lo stesso. Poi certo che ci può stare il singolo dipendente che si frega i pezzi.
Ma in generale il principio funziona diamine o non avremmo corporation di dimensioni colossali.
Il socialismo già funziona alla grande e la dimostrazione è nel funzionamento interno delle singole imprese.
Ciò che lo rende implausibile è il fatto che ci sembra implausibile allargare il perimetro di un'impresa ad un'insieme di imprese che funzionano come una e si approcciano al profitto come una.
Che non è il socialismo eh, ma solo un'altro modo centralizzato di fare impresa!
Le squadre sono i reparti, che competono tra loro per chi produce meglio su un piano concreto, ma è l'impresa che guadagna. la logica d'impresa, di mercato, vale nel suo insieme e non sui singoli reparti.
L'idea che in economia funzionino solo i meccanismi di mercato è come pensare che in natura la selezione naturale funzioni solo per competizione. Quando invece funziona anche per cooperazione.
Metterci in mezzo l'amore, i buoni sentimenti, le virtù morali non ci azzecca niente.
Finché penseremo che il problema del sistema attuale sia morale, etico e non logico-funzionale non ne caveremo niente. Soprattutto se non ci rendiamo conto che non nel mondo utopico, ma qui e ora, sono operative logiche diverse. Nella stessa economia, non nei testi cattolici né in qualche strana utopia.
Una lega chiusa in cui TUTTI i ricavi sono comuni e divisi equamente non funziona su un piano sportivo perché tutti diventano più responsabili, ma solo e soltanto perché non conviene più competere su un piano economico e quindi emerge non chi guadagna di più (visto che guadagnano tutti uguale) ma chi sa fare meglio una cosa concreta.