Citazione di: italicbold il 06 Gen 2022, 11:04
Da stracciaroli sarebbe la gestione che, per valutare il lavoro di Tare, Lotito prendesse in conto solo e soltanto l'acquisto di Muriqi.
Se ad ogni acquisto sbagliato dovesse saltare un DS le squadre di serie A avrebbero almeno 4 o 5 DS a stagione. Io direi che ogni tanto, sto Muriqi lo lascerei da parte. E' una pippa, é stato un acquisto sbagliato, ma se deve essere l'unico metro di paragone per giudicare un DS allora sarebbe troppo semplice e le scuole di management fallirebbero (Oh, per me dovrebbero comunque fallire) perché basterebbe una quindicina di minuti in cui si dice che non si deve sbagliare mai. Ma mai.
La Lazio é una società sana, con un pacchetto di giocatori di valore e di proprietà che sta regolarmente nei piani alti della classifica e gioca con sostanziale regolarità in Europa. Spesso più in Europa League che in Champion's e questo é un aspetto che si deve migliorare. E' una squadra perfetta ? No, ha dei problemi (come tutte le squadre del mondo a eccezione di quattro o cinque squadroni in europa). E' migliorabile ? Si, é migliorabile.
Io credo che un manager vero é quello che analizza la situazione sul lungo periodo. Malgrado i piagnistei i tifosi della Lazio, in questi ultimi dieci anni si sono parecchio divertiti. Ci siamo parecchio divertiti e ci divertiamo ancora. Siamo perfetti ? No, non lo siamo. Ma se ogni discorso deve finire su Muriqi c'é poco da discutere. E' stato un acquisto sbagliato, ma se vogliamo, si potrebbe anche dire che l'attacco della Lazio é l'attacco più prolifico della serie A dopo Inter e Milan. Quindi forse malgrado l'errore Muriqi non é quello il problema maggiore della Lazio.
Poi, se vogliamo possiamo anche cambiarlo Tare. Ma se aspettiamo il DS che non sbaglia mai io comincerei a contestare già da stasera.
Scusa IB, al netto di tutte le cose giuste che hai scritto, entriamo nel merito.
A parte chi ce l'ha personalmente con lotito, chi giudica superficialmente, chi ama lagnarsi ecc ecc, mi soffermo su due tuoi passaggi, quelli in cui dici "siamo perfetti?no" (ammesso che esistano squadre "perfette") e quella in cui dici che bisognerebbe migliorare il piazzamento in Europa.
Domanda: come si fa?
Perché secondo alcuni (tipo me), prima che riparta la contraerea, il nocciolo è proprio lì: sono tifoso, finito il ragionamento su tutto il bene fatto da Lotito, che al posto suo probabilmente arriverebbe di peggio, che le altre non stanno messe tanto meglio di noi, etc., poi arriva la parte sognatrice e irrazionale.
Ripeto, lo stesso Sarri ha detto che mancano dei tasselli per essere grandi e sembra che il mercato di gennaio sia addirittura fondamentale per sistemare una situazione che di per sé nessuno può definire tragica, ma che evidentemente non sta esaltando oltre misura tutti i tifosi. O no?
Quindi il discorso non è su Muriqi e durmisi stile artipoli e vignaroli, il problema è che è da tanto che il mercato non sembra risolutivo e mirato, anche se alcuni acquisti sono buoni ce ne sono altrettanti che invece sono stati ripetutamente sbagliati.
Non credo che questa critica sollevi chissà quale disperazione mostruosa, però è un dato: vogliamo migliorarci? Allora da qualche parte bisogna intervenire.
Se invece la situazione in cui siamo non desta particolari preoccupazioni, perché si parla tanto del mercato di gennaio? Perché passiamo tutto questo tempo a dire che Atalanta & co. non sono così lontane da noi?
Se veramente lo status quo raggiunto ormai da parecchi anni è così eccellente, perché si sente questo bisogno di non incappare più in mercati cervellotici e di provare a cambiare strategie?
L'arrivo (e speriamo la conferma) di Sarri dovrebbe significare che qualcosa sta cambiando, e allora vuol dire che tutto sommato c'era bisogno di un cambiamento: se tutti auspichiamo che il suo arrivo serva a migliorare le cose, perché poi diciamo che in realtà va tutto bene così?
Spesso si finisce col mischiare le lecite aspettative dei tifosi con l'analisi strutturale della gestione societaria. Il vecchio adagio recitava "la Lazio è una cosa, Lotito un'altra", ecco, credo che qui sia racchiusa la differenza tra le aspettative di un semplice tifoso e il ragionamento di un direttore d'azienda. E bada bene che almeno nel mio caso non auspico certo l'arrivo di Guardiola e di Haaland, ma solo un percorso diverso da quello intrapreso ormai da diversi anni: non perché non fosse un percorso valido, ma perché probabilmente si ha la sensazione che oltre un certo limite non vada. Un limite che secondo me non è poi così insuperabile, almeno viste le aspettative (quarto posto, percorso europeo meno altalenante).