Il tema della conservazione, restauro, tutela è dibattuto dai massimi esperti di arte dalla metà dell''800 almeno. Sono stati prodotti due documenti fondamentali che sono la Carta di Atene (1931) e quella di Venezia (1964). Essi sono gli strumenti a cui ancor oggi fanno riferimento i professionisti del restauro e sono condivisi quasi all'unanimità in tutto il mondo. Vi sono racchiuse linee guida e modalità d'attuazione e non leggi. Per queste si fa riferimento agli organi appositi dei singoli paesi.
Detto che alla base dei temi di carattere artistico vi sono i contributi di grandi filosofi, basti ricordare Platone, Sant'Agostino, Ficino, Baumgarten, Kant, Hegel, Carrol, Adorno e ennemila altri, e di tantissimi artisti, il dibattito dura ancora e non se ne esce. Perché? Perché nessuno è riuscito a dare una risposta esauriente a questa semplice domanda: "Cosa è l'arte?". Non c'è una risposta univoca che valga in assoluto, a meno che non si voglia dare ascolto a un non filosofo e a un non artista come Einstein che, interpellato a proposito, ammise la propria incapacità a definire l'arte ma espresse qualcosa che forse ci va vicino "l'arte è quella cosa che rende facili i concetti più difficili" o la scritta di un anonimo graffitaro che ho visto tracciata su un muro di Pavia che recita: "Senza l'arte avremmo bisogno di troppe spiegazioni".
Il pippone è per dire che se il problema Flaminio lo si vuole risolvere da un punto di vista culturale è necessario possedere i saperi fondamentali, mentre se lo si vuole risolvere a livello pragmatico sono necessari denaro e politica. Questi due piani, a mio parere, almeno nel contesto romano, non si integreranno mai.
Daje Lazio Mia, certo che il Flaminio ha un valore storico artistico. Le tre arti cosiddette maggiori sono l'architettura, la pittura e la scultura. Non ha un valore artistico il Partenone, il Colosseo, San Marco a Venezia, Palazzo Farnese, Sant'Ivo, il Colonnato di San Pietro, Fontana di Trevi, la Reggia di Caserta, la Casa sulla cascata, la chiesa di Ronchamp, per citane alcune?
Restringendo il campo della discussione ciò che è certo è che il MIC, le soprintendenze, il Consiglio Superiore delle Belle Arti, Italia Nostra, il FAI, l'ICCROM, L'UNESCO, gli Ordini degli Architetti, gli Ordini degli Ingegneri, le Facoltà di Architettura e di Ingegneria, la Normale di Pisa, tutti gli storici dell'arte ecc. ritengono che il Flaminio vada conservato. Conservato, restaurato, tutelato e riutilizzato mantenendone inalterate le caratteristiche fondamentali. Questi organismi succitati non hanno interessi economici per esprimersi in tal maniera. Ritengo che, data l'autorevolezza di coloro che esprimono tali giudizi, bisogna rinunciare ad auspicare la demolizione del manufatto.
Tra l'altro ho letto con sorpresa che per demolire San Siro sono necessari 75 milioni. Vogliamo fare 50 per il Flaminio? E per ricostruirlo? San Siro nuovo costerebbe 605 milioni. Insomma facendo calcoli a spanne, demolire e ricostruire il Flaminio costa sui 500 milioni. Chi li caccia? Un comune disastrato come quello di Roma o la Lazio che non gliela fa a comprare Kostic? E non finisce mica con la ricostruzione dello stadio. Devi riqualificare l'area intorno, compreso il Palazzetto, inserire elementi di produttività, sistemare l'archeologia, mettere a norma ai fini della sicurezza..
P.S. Cippolo e Trax, ma davvero vi piace l'Altare della Patria?