Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici

Aperto da FatDanny, 09 Apr 2020, 22:23

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FatDanny

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per "fine della storia" si intende il concetto del politologo Francis Fukuyama (1992) che celebrò la società liberale contemporanea come apice della civiltà umana tout court.
Non era un concetto critico, ma auto-celebrativo.
Questa concezione è diffusa eccome, i tuoi post sono un esempio estremo di tale concezione.

OT

Per altro dire che la dominazione sovietica, con tutti i suoi errori od orrori, abbia rappresentato mezzo secolo di stasi è proprio concretamente errato. Sotto ogni punto di vista, non solo industriale.
Basta vedere i livelli di scolarizzazione/istruzione raggiunti, quelli sanitari, la sicurezza sociale, ecc ecc
Era la realizzazione del marxismo? No, visto che non superava il valore ma lo razionalizzava.
Resta il fatto che non fu stasi, mentre di sicuro fu (anche) Stasi.

Dopodiché sticazzi dei giudizi sul socialismo reale, dì pure che era tutta robaccia, francamente andremmo OT e mi interessa meno di zero dibatterne con chi ha poco interesse ad approfondire davvero e deve solo rimarcare il suo anticomunismo. Per altro non è un mio obiettivo a tendere dunque veramente sticazzi.

EOT

Ciò che importa ai fini di questo discorso è che invece nelle società occidentali liberali tale concetto è profondamente radicato per ragioni diverse: diversi decenni senza guerre interne, un regime socio-economico che si professa come l'esito naturale dell'essenza umana, una auto-percezione culturale assolutizzante.
Ciò fa sì che gli individui non siano propensi a pensare che ci possa essere un qualcosa di strutturalmente diverso dopo, there is not alternative, tanto che il dopo viene visto unicamente in termini di post-
Postmodernità, postproduttivismo, postindustriale, ecc
Anzi qualsiasi cosa possa produrre un distacco dalla normalità causa attacchi di panico e terrore.
Proprio perché ormai ci siamo disabituati alla Storia, ai suoi strappi, ai suoi cambiamenti.
Basti pensare che moltissime persone, la quasi totalità, ha vissuto tutta la vita sotto lo stesso regime.
Guarda il passato e vedi quante generazioni possono dire lo stesso. Pochissime.
Più disabituati alla Storia di così... è una realtà sociale evidentissima. Nel bene, di sicuro, ma anche nel male.

Tuttavia per quanto la nostra civilità possa provare ad illudersi la storia va avanti ugualmente, ciò che resta ferma è proprio la nostra civilità. Che può fare ennemila progressi tecnologici, ma resta stagnante nella risoluzione dei suoi problemi strutturali, che siano economici, sociali o ambientali.
E questo ristagno si paga. Oggi in un modo, domani in un altro, dopodomani chissà.
Il cambiamento climatico è uno degli esempi in cui la tesi per cui "la storia è finita" impedisce proprio di affrontare il problema per quel che è. Il negazionismo climatico è esattamente uno dei sintomi dei seguaci della fine della storia, perché questi non possono concepire minimamente anche solo che si pensi di cambiare radicalmente modi di vita e di produzione, a costo di negare la realtà fino al baratro (don't look up).
Questi sono gli effetti della fine della storia e dire che non siano molto diffusi è un paradosso per certi versi ironico, per altri tragico.

Aquila1979

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Il post-storicismo è un fenomeno che avviluppa l'Europa occidentale, frutto del benessere, dell'età mediana avanzata, dell'essere vassalli USA.

L'Europa orientale è ben calata nella storia, e cerca di rimanerci (vedi Polonia), così come la Turchia, gli USA, la Cina...

(Dal punto di vista geopolitico)

Vincelor

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Citazione di: FatDanny il 05 Gen 2022, 10:20
"il partito ordina, gli altri eseguono" è un'immane semplificazione però, mica piccola.
Chiaro che così è un incubo, ma non è così.
A parte che a me non pare che 56 mln di italiani vanno a lavoro e producono quel che gli pare quanto gli pare. Anzi, per la stragrande maggioranza degli italiani, ma proprio la iperstragrande maggioranza, lavoro significa eseguire degli ordini (di produzione, di consegna, ecc).
E non è che non esiste il lavoro autonomo in Cina, così come esisteva nell'URSS.
Ci sono purtroppo delle semplificazioni immense su cosa realmente fosse (o è) il sistema produttivo nel socialismo reale, che di fatto è sempre stato un sistema misto, ancor più oggi quello cinese.

avere una gestione razionale della valorizzazione ti permette di fare quel che dice Aquila1979, che non dipende dalla grandezza della Cina ma proprio da questo (ovviamente le dimensioni favoriscono, ma attenzione, la cina produce per tutto il mondo).
Una gestione razionale ti permette di chiudere una parte e cambiare/aumentare la produzione in un'altra.
Certo questo non riuscirebbe nella provincia di Padova, ma già in una nazione intera si potrebbe fare eccome.
Che questa cosa impedisca la libertà francamente è, anche qui, un bias culturale che ha poca attinenza con la realtà.
Perché anche oggi il libero imprenditore mica può fare quel che dice o venderlo al prezzo che preferisce. Il libero imprenditore è schiavo anch'esso se la mettiamo su questo piano, del mercato. Che impone il prezzo e le caratteristiche richieste.
La differenza sta nel fatto che il meccanismo di cooperazione (o coercitivo per dirla come te) è implicito e automatico e non esplicito e razionale.
Questo dà una parvenza di libertà, ma anche problemi quando devi affrontare cose come una pandemia. perché non hai la reattività necessaria.
Ora siamo così sicuri che sia definibile Libertà la differenza tra cambiare ordini di produzione perché te lo chiede la collettività per sua esigenza o perché te lo chiede il mercato perché non vendi più mezza cosa di quella che produci e servono mascherine?
Questo è il punto: che è proprio la definizione di Libertà che andrebbe rivista perché qui in occidente è ALTAMENTE ideologica. Soprattutto se parliamo di produzione economica.
Ma siamo OT, propongo di spostare la discussione nell'altro topic.
La semplificazione non e' immane. Il PCC ha il monopolio del potere politico ed economico e un controllo sociale fortissimo. Certo che in Cina ci sono lavoratori autonomi, nel senso che non sono dipendenti statali, ma li' si ferma la loro autonomia. Quello che tu chiami gestione razionale della valorizzazione e' dittatura nelle sue forme piu' profonde e realizzata con maggiore successo. Con l'era Xi nessun dissenso e' tollerato, i margini di autonomia della vita privata si sono ristretti moltissimo. Un incubo

FatDanny

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hai una visione della Cina (e della dittatura in generale) a dir poco macchiettistica.
E ciò non significa che il PCC non eserciti potere politico o economico, cosa che pure io ho scritto.
Ma stai immaginando una società cinese che è il fantasma ideologico dell'occidente più che la sua realtà concreta.

Non saprei proprio da dove cominciare se non consigliarti di parlare con qualcuno che in Cina vive o studiare un minimo la situazione.
Se pensi che il classico "average joe" vivrebbe una vita tanto diversa - sul piano delle libertà - tra cina e occidente ti sbagli di grosso. Perché l'apatia e il disinteresse di cui parla aquila1979 non sono peculiarità delle società autoritarie, anzi direi che su un piano politico caratterizzano sommamente le attuali società occidentali.
E la vita dell'average joe la fai in occidente come in Cina. Anzi, ad oggi è capace che se hai determinate skill la fai più facilmente in Cina.

Il problema è proprio vedere la società di mercato come la società della Libertà.
é proprio na cazzata. La società di mercato è stra-piena di vincoli, di divieti, di impossibilità altrettanto dispotiche. Il livello salariale è un limite dispotico. Le possibilità economiche sono dispotiche.
Ma, anche da imprenditore, è uguale: ci sono vincoli, divieti e impossibilità che qui non interrogano la Libertà semplicemente perché vengono naturalizzate. Sono viste come fisiologiche, limiti naturali e in quanto tali ovviamente non questionabili.
Io che ho avuto anche un'esperienza da piccolo produttore l'ho toccato con mano. Se il prezzo di mercato di ciò che produci è quello non è che vincola solo la circolazione, a quanto fissi il prezzo di vendita, ma vincola la tua stessa produzione, dunque la tua vita.
Vincola quante ore devi lavorare, come devi produrre per starci dentro, cosa usare e cosa no. Dove starebbe la libertà? é esattamente il contrario, il vincolo di mercato per il 99% dei produttori è omologante, perché non è che pe fa i broccoli o i tavoli chissà che te inventi eh.
Vatti a vedere come lavorano gli avvocati negli USA dove non c'è la barriera dell'Ordine.
Vai a vedere come il prezzo delle prestazioni è fissato dal mercato e hai una enorme massa di "operai legali" oltre l' 1% dei grandi studi.
Perché certo, c'è l'1% creativo.
Ma quella è l'eccezione, non la regola. Viene propagandata come regola per farne una vulgata ideologica.
Posso assicurarti che pure in Cina c'è l'1% creativo e no, non lavora secondo le direttive dirette del funzionario locale del PCC, altrimenti il modello cinese era fallito da un pezzo.
Il controllo dell'economia si dispiega a livello di scelte macroeconomiche (e nella repressione di ALCUNI reati, cosa non dissimile da altre parti del mondo).

Se pensi che in Cina si vive col cibo razionato e il delatore del PCC dietro la porta hai appunto una visione macchiettistica.
Il controllo ferreo si esprime in altre forme. Ma ehi vivi nel paese del governo draghi, credi davvero che qui questo controllo ferreo della classe dominante non ci sia?

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Vincelor

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Vedi Fat, confermi che con te e' impossibile discutere, perche' non riesci a tenere un atteggiamento corretto e rispettoso. L'ignorante sulla Cina sei tu, e di un'ignoranza profonda. Non parlare di cose che non sai, di posti che non conosci, di sitemi di cui non hai una minima idea. Taci per favore

Aquila1979

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Citazione di: Vincelor il 05 Gen 2022, 18:17
Vedi Fat, confermi che con te e' impossibile discutere, perche' non riesci a tenere un atteggiamento corretto e rispettoso. L'ignorante sulla Cina sei tu, e di un'ignoranza profonda. Non parlare di cose che non sai, di posti che non conosci, di sitemi di cui non hai una minima idea. Taci per favore

la Cina mi incuriosisce molto, tu la conosci bene?

Vincelor

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Citazione di: FatDanny il 05 Gen 2022, 15:52
per "fine della storia" si intende il concetto del politologo Francis Fukuyama (1992) che celebrò la società liberale contemporanea come apice della civiltà umana tout court.
Non era un concetto critico, ma auto-celebrativo.
Questa concezione è diffusa eccome, i tuoi post sono un esempio estremo di tale concezione.
......
Questi sono gli effetti della fine della storia e dire che non siano molto diffusi è un paradosso per certi versi ironico, per altri tragico.

Quando leggo questi post mi viene da ridere.
Non arrivo ai livelli di carib che riempie le sue risposte di ilari faccette perché penso che tra persone civili sia opportuno limitare certe manifestazioni, ma ci vorrebbe anche un po' di collaborazione.
Che i miei post siano un esempio estremo di Fukuyamismo - passatemi il termine, anche se suona male - vuol dire proprio non aver capito come la penso.

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Aquila1979

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Citazione di: Vincelor il 05 Gen 2022, 18:43
Si, per quanto possibile

conosco delle persone che hanno vissuto lì (missionari cattolici) e ho letto un libro che mi ha molto colpito (https://www.ibs.it/cigni-selvatici-tre-figlie-della-libro-jung-chang/e/9788850221073)

anche se la realtà che mi incuriosisce di più è la Corea del Nord

Vincelor

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Citazione di: Aquila1979 il 05 Gen 2022, 19:04
conosco delle persone che hanno vissuto lì (missionari cattolici) e ho letto un libro che mi ha molto colpito (https://www.ibs.it/cigni-selvatici-tre-figlie-della-libro-jung-chang/e/9788850221073)

anche se la realtà che mi incuriosisce di più è la Corea del Nord
Un ottimo libro per inquadrare la Cina contemporanea e comprendere i temi che la agitano e' "The Search for Modern China" di Jonathan Spence. E' un libro del 1990, dunque non vi si trova l'attualita' della Cina dell'era Xi, ma e' fondamentale per comprendere le forze profonde all'interno della societa' cinese contemporanea

Aquila1979

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Citazione di: Vincelor il 05 Gen 2022, 19:38
Un ottimo libro per inquadrare la Cina contemporanea e comprendere i temi che la agitano e' "The Search for Modern China" di Jonathan Spence. E' un libro del 1990, dunque non vi si trova l'attualita' della Cina dell'era Xi, ma e' fondamentale per comprendere le forze profonde all'interno della societa' cinese contemporanea

il mio inglese non è così evoluto come il tuo temo  :)
ma grazie comunque, lo cerco e ci provo

FatDanny

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Citazione di: Vincelor il 05 Gen 2022, 19:38
Un ottimo libro per inquadrare la Cina contemporanea e comprendere i temi che la agitano e' "The Search for Modern China" di Jonathan Spence. E' un libro del 1990, dunque non vi si trova l'attualita' della Cina dell'era Xi, ma e' fondamentale per comprendere le forze profonde all'interno della societa' cinese contemporanea

Beh l'hai letto davvero male per dire quel coacervo de fesserie.
"Quella che tu chiami razionalizzazione è dittatura nelle sue forme più profonde" :lol: :lol:
Evidentemente hai una definizione di dittatura "leggermente" segnata dall'economia di mercato. Ma giusto un anticchia eh.

Sarebbe interessante sentire il parere di nihaolazio o altri netter che in Cina ci hanno lavorato anche molto di recente.

Per chi capisce ciò che legge: più recente (dunque al passo con la società cinese odierna) consiglio Simone Pieranni, la Cina nuova, editori laterza 2021

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Tu l'hai letto il libro di Spence? Credo di no e come ti capita spesso parli di cose che non sai

Vincelor

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Estratto dal libro di Pieranni:

La storia, dunque, oggi più che mai serve al Partito comunista per marcare una linea di continuità, in alcuni casi con chiari accenti di natura etnica, tra presente e passato. E come sempre accade in questi casi, il Pcc non ammette discussioni, anche per quanto riguarda la storia recente. Nel 2018 Xi Jinping ha fatto approvare una legge dall'Assemblea nazionale (quanto di più simile esiste in Cina ai parlamenti occidentali, benché abbia solo la funzione di ratificare quanto deciso dal Consiglio di Stato, l'organo esecutivo, a sua volta controllato in toto dal Partito comunista) che impone a «tutta la società» di onorare gli eroi rivoluzionari e i martiri approvati dal Partito, rendendo la diffamazione un potenziale reato punibile dalla legge. Chun Han Wong, commentatore di fatti cinesi sul «Wall Street Journal», a questo proposito scrisse che «rafforzare il controllo sulla storia cinese è una priorità per il presidente Xi Jinping, che ha rivendicato la legittimità del governo comunista affermando che lui e il suo Partito al governo stanno guidando il ritorno della Cina alla grandezza del passato». Per questo eroi e martiri hanno un posto di rilievo nelle campagne di propaganda che spesso risalgono alle radici rivoluzionarie del Partito. «I funzionari hanno affermato che è necessaria una legislazione forte per promuovere il patriottismo e reprimere il nichilismo storico, termine ufficiale per lo scetticismo sui contributi del Partito al progresso della Cina». Insieme alla legge è arrivata la censura di libri, articoli, saggi. Questi ritocchi storici, in realtà, non sono l'unico modo che il Partito ha di controllare il passato; in alcuni casi la memoria è travisata o completamente annullata.

LaFonte

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Citazione di: FatDanny il 05 Gen 2022, 21:40
Sarebbe interessante sentire il parere di nihaolazio o altri netter che in Cina ci hanno lavorato anche molto di recente.


Concordo. Per quel che vale, conosco decine di persone che per lavoro ci sono state anche vari mesi di seguito, precovid, e tutte nessuna esclusa manifestano grande ammirazione per il progresso che hanno visto avvenire negli anni, per la modernità che c'è nelle principali città, per la disciplina e l'organizzazione, per la determinazione feroce a emergere che hanno i cinesi come popolo (e alcuni come singoli), ma nessuna di loro farebbe a cambio neanche mezzo secondo tra quello cinese e il nostro stile di vita o regime politico.
Tutti quelli che non hanno un'esperienza di basso livello (tipo tecnici in trasferta) ma ce l'hanno ad alto livello (tipo professori universitari che stanno a insegnare là il tempo di un corso, 3-4 mesi) la definiscono uno Stato più capitalista ed imperialista dell'occidente.

FatDanny

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EDIT: leggo ora LaFonte e nella semplicità di ciò che riporta immette nella discussione aspetti ben più realistici delle fesserie su riportate con toni da propaganda.


Vincelor:
No, non ho letto quel testo di Spence, solo suoi articoli.
Ma posso dire che l'hai letto male da ciò che scrivi.
Spence infatti non avrebbe mai e poi mai banalizzato il regime cinese nei termini da te utilizzati, a meno che io non abbia letto articoli di un omonimo.

Se vedi infatti io ti ho risposto sulla razionalizzazione, non sul dissenso.
mentre penso che i "margini di autonomia della vita privata" vadano un attimino (eufemismo) circostanziati perché ho come l'impressione (eufemismo n.2) che tu faccia la tara sulla nostra concezione di vita privata.

E dunque, come ti capita spesso, basi i tuoi giudizi dando per postulati quelle che in realtà sono variabili.
Dire che la razionalizzazione dell'economia (e non, per dire, la repressione del dissenso) è la dittatura nelle sue forme più profonde indica chiaramente quali sono gli aspetti che a tuo avviso connotano la dittatura e la libertà.
Ti faccio presente che questi non sono dati, al contrario potrei dirti che ciò che tu vedi come libera iniziativa io la vedo come tremenda dittatura di una logica automatica che assoggetta brutalmente tutti noi su un piano economico e di possibilità sociali.

Già se avessi parlato della repressione del dissenso non avrei usato quei termini.
Ma per come l'hai messa lo ripeto: sono fesserie e tu Spence l'hai letto proprio male.

È per altro esattamente questo che rende l'occidentale medio totalmente incapace di vedere oltre il suo naso.

Vincelor

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Citazione di: FatDanny il 05 Gen 2022, 22:04
EDIT: leggo ora LaFonte e nella semplicità di ciò che riporta immette nella discussione aspetti ben più realistici delle fesserie su riportate con toni da propaganda.


Vincelor:
No, non ho letto quel testo di Spence, solo suoi articoli.
Ma posso dire che l'hai letto male da ciò che scrivi.
Spence infatti non avrebbe mai e poi mai banalizzato il regime cinese nei termini da te utilizzati, a meno che io non abbia letto articoli di un omonimo.

Se vedi infatti io ti ho risposto sulla razionalizzazione, non sul dissenso.
mentre penso che i "margini di autonomia della vita privata" vadano un attimino (eufemismo) circostanziati perché ho come l'impressione (eufemismo n.2) che tu faccia la tara sulla nostra concezione di vita privata.

E dunque, come ti capita spesso, basi i tuoi giudizi dando per postulati quelle che in realtà sono variabili.
Dire che la razionalizzazione dell'economia (e non, per dire, la repressione del dissenso) è la dittatura nelle sue forme più profonde indica chiaramente quali sono gli aspetti che a tuo avviso connotano la dittatura e la libertà.
Ti faccio presente che questi non sono dati, al contrario potrei dirti che ciò che tu vedi come libera iniziativa io la vedo come tremenda dittatura di una logica automatica che assoggetta brutalmente tutti noi su un piano economico e di possibilità sociali.

Già se avessi parlato della repressione del dissenso non avrei usato quei termini.
Ma per come l'hai messa lo ripeto: sono fesserie e tu Spence l'hai letto proprio male.

È per altro esattamente questo che rende l'occidentale medio totalmente incapace di vedere oltre il suo naso.
Ecco, tu di Spence hai letto articoli, io quasi l'intera bibliografia. E altri cento libri sulla Cina. E mi fermo qui. Poi, leggere un autore ed ammirarlo non vuol dire condividerne in toto il pensiero. Ancora, della presunta razionalizzazione dell'economia di cui pensi di sapere ho il fondato sospetto che tu non ne sappia nulla. Non c'e' nessun progetto di razionalizzazione dell'economia. Lo sviluppo economico cinese, fenomeno forse unico nella storia economica moderna e contemporanea, nasce dalla volonta' di far entrare la Cina nella storia moderna, dopo quasi 150 anni di catastrofi politiche ed economiche. Uno sviluppo economico che ha avuto molte giravolte, molti ripensamenti dal 1978 fino ad oggi, con varie fasi l'una talvolta congtrapposta all'altra, che hanno dato vita all'emergere di fazioni contrapposte.Con Xi, si riducono i margini di autonomia dal partito e  il PCC (o per meglio dire il Comitato Permanente del Politburo) inizia a controllare pervasivamente la vita politica, economica e sociale (sai cosa e' il credito sociale?) del paese. Non e' razionalizzazione ma mero e totale controllo di tutti gli aspetti del paese. A nessuno, in nessun campo, e' consentito dissentire. Infine, e torno sulla razionalizzazione, ai vari governi provinciali e' stato dato un obiettivo di crescita quantitativo, che i governi locali  hanno perseguito senza rispetto per lo spreco di risorse, per l'ambiente, per la qualita' della produzione e per la domada effettiva delle merci prodotte, ingolfando i magazzini e le scorte. Per sostenere la crescita enormi quantita' di risorse pubbliche sono state impiegate, con un debito aggregato centrale e locale che sfiora il 300%

FatDanny

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cioè tu hai letto "tutta la bibliografia" di Spence, cento libri sulla Cina e sei convinto che meccanismi come quello del credito sociale siano controllati da un organo politico di sette, no dico SETTE, persone su un paese che conta MILIARDI di abitanti???

Guarda, non sarebbe stato vero manco se ste sette persone si fossero trovate ad amministrare la sola città di Genova.
Leggere le società a socialismo reale con le lenti delle dittature occidentali o le ristrette oligarchie è uno dei segnali che si sta davanti a pessimi sinologi o sovietologi.
La grande forza degli stati autoritari del socialismo reale - leggiti i libri di qualche dissindente con un po' di  cervello - è la STRUTTURA. Il controllo è capillare perché diffuso, la ratio di funzionamento è introiettata su un piano ideologico dalle istituzioni di base, che sono le vere leve del potere. ritenere che esso sia esercitato come in una dittatura personale con un controllo ferreo dei vertici è - oltre che ridicolo - completamente errato.

Poi, sulla razionalizzazione: non c'è alcuna razionalizzazione della valorizzazione in Cina? Ah davvero?
Ma perché invece di tenerti sul generico non approfondiamo i risultati di uno degli ultimi piani quinquennali?
perché invece noto che i tuoi interventi sono sempre piuttosto grossolani, "uno sviluppo dalle molte giravolte" (quali?), "molti ripensamenti" (quali?), "molte fasi" (quali?). Strano, uno che ha letto cento libri sulla cina tendenzialmente va nel merito per dimostrare perché non si tratta di razionalizzazione ma di controllo. Magari spiegherebbe anche la differenza tra le due.

Che la tua sia una demarcazione ideologica anche piuttosto banalotta lo dimostra proprio il fatto che non entri nel merito delle questioni.
A questo livello demarcativo potrei dirti che un manager privato in occidente non è che abbia tutto questo spazio di manovra in più. Ha anche lui un imperativo di risultato a cui rispondere. E scusami, per quale ragione se l'imperativo lo detta il mercato e non il piano sarebbe meno dispotico?
Per quale ragione se le condizioni di lavoro (orari, pause, produttività, livello salariale, tecniche da utilizzare) le detta il mercato non ci sarebbe controllo?

Al tuo livello di critica non c'è risposta, perché non c'è differenza se non ideologica.
Tu ritieni il mercato un attore dispotico legittimo, il governo politico no.
Le cose son due: o la tua critica resta su un piano ideologico e questo la rende davvero poco interessante, niente più del classico liberale occidentale che ripete a pappardella i luoghi comuni propagandistici. Oppure dovrebbe andare un po' più nelle questioni argomentando o spostarsi su altro.

Ti ho suggerito la questione del dissenso, perché su questo tanto si potrebbe dire.
Tanto si potrebbe dire sulla gestione "etnica" e religiosa, sulle deportazioni (hai presente gli uiguri no?)
Altrettanto si potrebbe dire sulle condizioni di lavoro nelle ZES, la gig economy in Cina e le numerose recenti proteste sul lavoro, più in generale nell'intero comparto della logistica.
Un testo interessante sulla dinamica sociale in cina?
Workers and change in China, di M.Elfstrom edito da Cambridge (2021)
Qui un'intervista all'autore: https://supchina.com/2021/09/30/labor-unrest-and-how-china-balances-repression-and-responsiveness/

Ecco, qui dentro c'erano tanti aspetti calzanti per una critica effettiva al regime cinese.
Ma invece tu no, tu ti attesti al classico "se controllano il mercato è dittatura".
Fuffa. ed è esattamente questa fuffa che ci tiene stucked in the middle della stagnante civiltà occidentale e la sua crisi pluriennale.

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purple zack

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boh, FD a me qui l'unico bias cognitivo sembra il tuo.

e sinceramente di partecipare all'ennesima discussione in cui sfianchi gli interlocutori con post di difficilissima lettura, anche no. oggi è befana, faccio altro.

mi sono fermato a quella frase. non esiste solo un modo di leggere le cose. il tuo è assolutamente parziale e deformato.

e l'unica cosa che si capisce da quella cartina è

- chi possiede un sistema di monitoraggio serio e chi no

- chi è un'isola e chi è un territorio di passaggio

- chi sa rispondere a epidemie virali perché è la quarta in un ventennio e chi invece si sta creando un meccanismo/protocollo perché non ne aveva mai vissute


FatDanny

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Citazione di: purple zack il 06 Gen 2022, 11:27
boh, FD a me qui l'unico bias cognitivo sembra il tuo.

e sinceramente di partecipare all'ennesima discussione in cui sfianchi gli interlocutori con post di difficilissima lettura, anche no. oggi è befana, faccio altro.

mi sono fermato a quella frase. non esiste solo un modo di leggere le cose. il tuo è assolutamente parziale e deformato.

e l'unica cosa che si capisce da quella cartina è

- chi possiede un sistema di monitoraggio serio e chi no

- chi è un'isola e chi è un territorio di passaggio

- chi sa rispondere a epidemie virali perché è la quarta in un ventennio e chi invece si sta creando un meccanismo/protocollo perché non ne aveva mai vissute

Anche la Florida è territorio di passaggio rispetto a cuba?
O cuba sta alla quarta epidemia in un ventennio?
Incredibile cercare alternative random pur di non considerare una possibilità più semplice di fronte ad un intero occidente, nonostante i diversissimi paesi che lo compongono, abbiano tutti un problema analogo.
Ma tocca trovare per forza una spiegazione alternativa. Perché? Cosa ci è insopportabile di questa ipotesi?

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