Citazione di: Davy_Jones il 12 Mag 2021, 12:25
ma non e' necessario che sia lui in persona il proprietario del "nuovo" club
pero' scusate, perche' la Lazio dovrebbe rinunciare ad avere un club tipo salernitana di questi anni? per noi la promozione e' un problema. mica possiamo tornare indietro di anni. posti tutti i vincoli di legge, la soluzione per noi SS Lazio non e' vendere, e' trovare un altro club.
come detto da syrinx le norme attuali vietano la proprietà di due società professionistiche, fosse anche una di C e una di A. Non si può proprio fare.
La Salernitana, come il Bari, sono state tollerate come situazioni già esistenti, ma non puoi riproporre la cosa con altra società.
Citazione di: syrinx il 12 Mag 2021, 12:28
Gi espropri proletari non sono roba di Lotito ma di Mezzaroma, qundi sta a fa' un mischione.
E, ripeto, stai facendo un processo a quelle che tu percepisci siano le intenzioni di Lotito in base a mezza dichiarazione in cui ha detto che rispetterà la norma: il nulla. Se Lotito farà qualcosa di anche minimamente sospetto o pericoloso sarò il primo a prendere il forcone,
E no, non c'è nessuno obbligo a vendere una società a chiunque offra il giusto prezzo. Non so da dove venga questa nozione.
nessun mischione, se ci fosse il
nulla assoluto non avrebbe senso parlare di norme "per chi le sa leggere". Bastava attenersi all'ovvio, ma Lotito deve sempre fare il fenomeno.
Seconda questione leggi bene, non ho parlato di obbligo a vendere a chiunque offra il giusto prezzo.
Ma che, nella misura in cui vendi, non puoi fare discriminazioni personali, ma solo di prezzo o condizioni.
Ossia: se io ho un bene sono libero di non venderlo. MA se lo vendo e stabilisco che costa X, se syrinx mi offre X non posso dire che a lui non lo vendo perché mi sta sul cazzo. Syrinx potrebbe denunciarmi per questo comportamento discriminatorio nei suoi confronti.
Se Lotito avesse solo la Salernitana nessuno potrebbe costringerlo a vendere manco davanti a 400 mln offerti.
MA nel momento in cui decide di (o in questo caso DEVE) vendere non è che può vendere a chi gli fa piacere, ma deve stabilire, lui certamente, le condizioni di vendita che, trattandosi di una società e non di un bene, riguardano non solo il prezzo ma anche altri fattori.
Proprio per questo è previsto, in casi come questo, un curatore, sempre per stare alla sostanza.
La figura del curatore è proprio la figura tecnica che serve ad affermare il principio di cui parlo.
Nessuna Cina o espropri proletari. Il tecnico stabilisce i criteri secondo cui la vendita non sarebbe un furto o un danno ma garantirebbe le giuste condizioni e chi offre quelle condizioni ha diritto all'acquisto.
Punto.
Immaginare che invece la parte venditrice abbia la libertà di decidere a CHI vendere, lascia intravedere un interesse che va OLTRE la vendita e il guadagno inerente ad essa e che risiede in altri aspetti.
Uno dei pochi aspetti positivi del capitalismo è che su un piano formale è portato a sancire l'eguaglianza degli attori di mercato a prescindere dalle loro identità. Il venditore può odiarmi per la mia provenienza sociale, il colore della mia pelle, le mie preferenze sessuali o genere ma se io rispondo alle condizioni di vendita lui deve vendere.
Esistono le discriminazioni? si, certo, ma sono illeciti infatti.
Un venditore può decidere SE vendere e COME vendere, non a CHI.
(sempre per parlare di diritto di proprietà e quanto oggi il concetto sia totalmente distorto nella percezione che se ne ha)