Stadio Flaminio (Topic Ufficiale)

Aperto da bassa79, 06 Mag 2012, 13:25

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Quintino

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Il tema della conservazione, restauro, tutela è dibattuto dai massimi esperti di arte dalla metà dell''800 almeno. Sono stati prodotti due documenti fondamentali che sono la Carta di Atene (1931) e quella di Venezia (1964). Essi sono gli strumenti a cui ancor oggi fanno riferimento i professionisti del restauro e sono condivisi quasi all'unanimità in tutto il mondo. Vi sono racchiuse linee guida e modalità d'attuazione e non leggi. Per queste si fa riferimento agli organi appositi dei singoli paesi.
Detto che alla base dei temi di carattere artistico vi sono i contributi di grandi filosofi, basti ricordare Platone, Sant'Agostino, Ficino, Baumgarten, Kant, Hegel, Carrol, Adorno e ennemila altri, e di tantissimi artisti, il dibattito dura ancora e non se ne esce. Perché? Perché nessuno è riuscito a dare una risposta esauriente a questa semplice domanda: "Cosa è l'arte?". Non c'è una risposta univoca che valga in assoluto, a meno che non si voglia dare ascolto a un non filosofo e a un non artista come Einstein che, interpellato a proposito, ammise la propria incapacità a definire l'arte ma espresse qualcosa che forse ci va vicino "l'arte è quella cosa che rende facili i concetti più difficili" o la scritta di un anonimo graffitaro che ho visto tracciata su un muro di Pavia che recita: "Senza l'arte avremmo bisogno di troppe spiegazioni".
Il pippone è per dire che se il problema Flaminio lo si vuole risolvere da un punto di vista culturale è necessario possedere i saperi fondamentali, mentre se lo si vuole risolvere a livello pragmatico sono necessari denaro e politica. Questi due piani, a mio parere, almeno nel contesto romano, non si integreranno mai.


Daje Lazio Mia, certo che il Flaminio ha un valore storico artistico. Le tre arti cosiddette maggiori sono l'architettura, la pittura e la scultura. Non ha un valore artistico il Partenone, il Colosseo, San Marco a Venezia, Palazzo Farnese, Sant'Ivo, il Colonnato di San Pietro, Fontana di Trevi, la Reggia di Caserta, la Casa sulla cascata, la chiesa di Ronchamp, per citane alcune?
Restringendo il campo della discussione ciò che è certo è che il MIC, le soprintendenze, il Consiglio Superiore delle Belle Arti, Italia Nostra, il FAI, l'ICCROM, L'UNESCO, gli Ordini degli Architetti, gli Ordini degli Ingegneri, le Facoltà di Architettura e di Ingegneria, la Normale di Pisa, tutti gli storici dell'arte ecc. ritengono che il Flaminio vada conservato. Conservato, restaurato, tutelato e riutilizzato mantenendone inalterate le caratteristiche fondamentali. Questi organismi succitati non hanno interessi economici per esprimersi in tal maniera. Ritengo che, data l'autorevolezza di coloro che esprimono tali giudizi, bisogna rinunciare ad auspicare la demolizione del manufatto.
Tra l'altro ho letto con sorpresa che per demolire San Siro sono necessari 75 milioni. Vogliamo fare 50 per il Flaminio? E per ricostruirlo? San Siro nuovo costerebbe 605 milioni. Insomma facendo calcoli a spanne, demolire e ricostruire il Flaminio costa sui 500 milioni. Chi li caccia? Un comune disastrato come quello di Roma o la Lazio che non gliela fa a comprare Kostic? E non finisce mica con la ricostruzione dello stadio. Devi riqualificare l'area intorno, compreso il Palazzetto, inserire elementi di produttività, sistemare l'archeologia, mettere a norma ai fini della sicurezza..
P.S. Cippolo e Trax, ma davvero vi piace l'Altare della Patria?

gtc.giorgio

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Citazione di: Quintino il 01 Ago 2021, 17:56
Il tema della conservazione, restauro, tutela è dibattuto dai massimi esperti di arte dalla metà dell''800 almeno. Sono stati prodotti due documenti fondamentali che sono la Carta di Atene (1931) e quella di Venezia (1964). Essi sono gli strumenti a cui ancor oggi fanno riferimento i professionisti del restauro e sono condivisi quasi all'unanimità in tutto il mondo. Vi sono racchiuse linee guida e modalità d'attuazione e non leggi. Per queste si fa riferimento agli organi appositi dei singoli paesi.
Detto che alla base dei temi di carattere artistico vi sono i contributi di grandi filosofi, basti ricordare Platone, Sant'Agostino, Ficino, Baumgarten, Kant, Hegel, Carrol, Adorno e ennemila altri, e di tantissimi artisti, il dibattito dura ancora e non se ne esce. Perché? Perché nessuno è riuscito a dare una risposta esauriente a questa semplice domanda: "Cosa è l'arte?". Non c'è una risposta univoca che valga in assoluto, a meno che non si voglia dare ascolto a un non filosofo e a un non artista come Einstein che, interpellato a proposito, ammise la propria incapacità a definire l'arte ma espresse qualcosa che forse ci va vicino "l'arte è quella cosa che rende facili i concetti più difficili" o la scritta di un anonimo graffitaro che ho visto tracciata su un muro di Pavia che recita: "Senza l'arte avremmo bisogno di troppe spiegazioni".
Il pippone è per dire che se il problema Flaminio lo si vuole risolvere da un punto di vista culturale è necessario possedere i saperi fondamentali, mentre se lo si vuole risolvere a livello pragmatico sono necessari denaro e politica. Questi due piani, a mio parere, almeno nel contesto romano, non si integreranno mai.


Daje Lazio Mia, certo che il Flaminio ha un valore storico artistico. Le tre arti cosiddette maggiori sono l'architettura, la pittura e la scultura. Non ha un valore artistico il Partenone, il Colosseo, San Marco a Venezia, Palazzo Farnese, Sant'Ivo, il Colonnato di San Pietro, Fontana di Trevi, la Reggia di Caserta, la Casa sulla cascata, la chiesa di Ronchamp, per citane alcune?
Restringendo il campo della discussione ciò che è certo è che il MIC, le soprintendenze, il Consiglio Superiore delle Belle Arti, Italia Nostra, il FAI, l'ICCROM, L'UNESCO, gli Ordini degli Architetti, gli Ordini degli Ingegneri, le Facoltà di Architettura e di Ingegneria, la Normale di Pisa, tutti gli storici dell'arte ecc. ritengono che il Flaminio vada conservato. Conservato, restaurato, tutelato e riutilizzato mantenendone inalterate le caratteristiche fondamentali. Questi organismi succitati non hanno interessi economici per esprimersi in tal maniera. Ritengo che, data l'autorevolezza di coloro che esprimono tali giudizi, bisogna rinunciare ad auspicare la demolizione del manufatto.
Tra l'altro ho letto con sorpresa che per demolire San Siro sono necessari 75 milioni. Vogliamo fare 50 per il Flaminio? E per ricostruirlo? San Siro nuovo costerebbe 605 milioni. Insomma facendo calcoli a spanne, demolire e ricostruire il Flaminio costa sui 500 milioni. Chi li caccia? Un comune disastrato come quello di Roma o la Lazio che non gliela fa a comprare Kostic? E non finisce mica con la ricostruzione dello stadio. Devi riqualificare l'area intorno, compreso il Palazzetto, inserire elementi di produttività, sistemare l'archeologia, mettere a norma ai fini della sicurezza..
P.S. Cippolo e Trax, ma davvero vi piace l'Altare della Patria?

Trovo bellissimo questo intervento che condivido al 99%, l' 1% (perché evidentemente qui abbiamo pareri discordi) è sulla domanda evidenziata a cui, personalmente, rispondo: SI, A ME PIACE.
:) :) :)

Achab77

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La discussione su lazionet non è mai banale. Mai. Ho imparato tantissimo su molti argomenti e grazie agli interventi di persone di buonsenso e di cultura che mi fanno sentire orgoglioso di essere laziale da una parte e stimolano moltissimo la mia ricerca dall'altra.

Su quanto scritto da Pan e da FD ho poco da dire, se non una banalità: tutti gli esempi che avete riportato hanno comunque nella loro conservazione e nel loro progetto di riqualificazione un cuore fondamentale, che è la loro funzionalità.
A me sta bene immaginare il Flaminio come un "paesaggio", un contorno dove sviluppare altro, ci mancherebbe.
Però non so quanto sarebbe architettonicamente rilevante uno stadio che, per quanto bello, non darebbe nessun valore aggiunto al parco giochi o al parco avventura che gli si potrebbe mettere accanto. Né credo che darebbe chissà quale attrattiva lasciarlo più o meno così per entrarci dentro e andare a fare un congresso, una nuotata o un incontro di boxe.
Questo è il cuore del problema: per me quello stadio acquisisce una qualsiasi valenza artistica solo quando ci giochi sul campo, potendo salire sulle tribune ammirando il tramonto romano sulle curve armoniose progettate tanti anni fa.
Qualsiasi soluzione fuori da questa mi sembra complessa da realizzare, soprattutto perché non è un luogo abbastanza storico da farti immaginare (pur rosicando, come la bastiglia per FD) un qualcosa che lì è avvenuto, né abbastanza manipolabile per convertirlo in un'opera diversa che però mette al centro la funzionalità.
Se entro in uno stadio nuovo che riprende le forme del vecchio Flaminio, il gioco del confronto tra storia e modernità funziona pure se non c'è quasi più nulla della struttura precedente. Se invece rimane uguale a se stesso e lo si cerca di valorizzare solo mettendo qualche orpello più curato intorno, rischia di diventare un ricordo sbiadito di qualcosa di in fondo neanche così importante (è pur sempre uno stadio, non un anfiteatro greco), che magari negli anni si faticherà pure a capire il perché della sua presenza e della sua intoccabilità.

DajeLazioMia

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@Quintino
Ma quindi sul serio si vuole paragonare il valore storico-artistico del Colosseo al Flaminio?

Sono molto perplesso.

Non sto dicendo minimamente di buttarlo giù, ma non mi pare che tutte le strutture architettoniche vengano tutelate senza toccarle o modificarle. Esempi ce ne sono molti.

Quali sono le "caratteristiche fondamentali" del Flaminio? Qui pare che sia intoccabile. Di questo parliamo. Come fosse la Gioconda.

Qui non passa neanche il progetto matriosca proposto per primo dal FIR? Sembra di parlare sul serio di un manufatto architettonico stile Partenone.

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purple zack

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Citazione di: DajeLazioMia il 01 Ago 2021, 18:11
@Quintino
Ma quindi sul serio si vuole paragonare il valore storico-artistico del Colosseo al Flaminio?

Sono molto perplesso.

Non sto dicendo minimamente di buttarlo giù, ma non mi pare che tutte le strutture architettoniche vengano tutelate senza toccarle o modificarle. Esempi ce ne sono molti.

Quali sono le "caratteristiche fondamentali" del Flaminio? Qui pare che sia intoccabile. Di questo parliamo. Come fosse la Gioconda.

Qui non passa neanche il progetto matriosca proposto per primo dal FIR? Sembra di parlare sul serio di un manufatto architettonico stile Partenone.
@DajeLazioMia ti rispondo appena torno a casa

le tue perplessità sono più che legittime

così come questa discussione è immensa. molto bella. l'importante è sempre tener presente che parliamo di interpretazioni del presente e del passato, che nel mondo ci sono letture e visioni diverse da quella italiana assolutamente valide, accettate

pan

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l'esempio dell'altare della patria è perfetto. quando fu costruito non piacque, non era un monumento di buon gusto, uno stile neoclassico utilizzato "fuori moda", senza alcuna ricerca stilistica, un accrocchio di elementi mastodontici d'effetto che non rispettava la vista del Campidoglio dietro (che infatti non si vede più), la sua realizzazione provocò l'abbattimento di quartieri e case e strutture preesistenti medioevali pregevoli, fece spostare e mortificare il vero capolavoro della piazza, e cioè palazzo Barbo o palazzo Venezia, il primo esempio di palazzo rinascimentale a Roma. il suo bianco marmo sparato non attinente al travertino delle costruzioni romane, un disturbo per gli occhi. una pacchianata.
eppure sta là e non sarebbe giusto distruggerlo, perché ormai fa parte del patrimonio artistico/culturale della città.

Lativm88

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Esco dal seminato.

È qualche anno che lavoro nei beni culturali, archivistici per la precisione.
Ho anche diversi amici che lavorano, diciamo che molti ci provano in Italia, come archeologi.

Siamo ai piedi di Pilato.

Ripongo pochissime speranze che qualunque decisione in merito al Flaminio possa essere presa in funzione di un qualche valore di un bene culturale.

pan

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Achab77, però anche la "funzione" originaria di un monumento non può essere nemmeno il paletto inamovibile di ogni decisione distruttiva. così fosse dovremmo abbattere, non so, ville settecentesche abbandonate sol perché disabitate o chiese sconsacrate antiche perché al loro interno non si fanno più messe. e mi fermo qua con gli esempi che ognuno di noi può trovare, tra palazzi storici cadenti, teatri in disuso, fontane a pezzi, costruzioni liberty sventrate perché considerate demodé con l'avvento del gusto razionalista. si può conservare o riconvertire, è possibile. 

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DajeLazioMia

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Escludiamo "abbattere il Flaminio".
Il discorso è altro (Il FIR a suo tempo e Lotito ora non vogliono abbatterlo).
Modificarlo, mantenendone (alcuni) tratti caratteristici.
Come fatto con diverse opere architettoniche. Non sono né monumenti, né statue, né quadri.



Achab77

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Citazione di: pan il 01 Ago 2021, 19:33
Achab77, però anche la "funzione" originaria di un monumento non può essere nemmeno il paletto inamovibile di ogni decisione distruttiva. così fosse dovremmo abbattere, non so, ville settecentesche abbandonate sol perché disabitate o chiese sconsacrate antiche perché al loro interno non si fanno più messe. e mi fermo qua con gli esempi che ognuno di noi può trovare, tra palazzi storici cadenti, teatri in disuso, fontane a pezzi, costruzioni liberty sventrate perché considerate demodé con l'avvento del gusto razionalista. si può conservare o riconvertire, è possibile.

Però continui a citarmi esempi che per me sono strutturalmente ed esteticamente diversi da uno stadio.
Ho suonato vicino ad una villa antica vicino Caserta confiscata alla mafia che la usava come arsenale: sventrata, decadente, eppure piena di storicità e di importanza architettonica, la reggia di carditello. È bastato mettere le luci giuste e un palco davanti, sembrava perfettamente incastonata nel contesto, o quantomeno lo rendeva sensato.
Continuo a chiedermi come uno stadio possa in qualche modo rendersi funzionale anche solo ad un recupero estetico di qualsiasi genere: forse attrezzarlo per farci i concerti dentro? E la questione agibilità e sicurezza per le sedute e per l'inquinamento acustico come lo risolvi? Il contesto sarà anche lontanamente paragonabile ad un'arena di Verona ma anche solo all'anfiteatro di sessa Aurunca?
Ma soprattutto: renderà l'effetto simile a quello di un altro tipo di rudere come la reggia di carditello, che però per mille motivi era invece "credibile"?
Se dovessi improvvisarti responsabile di una scelta di quel genere, a cosa abbineresti lo stadio Flaminio che non siano eventi sportivi?

pan

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achab77, qualche pagina fa avevo scritto che l'unica possibilità per me realizzabile, se non si può riservare nuovamente il Flaminio alle competizioni per le quali è nato, sarebbe quella di valorizzare i reperti archeologici sottostanti, elevarlo a rango di parco archeologico, restaurare il sopra e valorizzare il sotto quindi. il biglietto d'ingresso ti permetterebbe di goderti il patrimonio sotto e al contempo apprezzare la scenografia architettonica dello stadio sopra, un ingresso di lusso, dove archeologia e architettura in simbiosi varrebbero sicuramente e i lavori di tutela/restauro e la visita dei cittadini. ma non sono un'esperta quindi è solo un pensiero.

Quintino

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pan, non sarai un'esperta ma hai colto nel segno. Sono tante le soluzioni per salvaguardare e al tempo stesso rivitalizzare un manufatto. Nulla che ci arriva dal passato e che sia frutto della fatica, del genio e sia rappresentativo di un'epoca va eliminato. Come noi abbiamo ricevuto un lascito storico-artistico che amiamo e che ci è stato trasmesso dai nostri padri potendolo apprezzare e studiare, così noi abbiamo il dovere di trasmettere il prodotto della nostra epoca a chi verrà dopo di noi. Il Flaminio ha tutte le caratteristiche del monumento (admonere=ammonire da cui monumento): utilitas ed ha avuto e potrebbe avere una funzione utile all'uomo, venustas ed è gradevole di forma, di misura canonica (il rettangolo che lo circoscrive è un rettangolo aureo), di proporzione, di materiali (cemento e travertino studiati in modo da assorbire e modulare la luce), firmitas perché dopo 63 anni sta ancora in piedi e non crollerà, almeno nella struttura portante. Non è possibile paragonare un'architettura ad un'altra di epoca diversa. DLM prima si chiedeva se il Flaminio fosse così importante da sfidare il Colosseo. Non lo so, ma so che ambedue hanno caratteristiche, per i rispettivi tempi, innovativi. Le cavalle in opera, il ridotto spessore dei solai, la pensilina prefabbricata, la facilità di montaggio, la plasticità del cemento, il tipo di armature, le innovazioni cantieristiche, a mio parere e non solo, ne fanno un topos dell'architettura sportiva moderna.

Forse se ne è già parlato, ma è di 4 giorni fa questa notizia che incollo:
9/07/2021 - La Sapienza Università di Roma ha ricevuto dal Getty Institute di Los Angeles una sovvenzione di 180,000 $ per avviare un piano di conservazione per lo Stadio Flaminio a Roma progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi in occasione dei Giochi Olimpici del 1960.
Tale piano è stato selezionato dalla Getty Foundation nell'ambito del programma internazionale di finanziamenti Keeping it Modern, a seguito della domanda presentata nel marzo 2017 dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della Sapienza Università di Roma, la Pier Luigi Nervi Project Association (PLN Project) e Do.Co.Mo. Mo. Italia, in accordo con Roma Capitale.

Progettato tra il 1957 e il 1958 in vista della XVII Olimpiade nel 1960 dal grande ingegnere italiano pioniere nell'uso del cemento armato Pier Luigi Nervi, insieme al figlio, l'architetto Antonio Nervi, lo stadio Flaminio, simbolo di modernità e innovazione, negli anni è diventato un esempio di incuria.
Questa singolare opera che coniuga forma e struttura, architettura e ingegneria, a testimonianza di un felice momento per la cultura architettonica italiana, in concomitanza con il boom economico che caratterizzò la ripresa produttiva della penisola nel dopoguerra, verte infatti oggi in uno stato di degrado e abbandono.

Il piano di conservazione dello stadio Flaminio è volto a promuovere, sostenere e indirizzare il successivo progetto di recupero nel rispetto della concezione originale nerviana e dell'originale funzione di stadio e impianto sportivo polivalente.

"La stesura di un piano di conservazione per il Flaminio pone le basi per la sua tutela. Con il grant concesso all'Università La Sapienza e la cooperazione attiva del Comune di Roma potremo stilare un piano completo che consenta di tramandare questo capolavoro del moderno alle future generazioni senza prescindere dalle sue caratteristiche storiche e architettoniche", spiega il presidente di PLN PROJECT Marco Nervi.

Il piano sarà quindi il risultato di un lavoro congiunto del gruppo di lavoro coadiuvato da un comitato scientifico internazionale che include anche esperti di storia dell'architettura, progettazione di impianti sportivi, conservazione del moderno e ingegneria delle costruzioni.


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DajeLazioMia

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"Il piano di conservazione dello stadio Flaminio è volto a promuovere, sostenere e indirizzare il successivo progetto di recupero nel rispetto della concezione originale nerviana e dell'originale funzione di stadio e impianto sportivo polivalente.".

È uno stadio e un impianto sportivo, anche per loro.

Il discorso e se c'e un margine, pur conservandolo, per farlo diventare uno stadio per squadre di livello.

Altrimenti se trovano i soldi lo rimettano a posto e ci giocherà l'Italia U21 o cose del genere.

Va bene lo stesso. Basta che non lo lasciano marcire.

Quintino

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Sì, i margini ci sono. Attenzione io non ne auspico la riutilizzazione da parte della Lazio. Per me se Lotito trova un'altra area adatta va bene lo stesso. Poi, parlando con il cuore, addirittura vorrei che si ricostruisse la Rondinella ;) ;) ;)

mazzok

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Dalle ottime letture di questo topic mi pare chiaro che ha ragione da vendere l'erede di Nervi: quasi impossibile conciliare le esigenze di una squadra di serie A con le tutele a cui è sottoposta l'opera dell'avo. Si rafforza in me l'opzione wbb: ognuno per la sua strada, con la speranza che entrambi siano ricche di soddisfazioni

Warp

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Un paio di appunti volanti.
- Rimango ancorato alla tesi "ognuno per la sua strada". Non perderei altro tempo con il flaminio, se la veda il ministero, il CONI, il comune, gli eredi Nervi, stikazz.
- Un edificio iconico moderno come l'Empire State Building è stato ristrutturato e integrato di vari elementi internamente ed esternamente, compreso lo spostamento dell'entrata centrale nel corso dei decenni mantenendo il suo carattere iconico.
- l'altare della patria (minuscolo) è di gran lunga il monumento più brutto di Roma, un vero obbrobrio kitsch che al confronto il Sacré Cœur di Parigi viene quasi voglia di rivalutarlo per la sua sobria eleganza.

FantaTare

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Citazione di: Barabba Terzo il 01 Ago 2021, 17:39
Altro che film cecoslovacco, scoprire la sua malcelata passione per New York mi ha completamente stravolto il personaggio :beer:

Capisco.
Ma se l'alternativa è "Stars Wars", allora preferisco la "Corazzata Potëmkin"  :=))

Un piacere leggere anche Quintino; e tutti i dotti contributi di questo topic.

I miei ossequi  :chap:

WhiteBluesBrother

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Citazione di: Warp il 01 Ago 2021, 21:30
Un paio di appunti volanti.
- Rimango ancorato alla tesi "ognuno per la sua strada". Non perderei altro tempo con il flaminio, se la veda il ministero, il CONI, il comune, gli eredi Nervi, stikazz.
- Un edificio iconico moderno come l'Empire State Building è stato ristrutturato e integrato di vari elementi internamente ed esternamente, compreso lo spostamento dell'entrata centrale nel corso dei decenni mantenendo il suo carattere iconico.
- l'altare della patria (minuscolo) è di gran lunga il monumento più brutto di Roma, un vero obbrobrio kitsch che al confronto il Sacré Cœur di Parigi viene quasi voglia di rivalutarlo per la sua sobria eleganza.
Ma si, visto che è tanto importante e imprescindibile ci sarà la fila per riportarlo al primigenio splendore, ed enti, istituzioni e privati che faranno a gara per spendere i necessari 30/40 milioni (solo per la romanella). Chissà dove sono stati tutti questi anni.
Mah...🤷🏻‍♂️🤷🏻‍♂️🤷🏻‍♂️🤷🏻‍♂️🤷🏻‍♂️🤷🏻‍♂️
Io sbragherei pure quella monnezza di altare della patria e ricostruirei tutto come prima, anche verso Bocca della Verità e anche a Borgo. Poi vendi le unità immobiliari a 15000 euro al mq come minimo. Per dirvi come vedo io le cose. Il brutto e l'inutile (o IMUtile) sono sempre da cancellare. Io butterei giù tutto Don Bosco, Corviale, Laurentino e porcate simili e rifarei tutto nuovo da XXI secolo rimettendoci dentro gli stessi inquilini. In altri paesi è normale, qui lo schifo e l'orrore diventano un pregio.
Però tornando sul tema non vedo l'ora di chiudere per sempre questo topic melanconico e parlare altrove del nuovo stadio della Lazio.

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cartesio

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Citazione di: Quintino il 01 Ago 2021, 17:56
Lazio Mia, certo che il Flaminio ha un valore storico artistico. Le tre arti cosiddette maggiori sono l'architettura, la pittura e la scultura.

Musica e letteratura stanno piangendo calde lacrime perché non si sentono abbastanza apprezzate.      ;)
Diciamo che tu apprezzi soprattutto le arti cosiddette figurative.

Vero, il Flaminio ha un valore artistico, non fosse altro che per il fatto che tanta gente ne è convinta.
Storico un po' di meno. Non si può paragonare la storia del Colosseo con quella del Flaminio. Imperatori, gladiatori e martiri da una parte, partite di pallone dall'altra.

PS Se fosse per me l'Altare della Patria sarebbe spostato alle porte di Roma. Potrebbe diventare qualcosa di simile a ad un limen che segna l'inizio del territorio dell'Urbe. Ha bisogno di spazio, di molto spazio e di un contorno adatto perché le sue linee vengano  valorizzate e non incombano su un'area violentata dalla sua presenza.

FatDanny

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Citazione di: Quintino il 01 Ago 2021, 20:55
pan, non sarai un'esperta ma hai colto nel segno. Sono tante le soluzioni per salvaguardare e al tempo stesso rivitalizzare un manufatto. Nulla che ci arriva dal passato e che sia frutto della fatica, del genio e sia rappresentativo di un'epoca va eliminato. Come noi abbiamo ricevuto un lascito storico-artistico che amiamo e che ci è stato trasmesso dai nostri padri potendolo apprezzare e studiare, così noi abbiamo il dovere di trasmettere il prodotto della nostra epoca a chi verrà dopo di noi. Il Flaminio ha tutte le caratteristiche del monumento (admonere=ammonire da cui monumento): utilitas ed ha avuto e potrebbe avere una funzione utile all'uomo, venustas ed è gradevole di forma, di misura canonica (il rettangolo che lo circoscrive è un rettangolo aureo), di proporzione, di materiali (cemento e travertino studiati in modo da assorbire e modulare la luce), firmitas perché dopo 63 anni sta ancora in piedi e non crollerà, almeno nella struttura portante. Non è possibile paragonare un'architettura ad un'altra di epoca diversa. DLM prima si chiedeva se il Flaminio fosse così importante da sfidare il Colosseo. Non lo so, ma so che ambedue hanno caratteristiche, per i rispettivi tempi, innovativi. Le cavalle in opera, il ridotto spessore dei solai, la pensilina prefabbricata, la facilità di montaggio, la plasticità del cemento, il tipo di armature, le innovazioni cantieristiche, a mio parere e non solo, ne fanno un topos dell'architettura sportiva moderna.

Forse se ne è già parlato, ma è di 4 giorni fa questa notizia che incollo:
9/07/2021 - La Sapienza Università di Roma ha ricevuto dal Getty Institute di Los Angeles una sovvenzione di 180,000 $ per avviare un piano di conservazione per lo Stadio Flaminio a Roma progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi in occasione dei Giochi Olimpici del 1960.
Tale piano è stato selezionato dalla Getty Foundation nell'ambito del programma internazionale di finanziamenti Keeping it Modern, a seguito della domanda presentata nel marzo 2017 dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della Sapienza Università di Roma, la Pier Luigi Nervi Project Association (PLN Project) e Do.Co.Mo. Mo. Italia, in accordo con Roma Capitale.

Progettato tra il 1957 e il 1958 in vista della XVII Olimpiade nel 1960 dal grande ingegnere italiano pioniere nell'uso del cemento armato Pier Luigi Nervi, insieme al figlio, l'architetto Antonio Nervi, lo stadio Flaminio, simbolo di modernità e innovazione, negli anni è diventato un esempio di incuria.
Questa singolare opera che coniuga forma e struttura, architettura e ingegneria, a testimonianza di un felice momento per la cultura architettonica italiana, in concomitanza con il boom economico che caratterizzò la ripresa produttiva della penisola nel dopoguerra, verte infatti oggi in uno stato di degrado e abbandono.

Il piano di conservazione dello stadio Flaminio è volto a promuovere, sostenere e indirizzare il successivo progetto di recupero nel rispetto della concezione originale nerviana e dell'originale funzione di stadio e impianto sportivo polivalente.

"La stesura di un piano di conservazione per il Flaminio pone le basi per la sua tutela. Con il grant concesso all'Università La Sapienza e la cooperazione attiva del Comune di Roma potremo stilare un piano completo che consenta di tramandare questo capolavoro del moderno alle future generazioni senza prescindere dalle sue caratteristiche storiche e architettoniche", spiega il presidente di PLN PROJECT Marco Nervi.

Il piano sarà quindi il risultato di un lavoro congiunto del gruppo di lavoro coadiuvato da un comitato scientifico internazionale che include anche esperti di storia dell'architettura, progettazione di impianti sportivi, conservazione del moderno e ingegneria delle costruzioni.

Ciao Quintino, in realtà la notizia è di un paio d'anni fa.
Il Piano finanziato dalla Getty Foundation è già stato realizzato ma fino a tre giorni fa non era pubblico, tanto che tempo fa mi sono accollato su questo topic per fare in modo di trovarlo da qualche parte, essendo stato realizzato da istituzioni pubbliche (La Sapienza e Comune).
Con mio sommo piacere cinque giorni fa è stato finalmente reso pubblico e puoi trovarlo al link che reincollo di seguito. Sono 600 pagine quindi sarebbe improbo chiederti un parere complessivo, ma l'ultima parte è tutta relativa agli interventi possibili, su quella, se hai tempo di leggere, sarei molto curioso di avere un tuo giudizio.
:=))

Citazione di: FatDanny il 28 Lug 2021, 09:01
per chi vuole approfondire questo è il link:

https://www.getty.edu/foundation/pdfs/kim/univ_roma_stadio_flaminio_cmp.pdf

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