La Lazio è ANTIFASCISTA!

Aperto da Goceano, 20 Lug 2021, 11:47

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geddie

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Esattamente, non hanno valore. Il problema originario consiste nella determinazione della composizione del famoso cerchio intermedio. Fat sostiene che il romanista medio e' migliore rispetto al Laziale medio. Che la proporzione di beceri ululatori e' di molto superiore tra i Laziali rispetto ai romanisti. Altri, tra cui io, sosteniamo che i tifosi medi si sovrappongono perfettamente. Ma mica solo nel 2022.Anche negli anni 50,60,70 e 80.i romanisti, in larga maggioranza rispetto ai Laziali, di piazza Verbano o corso Trieste erano identici ai Laziali. Frequentavano lo stadio, lo fanno ancora i discendenti, votavano MSI o DC e non si scandalizzano oggi più di tanto di fronte a una maglietta ce rievoca la marcia su Roma. Oggi come ieri. NESSUNO LO RACCONTAVA IERI, IN POCHI LO FANNO OGGI.

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Citazione di: geddie il 02 Giu 2022, 23:48
Esattamente, non hanno valore. Il problema originario consiste nella determinazione della composizione del famoso cerchio intermedio. Fat sostiene che il romanista medio e' migliore rispetto al Laziale medio. Che la proporzione di beceri ululatori e' di molto superiore tra i Laziali rispetto ai romanisti. Altri, tra cui io, sosteniamo che i tifosi medi si sovrappongono perfettamente. Ma mica solo nel 2022.Anche negli anni 50,60,70 e 80.i romanisti, in larga maggioranza rispetto ai Laziali, di piazza Verbano o corso Trieste erano identici ai Laziali. Frequentavano lo stadio, lo fanno ancora i discendenti, votavano MSI o DC e non si scandalizzano oggi più di tanto di fronte a una maglietta ce rievoca la marcia su Roma. Oggi come ieri. NESSUNO LO RACCONTAVA IERI, IN POCHI LO FANNO OGGI.

Ma guarda che Amedeo Amadei non parlava di Fascisti, eh!

Manco di democristiani e di missini!

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Comunque, ragazzi.

Io più che cerchi intermedi o anelli di trasmissione giornalistici, vedo solo ragionamenti circolari.

Siccome gira e rigira si torna a dire sempre le stesse cose - me compreso, chiaro! -  possiamo far sfumare questa discussione, serenamente.

Le posizioni ormai sono note.

Al lettore, l'ardua sentenza.

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Citazione di: Palo il 02 Giu 2022, 06:38

2) L'altra cosa che vorrei sottolineare è che Roman, Fortutudo eccetera, esistevano, avevano un proprio territorio ed una propria tifoseria. Quando parlo di analisi della distribuzione del tifo nei rioni romani, mi riferisco a questo. Dove si collocava il Roman? E dove la Fortitudo? E l'Audace? La Lazio era stata fondata a Piazza della libertà, e giocava alla rondinella, Flaminio. Immagino che potesse attirare le simpatie di quelle parti di Roma, magari o anche solo per un fatto topografico. Ma c'era tutto il resto di Roma. Con le sue squadre ed i suoi tifosi.

per ora ho trovato questo:

http://www.nuovocorrierelaziale.it/2020/02/25/la-capitale-del-calcio-se-la-roma-del-football-fosse-come-londra/

;)


Palo

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Citazione di: adiutrix il 03 Giu 2022, 15:38
per ora ho trovato questo:

http://www.nuovocorrierelaziale.it/2020/02/25/la-capitale-del-calcio-se-la-roma-del-football-fosse-come-londra/

;)


Bellissimo!
Ad di la del fatto che si dimostra che io non ci ho capito un cazzo di come si sviluppavano territorialmente le squadre a Roma.

:=))

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FatDanny

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Citazione di: geddie il 02 Giu 2022, 23:48
Esattamente, non hanno valore. Il problema originario consiste nella determinazione della composizione del famoso cerchio intermedio. Fat sostiene che il romanista medio e' migliore rispetto al Laziale medio. Che la proporzione di beceri ululatori e' di molto superiore tra i Laziali rispetto ai romanisti. Altri, tra cui io, sosteniamo che i tifosi medi si sovrappongono perfettamente. Ma mica solo nel 2022.Anche negli anni 50,60,70 e 80.i romanisti, in larga maggioranza rispetto ai Laziali, di piazza Verbano o corso Trieste erano identici ai Laziali. Frequentavano lo stadio, lo fanno ancora i discendenti, votavano MSI o DC e non si scandalizzano oggi più di tanto di fronte a una maglietta ce rievoca la marcia su Roma. Oggi come ieri. NESSUNO LO RACCONTAVA IERI, IN POCHI LO FANNO OGGI.

In realtà non ho mai scritto che il romanista medio sia migliore, questo lo hai dedotto tu.
è chiaro che se prendi un romanista di corso trieste e un laziale di corso trieste o un romanista/laziale di tuscolana non è che tra di loro cambieranno in quanto romanista/laziale.
Però non si può manco dire che il rapporto, anche solo numerico, tra romanisti e laziali sia identico per ogni zona di roma, 3:1 fisso, perché così non è.
Io ho solo dato ragione a FantaTare quando ha evidenziato l'origine culturale della Lazio e dei laziali, rispetto a quella della Roma e dei romanisti.
Però attenzione, come sempre quando si parla di tradizioni mica stiamo delineando ogni singolo individuo.
Sarebbe come dire che gli italiani sono calorosi, accoglienti e mangiano tanta pasta.
Questi aspetti hanno un'origine culturale riscontrabile e anche studiabile, ma ci sono tantissimi italiani freddi, respingenti e che non mangiano pasta perché fa ingrassare.
Nel delineare una tradizione e una parabola culturale si segue una traccia, non si sta descrivendo lo stampino del laziale, del romanista o dell'italiano.
La Lazio era la squadra di Prati e Flaminio, non di tutta Roma. Roma aveva altre squadre.

è come è stato detto prima l'insulto laziale/burino e laziale/pariolino non sono tra loro escludenti, perché delineano due differenti prese in giro e per certi versi anche due laziali differenti.
Il laziale pariolino è il laziale storico. Il laziale burino è il primo luogo comune prodotto sui laziali laddove in provincia il rapporto roma/lazio restò più o meno lo stesso mentre in città iniziava a pendere nettamente per la roma.

Questa tradizione non implica in alcun modo una maggiore propensione al fascismo, anche questo non è mai stato detto né da me né da fantatare. Semplicemente, a mio modo di vedere (fantatare dirà la sua) ad un certo punto si è prodotta una sovrapposizione che ha portato, dagli anni '70, ad una crescente identificazione con la destra e ad un corpo largo meno avvezzo alla contrapposizione perché meno radicato in certi quartieri (ossia mancò un contrappeso, che dall'altra parte invece fu in qualche modo presente anche nei tremendi anni 90 e portò al massimo ad un equilibrio tra forze diverse).

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Citazione di: Palo il 03 Giu 2022, 16:35
Bellissimo!
Ad di la del fatto che si dimostra che io non ci ho capito un cazzo di come si sviluppavano territorialmente le squadre a Roma.

:=))

st'articolo mi fa solo che rosicare.

che bello il nome, lo stemma e la storia dell'Alba, e anche quello della Fortitudo.




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Porto la testimonianza dei tempi miei. Sono nato nel 54 a Piazza San Giovanni ma subito abbiamo preso casa in viale Libia (al 150, la gallina canta). Scuola alla Ugo Bartolomei in via Asmara a due sputi da piazza Annibaliano, ovvero da corso Trieste. In classe il rapporto buoni vs cattivi era di 1 a 3 se non a 4. La prepotenza dei romanisti era veramente urticante e da quegli anni si è sviluppato un odio viscerale per quei tifosi e quei colori. Ricordo che a carnevale loro venivano a scuola spesso con la maglietta di Manfredini.

Allo stadio si andava con la 500 di papà (fortunato agente di commercio) insieme al maresciallo dei carabinieri di via gadames, al portiere del palazzo ad inizio di via Tigrè e al fruttarolo di viale Libia. Io stavo in braccio al maresciallo. Ricordo quanto mi sentii "grande" quando superai la riga (non ricordo se era rossa o verde) che stabiliva che dovevi pagare (ridotto, perché poi c'era la seconda riga sopra la quale pagavi INTERO (!!!!). E papà che si raccomandava di "farmi piccolo" per risparmiare le 80 lire del ridotto. Avevo degli amici a Monte Sacro. Per andarci si faceva il giro del mondo da via Lanciani e via Nomentana. Non si passava mai dal lato della salaria perché hic sunt leones. Dietro casa, dove ora credo ci sia un mercato coperto e dei palazzi, ricordo vagamente l'esistenza di un campo di calcio con tanto di tribune. Campo che venne smantellato più o meno negli anni a cavallo tra i 50 ed i 60 e divenne, per quasi tutta la mia infanzia, un enorme "campetto" dove si potevano svolgere senza problemi almeno 4 partite in contemporanea (ovviamente pali fatti con mattoni e/o pietre e/o cartelle). Studiando la attuale mappa si parla di piazza Gimma (tutta libera (una o due partite da piccoli) e tutto quello che c'è tra piazza Gimma Via tripolitania e via tripoli. I palazzi che si affacciavano su viale Libia non avevano nulla sul retro, se non quel campo.

Nelle partite dei piccoli (cui partecipavo io, valeva il trecornerigore).  Non ero mai capitano ma spesso, al bimbumbamleggiù, venivo scelto per primo o secondo perché sapevo tirare sia di destro che di sinistro. Al campetto il rapporto era sempre largamente tanti loro / pochi noi. Ma, siccome la cosa fondamentale era vincere, non ti bullizavano. L'enorme spiazzo, un paio di volte l'anno, veniva occupato da qualche circo. Allora ci si spostava alle case diroccate di via tripolitania a giocare a guerra con fionde e cerbottane coi cartoccetti.

Le medie, poi le feci in dei prefabbricati messi a Villa Ada da Aldo Moro, per farci una scuola confortevole per i suoi figli. Quando Giovanni, che ha l'età di mio fratello, fini la terza, la scuola è stata smantellata e non so cosa ci sia(*). Noi lasciammo Roma a settembre del 68, per trasferirci a Pescara.

(*) ora c'è la direzione nazionale di Lega ambiente

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Citazione di: Palo il 03 Giu 2022, 17:25
Porto la testimonianza dei tempi miei. Sono nato nel 54 a Piazza San Giovanni ma subito abbiamo preso casa in viale Libia (al 150, la gallina canta). Scuola alla Ugo Bartolomei in via Asmara a due sputi da piazza Annibaliano, ovvero da corso Trieste. In classe il rapporto buoni vs cattivi era di 1 a 3 se non a 4. La prepotenza dei romanisti era veramente urticante e da quegli anni si è sviluppato un odio viscerale per quei tifosi e quei colori. Ricordo che a carnevale loro venivano a scuola spesso con la maglietta di Manfredini.

Allo stadio si andava con la 500 di papà (fortunato agente di commercio) insieme al maresciallo dei carabinieri di via gadames, al portiere del palazzo ad inizio di via Tigrè e al fruttarolo di viale Libia. Io stavo in braccio al maresciallo. Ricordo quanto mi sentii "grande" quando superai la riga (non ricordo se era rossa o verde) che stabiliva che dovevi pagare (ridotto, perché poi c'era la seconda riga sopra la quale pagavi INTERO (!!!!). E papà che si raccomandava di "farmi piccolo" per risparmiare le 80 lire del ridotto. Avevo degli amici a Monte Sacro. Per andarci si faceva il giro del mondo da via Lanciani e via Nomentana. Non si passava mai dal lato della salaria perché hic sunt leones. Dietro casa, dove ora credo ci sia un mercato coperto e dei palazzi, ricordo vagamente l'esistenza di un campo di calcio con tanto di tribune. Campo che venne smantellato più o meno negli anni a cavallo tra i 50 ed i 60 e divenne, per quasi tutta la mia infanzia, un enorme "campetto" dove si potevano svolgere senza problemi almeno 4 partite in contemporanea (ovviamente pali fatti con mattoni e/o pietre e/o cartelle). Studiando la attuale mappa si parla di piazza Gimma (tutta libera (una o due partite da piccoli) e tutto quello che c'è tra piazza Gimma Via tripolitania e via tripoli. I palazzi che si affacciavano su viale Libia non avevano nulla sul retro, se non quel campo.

Nelle partite dei piccoli (cui partecipavo io, valeva il trecornerigore).  Non ero mai capitano ma spesso, al bimbumbamleggiù, venivo scelto per primo o secondo perché sapevo tirare sia di destro che di sinistro. Al campetto il rapporto era sempre largamente tanti loro / pochi noi. Ma, siccome la cosa fondamentale era vincere, non ti bullizavano. L'enorme spiazzo, un paio di volte l'anno, veniva occupato da qualche circo. Allora ci si spostava alle case diroccate di via tripolitania a giocare a guerra con fionde e cerbottane coi cartoccetti.

Le medie, poi le feci in dei prefabbricati messi a Villa Ada da Aldo Moro, per farci una scuola confortevole per i suoi figli. Quando Giovanni, che ha l'età di mio fratello, fini la terza, la scuola è stata smantellata e non so cosa ci sia(*). Noi lasciammo Roma a settembre del 68, per trasferirci a Pescara.

(*) ora c'è la direzione nazionale di Lega ambiente

Grazie, Palo :-)

Ottimo spaccato di una società che - sotto tanti punti di vista - ormai non c'è più.

Si potrebbero dire tante cose - per rimanere sul tema calcistico: il rapporto che c'era nella formazione di un giovane calciatore, tra il gioco nel campetto sotto casa, malmesso e dove vigeva la legge della giungla, e lo sviluppo di determinate qualità tecniche, psicologiche come pure fisiche.

Aprire un topic "Lazio Amarcord" potrebbe essere effettivamente una buona idea...




Citazione di: FatDanny il 03 Giu 2022, 16:35
In realtà non ho mai scritto che il romanista medio sia migliore, questo lo hai dedotto tu.
è chiaro che se prendi un romanista di corso trieste e un laziale di corso trieste o un romanista/laziale di tuscolana non è che tra di loro cambieranno in quanto romanista/laziale.
Però non si può manco dire che il rapporto, anche solo numerico, tra romanisti e laziali sia identico per ogni zona di roma, 3:1 fisso, perché così non è.
Io ho solo dato ragione a FantaTare quando ha evidenziato l'origine culturale della Lazio e dei laziali, rispetto a quella della Roma e dei romanisti.
Però attenzione, come sempre quando si parla di tradizioni mica stiamo delineando ogni singolo individuo.
Sarebbe come dire che gli italiani sono calorosi, accoglienti e mangiano tanta pasta.
Questi aspetti hanno un'origine culturale riscontrabile e anche studiabile, ma ci sono tantissimi italiani freddi, respingenti e che non mangiano pasta perché fa ingrassare.
Nel delineare una tradizione e una parabola culturale si segue una traccia, non si sta descrivendo lo stampino del laziale, del romanista o dell'italiano.
La Lazio era la squadra di Prati e Flaminio, non di tutta Roma. Roma aveva altre squadre.

è come è stato detto prima l'insulto laziale/burino e laziale/pariolino non sono tra loro escludenti, perché delineano due differenti prese in giro e per certi versi anche due laziali differenti.
Il laziale pariolino è il laziale storico. Il laziale burino è il primo luogo comune prodotto sui laziali laddove in provincia il rapporto roma/lazio restò più o meno lo stesso mentre in città iniziava a pendere nettamente per la roma.

Questa tradizione non implica in alcun modo una maggiore propensione al fascismo, anche questo non è mai stato detto né da me né da fantatare. Semplicemente, a mio modo di vedere (fantatare dirà la sua) ad un certo punto si è prodotta una sovrapposizione che ha portato, dagli anni '70, ad una crescente identificazione con la destra e ad un corpo largo meno avvezzo alla contrapposizione perché meno radicato in certi quartieri (ossia mancò un contrappeso, che dall'altra parte invece fu in qualche modo presente anche nei tremendi anni 90 e portò al massimo ad un equilibrio tra forze diverse).

Naturalmente, il rapporto 3:1 è una generalizzazione: una media.

Prendevo questo dato da quella recente indagine (criticabile o meno dal punto di vista della metodologia) pubblicata da La Repubblica (so' daaa Roma! so' daaaa Roma! 'o so, 'o so!  :beer:):
https://www.romatoday.it/attualita/quanti-romanisti-laziali-ci-sono-mappa-tifo.html

Sul perchè si sia prodotto tale squilibrio demografico, ho provato a dare una risposta - come per i "burini", come per l'origine dell'etichetta "FascioLazio" -  con l'aiuto di qualche punto d'appoggio, alcune analogie e un po' di fantasia.

Va da sè - naturalmente, ragazzi! - che in una sede come questa noi possiamo più che altro "intuire" la soluzione di un problema; "mostrarla"; ma non certo "dimostrarla", per filo e per segno.

Stiamo giocando.

Ciò non toglie, tuttavia, che l'"intuizione" abbia comunque la sua importanza decisiva: senza l'"intuizione" giusta, la "dimostrazione" finisce per essere infatti fine a se stessa, nel caso le premesse fossero corrette nella forma, ma non nella sostanza.

Insomma, amici laziali.
Un sasso l'ho (lo abbiamo) gettato.
Se poi qualcuno di realmente competente sul tema apparisse su Lazio.net e potesse dare il suo inequivocabile contributo (a supporto o a smentire la mia tesi: questo naturalmente m'interessa solo relativamente!) allora potremo discutere di qualcosa di più sicuro, oltre che di più serio.

Tutto qui.

----

Per il resto, condivido grosso modo il messaggio di FatDanny.

Per me (per me, lo dico per dire, perchè io ci metto giusto un po' di fantasia...) il passaggio fondamentale dello "Stereotipo Lazio" è:

Lazio Borghese e Romana 1900 ---> ("Fascisti Borghesi ancora pochi mesi!", 1968) ---> Lazio Fascista, 1968, "GiorgioChinagliaGridoDiBattaglia!" ---> Lazio Fascistissima, 1989 - "La Curva è Nera da decenni! ma che dico? dal 1900!".

Questo Stereotipo, però, ha senso (= esiste) soprattutto perchè dall'altra parte del Tevere - quello della Cloaca Massima - c'è un club con una Etichetta completamente differente.
Ma non poteva essere diversamente, ragazzi!
Accade sempre, così!
Dal tempo dei Sumeri e di Babilonia!
Avete mai visto una città con due Guelfi Bianchi o un film con due Buoni senza il Cattivo?

Ecco, allora, che la ASR infatti è/non è:

ASR Nazional-Popolare, 1927 ---> "Lotta di classe, Potere alle Masse!", 1968 ---> ASR Comunista, 1968, "MaQualeBerlinguer!MaqualeIngrao!Falcao!Falcao!IlNostroMao!" ---> Roma Fascistella, 1989, "Ma te lo ricordi, quando c'erano i Fedayn e i Cucs, in Sud? La Nord, ce li aveva? Noi sì!"   

Citazione di: adiutrix il 03 Giu 2022, 15:38
per ora ho trovato questo:

http://www.nuovocorrierelaziale.it/2020/02/25/la-capitale-del-calcio-se-la-roma-del-football-fosse-come-londra/

;)

Grande, adiutrix!

Bella pescata.

Sarebbe interessante sapere se qualcuno ci abbia mai scritto un vero e proprio libro, su questo argomento...

-----

Già da questo articolo, comunque, si capisce bene come "Calcio e Società" siano (da sempre) indissolubili: classe economica e ceto culturale naturalmente - sino alla lotta politica dei grandi movimenti organizzati, parlamentari e extraparlamentari (1918-1989) - finivano per dare un'impronta alla  nomea del club, originariamente radicato in un determinato quartiere della Capitale; più o meno nobile, più o meno borghese (laico, religioso, liberale, democratico, conservatore, etc), più o meno popolare (cristiano-sociale, socialista, comunista, nazionalista, etc etc).
È chiaro che si ragiona per "modelli", dunque per generalizzazioni (all'interno del medesimo quartiere, allora, ci si trovava poi un po' di tutto - pure nello stesso palazzo, se non si abitava in una zona fortemente elitaria).
L'anima "politico-culturale" di un quartiere, però, c'era: e questa poi si riversava - nel discorso pubblico, soprattutto borghese sino agli anni '30 - sulla fama della squadra calcistica locale. Nel bene - e nel male.

Il punto sta nel fatto che a fare la Storia (pure quelle delle società di calcio) sono quasi sempre le "Minoranze Organizzate e Rumorose" - se non in prima battuta, nel pieno dell'orgasmo rivoluzionario, quantomeno nel medio e lungo periodo.
È in nome di queste "Minoranze" infatti (padri fondatori, ideologi, dirigenti, comunicatori, gruppi scelti, etc etc etc SINO agli Ultras) che si distribuiscono etichette e nascono gli stereotipi, che poi inevitabilmente finiscono, nel bene e nel male, ad appiccicarsi sopra la schiena, di una intera comunità. Che ne gode. O ne subisce gli effetti, indifesa.

È chiaro allora che non esista un club solo aristocratico; solo borghese; solo popolare, etc etc etc - questo soprattutto in seguito alla popolarizzazione del Calcio Italiano, che partirà solo negli anni '30, per prendere definitivamente il posto del Ciclismo (Rosa come la Gazzetta) nel cuore della povera gente solamente negli anni '50, sino alla popolarità assoluta del gioco nei decenni successivi (1968-2006).

Tuttavia (gli stigmi, le etichette, gli stereotipi: che nascono verosimili ma muoiono - se muoiono! - distorti o peggio falsi) sono inevitabili e accompagnano i gruppi umani (le comunità) dalla notte dei tempi. Piaccia - o non piaccia.

Se riflettiamo sul fatto che tutti noi non facciamo altro che ragionare per "stereotipi" (a meno di non concentrarci analiticamente su un problema, provare ad intuirne la vera natura, disporre di qualche documento significativo: ma ciò costa tempo e fatica e non è possibile farlo sempre - dunque, lo si fa quasi mai) per "stereotipi" ragioniamo su Tare, su Sarri, su Lotito, su Gravina etc etc etc sui romanisti e su noi stessi, i Laziali - si capisce bene allora come vada il mondo e come possa essere possibile che un Club "Ente Morale" come la Lazio (Borghese Democratico dal 1900, Fascista dal 1968 , Fascistissimo dal 1989 = questa non è nè la realtà, nè pura menzogna = è uno stereotipo) possa essere finito per essere etichettato nel 2022 dall'opinione pubblica come "Fascista".
Uno degli Stigmi Sociali più infamanti del XXI secolo, ancor più che in quello precedente, quando un partito come l'MSI poteva democraticamente concorrere alle elezioni della Repubblica Italiana, senza che questo provocasse grandissimo scandalo, nè quotidiane richieste di scioglimento del partito stesso.
Molti italiani erano stati fascisti, durante gli anni del regime: più o meno convinti, la maggior parte; alcuni neo- lo erano ancora: e si prendeva atto di ciò, nella cornice naturalmente di una democrazia repubblicana, con i pregi e difetti di un regime e di una società di massa.
(qualcuno, neo- neo- fascista, lo è pure oggi... ma, per me, occhio a non generalizzare!)


Palo

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FantaTa', te sei impicciato!

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Citazione di: purple zack il 03 Giu 2022, 16:54
st'articolo mi fa solo che rosicare.

che bello il nome, lo stemma e la storia dell'Alba, e anche quello della Fortitudo.
A me ogni volta che vedo quello sciacallo con le tette pendule, mi viene troppo in mente il trigoria e mi va in aceto.
Vuoi mettere la nostra aquila?

FantaTare

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Citazione di: Palo il 03 Giu 2022, 18:01
FantaTa', te sei impicciato!

Ma no, Palo! :-)

Per me sarebbe un piacere, leggere testimonianze di questo tipo.
Per certi aspetti, allora... pure un "lavoro"!  : D

Avevo preparato qualcosa, in occasione della morte di Pino Wilson.
L'idea era la stessa: aprire un Topic legato alla "Memoria" della Lazio.
Del resto... gli storici, interpretano la storia: ma sono le persone naturalmente a conservarne il Ricordo, la Memoria, intrecciando i propri vissuti autobiografici (il tuo racconto) con quanto accade nella vita pubblica (da una partita di calcio allo stadio alle cosiddette date da ricordare, sul calendario laico o religioso che sia - Viva la Repubblica! Viva i Santi Marcellino e Pietro! sempre il 2 giugno, eh! io ricordavo solo la Repubblica! non mi risultano anniversari Laziali, però!).

Un topic sulla "Memoria" della Lazio, dunque, non sarebbe tanto lo spazio della Società Sportiva, nè tantomeno della ricerca storica sulla Lazio (WLazioWiki!).
Un topic del genere sarebbe, semplicemente, lo spazio del Forum dedicato a coloro senza i quali la S.S. Lazio non sarebbe mai esistita, non esisterebbe e non esisterà mai: i suoi Tifosi.

Del resto - in questa Comunità - noi parliamo di tutti e di tutto.

Tranne che di Noi - Di Noi e della Lazio.

Curioso, no?

----

Se proprio si volesse fare una cosa fatta bene, però, gli spazi dovrebbero essere due - due "contenitori" in grado di "riunire" fatti e personaggi diversi, legati tuttavia dallo scorrere del Tempo. Nonchè - e soprattutto - dal fatto di appartenere dal 1900 a un Comune Destino (quello Laziale).

La "Storia" della S.S. Lazio.

La "Memoria" della  S.S.Lazio.

Ma pure uniti assieme... perchè no?

----

Me piace.

Suona bene  :=))

Si tratterebbe solo di impostare lo spazio.

Poi - se funziona -  va da sè...


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Ma c'è Lazio Wiki che è una meraviglia. Al più si potrebbero pubblicare, magari a puntate, alcuni dei lavori fatti da loro e, se possibile e utile, arricchirli con Mini testimonianze dirette. O anche con interventi "non totalmente reali" tipo in famosissimo intervento, riportato dallo storico Netter Guy Montag, sull'idiotina.

FantaTare

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Citazione di: Palo il 03 Giu 2022, 18:31
Ma c'è Lazio Wiki che è una meraviglia. Al più si potrebbero pubblicare, magari a puntate, alcuni dei lavori fatti da loro e, se possibile e utile, arricchirli con Mini testimonianze dirette. O anche con interventi "non totalmente reali" tipo in famosissimo intervento, riportato dallo storico Netter Guy Montag, sull'idiotina.

Anche, Palo, certo!
Sì.
Bisognerebbe capire come organizzare il topic.

-----

Io tuttavia pensavo anche a un contenitore di notizie, ad esempio.
Tipo: esce notizia su Signori, su Oddi, su Poli, su Piola, sulla Nostra Storia etc etc etc: la prendiamo e la mettiamo lì.
In modo da alimentare lo spazio anche con l'attualità.
Temi diversi, ma tutto si terrebbe assieme: perchè parte del vissuto della Lazio.

----

Ma si potrebbe parlare anche di  Calcio, pur sempre dalla nostra prospettiva - c'erano anche gli avversari, no?
Chi era, per il Laziale, Maradona?
E Rivera?
E Platini?
E Riva?
E Baggio?
E Totti (pure lui...)? etc etc etc.
Ma anche: Lazio-Verona, 1. giornata Serie A 2022/2023: e giù un amarcord, se qualcuno magari ha un legame che lo unisce con quella partita, già giocata in passato. E così via...

----

Si può partire - come dici bene tu - pure da questo o quel personaggio o evento, per ricordarlo assieme.
Magari, partendo proprio dalla benemerita LazioWiki.

----

Soprattutto, però, mi interesserebbe leggere i nostri racconti di Lazio; gli aneddoti; la conoscenza di qualche Mito Laziale; l'esperienza di una partita, di una trasferta; ancora meglio, la condivisione di qualche foto d'epoca! di qualche documento! di un cimelio![/i].

----

Nella Storia c'è Tutto.

Qualcosa insomma che si desidera condividere, di quella parte del Tutto che, per noi, è la Lazio




FantaTare

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Citazione di: Palo il 03 Giu 2022, 18:31

Citazione di: FantaTare il 03 Giu 2022, 18:54
Anche, Palo, certo!
Sì.
Bisognerebbe capire come organizzare il topic.

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Io tuttavia pensavo anche a un contenitore di notizie, ad esempio.
Tipo: esce notizia su Signori, su Oddi, su Poli, su Piola, sulla Nostra Storia etc etc etc: la prendiamo e la mettiamo lì.
In modo da alimentare lo spazio anche con l'attualità.
Temi diversi, ma tutto si terrebbe assieme: perchè parte del vissuto della Lazio.

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Ma si potrebbe parlare anche di  Calcio, pur sempre dalla nostra prospettiva - c'erano anche gli avversari, no?
Chi era, per il Laziale, Maradona?
E Rivera?
E Platini?
E Riva?
E Baggio?
E Totti (pure lui...)? etc etc etc.
Ma anche: Lazio-Verona, 1. giornata Serie A 2022/2023: e giù un amarcord, se qualcuno magari ha un legame che lo unisce con quella partita, già giocata in passato. E così via...

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Si può partire - come dici bene tu - pure da questo o quel personaggio o evento, per ricordarlo assieme.
Magari, partendo proprio dalla benemerita LazioWiki.

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Soprattutto, però, mi interesserebbe leggere i nostri racconti di Lazio; gli aneddoti; la conoscenza di qualche Mito Laziale; l'esperienza di una partita, di una trasferta; ancora meglio, la condivisione di qualche foto d'epoca! di qualche documento! di un cimelio!.

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Nella Storia c'è Tutto.

Qualcosa insomma che si desidera condividere, di quella parte del Tutto che, per noi, è la Lazio.

Pensiamoci su  :beer:

adiutrix

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dall'articolo del nuovo corriere laziale comunque esce fuori che nella fusione c'era il roman che rappresentava una parte dell'aristocrazia e della finanza di Roma che oltre i soldi portò pure i colori per la nuova società e quindi verrebbe a cadere pure il fatto che loro rappresentano la Roma popolana.
Dato per scontato che gran parte della popolazione era fascista, sia laziali che romanisti, andrebbe messo in evidenza che il loro simbolo, la Lupa era una vera espressione del fascismo.  "I figli della lupa" era una loro definizione oltre che un inquadramento per i bambini nell'opera Balilla.

Già ho scritto che il loro Renato Sacerdoti, già presidente del Roman e secondo presidente dell'as,  era un fervente fascista della prima ora.

Per quanto riguarda la disparità del numero di tifosi tra noi e loro, ebbene questa c'è sempre stata sin dal momento della loro fusione. Loro sono il frutto di 7 società rispetto a una, la nostra Lazio.
Riporto a riguardo dal libro "Lazio Patria Nostra" del grande laziale Mario Pennacchia, in occasione del primo derby disputato della capitale, l'8 12 1929:
"La roma è la concentrazione di tutto l'orgoglio che prima era come frantumato e diviso fra le sette Società che le hanno dato vita. E si capisce che anche la schiera dei tifosi giallorossi è più vasta, perché raccoglie quasi tutti coloro che prima avevano inneggiato all'Alba e alla Fortitudo, alla Juventus e all'Audace, alla Romana, alla Pro Roma e al Roman."

FantaTare

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Citazione di: adiutrix il 03 Giu 2022, 19:12
dall'articolo del nuovo corriere laziale comunque esce fuori che nella fusione c'era il roman che rappresentava una parte dell'aristocrazia e della finanza di Roma che oltre i soldi portò pure i colori per la nuova società e quindi verrebbe a cadere pure il fatto che loro rappresentano la Roma popolana.
Dato per scontato che gran parte della popolazione era fascista, sia laziali che romanisti, andrebbe messo in evidenza che il loro simbolo, la Lupa era una vera espressione del fascismo.  "I figli della lupa" era una loro definizione oltre che un inquadramento per i bambini nell'opera Balilla.

Già ho scritto che il loro Renato Sacerdoti, già presidente del Roman e secondo presidente dell'as,  era un fervente fascista della prima ora.

Per quanto riguarda la disparità del numero di tifosi tra noi e loro, ebbene questa c'è sempre stata sin dal momento della loro fusione. Loro sono il frutto di 7 società rispetto a una, la nostra Lazio.
Riporto a riguardo dal libro "Lazio Patria Nostra" del grande laziale Mario Pennacchia, in occasione del primo derby disputato della capitale, l'8 12 1929:
"La roma è la concentrazione di tutto l'orgoglio che prima era come frantumato e diviso fra le sette Società che le hanno dato vita. E si capisce che anche la schiera dei tifosi giallorossi è più vasta, perché raccoglie quasi tutti coloro che prima avevano inneggiato all'Alba e alla Fortitudo, alla Juventus e all'Audace, alla Romana, alla Pro Roma e al Roman."

Tutto giusto, adiutrix :-)

Purtroppo il problema (drammaticamente!) non è la realtà per quella che è (la Storia): ma per come viene ricordata dalle persone (la Memoria), che poi sulla base di questa agiscono, e costruiscono il mondo in cui tutti noi viviamo.

I libri di Storia (e LazioWiki) li leggiamo in 100, adiutrix.
Il restante 1.000.000 vive come se questi non esistessero.
Spero di aver reso l'idea!

Sulla disparità numerica, bisognerebbe semplicemente intendersi sulle proporzioni.
È sempre stata mediamente di 3:1?
Oppure è aumentata nel tempo?

Palo

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Citazione di: Palo il 03 Giu 2022, 17:25
Porto la testimonianza dei tempi miei. Sono nato nel 54 a Piazza San Giovanni ma subito abbiamo preso casa in viale Libia (al 150, la gallina canta). Scuola alla Ugo Bartolomei in via Asmara a due sputi da piazza Annibaliano, ovvero da corso Trieste. In classe il rapporto buoni vs cattivi era di 1 a 3 se non a 4. La prepotenza dei romanisti era veramente urticante e da quegli anni si è sviluppato un odio viscerale per quei tifosi e quei colori. Ricordo che a carnevale loro venivano a scuola spesso con la maglietta di Manfredini.

Allo stadio si andava con la 500 di papà (fortunato agente di commercio) insieme al maresciallo dei carabinieri di via gadames, al portiere del palazzo ad inizio di via Tigrè e al fruttarolo di viale Libia. Io stavo in braccio al maresciallo. Ricordo quanto mi sentii "grande" quando superai la riga (non ricordo se era rossa o verde) che stabiliva che dovevi pagare (ridotto, perché poi c'era la seconda riga sopra la quale pagavi INTERO (!!!!). E papà che si raccomandava di "farmi piccolo" per risparmiare le 80 lire del ridotto. Avevo degli amici a Monte Sacro. Per andarci si faceva il giro del mondo da via Lanciani e via Nomentana. Non si passava mai dal lato della salaria perché hic sunt leones. Dietro casa, dove ora credo ci sia un mercato coperto e dei palazzi, ricordo vagamente l'esistenza di un campo di calcio con tanto di tribune. Campo che venne smantellato più o meno negli anni a cavallo tra i 50 ed i 60 e divenne, per quasi tutta la mia infanzia, un enorme "campetto" dove si potevano svolgere senza problemi almeno 4 partite in contemporanea (ovviamente pali fatti con mattoni e/o pietre e/o cartelle). Studiando la attuale mappa si parla di piazza Gimma (tutta libera (una o due partite da piccoli) e tutto quello che c'è tra piazza Gimma Via tripolitania e via tripoli. I palazzi che si affacciavano su viale Libia non avevano nulla sul retro, se non quel campo.

Nelle partite dei piccoli (cui partecipavo io, valeva il trecornerigore).  Non ero mai capitano ma spesso, al bimbumbamleggiù, venivo scelto per primo o secondo perché sapevo tirare sia di destro che di sinistro. Al campetto il rapporto era sempre largamente tanti loro / pochi noi. Ma, siccome la cosa fondamentale era vincere, non ti bullizavano. L'enorme spiazzo, un paio di volte l'anno, veniva occupato da qualche circo. Allora ci si spostava alle case diroccate di via tripolitania a giocare a guerra con fionde e cerbottane coi cartoccetti.

Le medie, poi le feci in dei prefabbricati messi a Villa Ada da Aldo Moro, per farci una scuola confortevole per i suoi figli. Quando Giovanni, che ha l'età di mio fratello, fini la terza, la scuola è stata smantellata e non so cosa ci sia(*). Noi lasciammo Roma a settembre del 68, per trasferirci a Pescara.

(*) ora c'è la direzione nazionale di Lega ambiente
https://www.romasparita.eu/foto-roma-sparita/45143/viale-libia-5





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FantaTare

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Citazione di: Palo il 04 Giu 2022, 08:48
https://www.romasparita.eu/foto-roma-sparita/45143/viale-libia-5





Grazie, Palo!

Su quei campetti - con la "palla matta" - si imparava a "dribblare", a "controllare" il pallone, a "valorizzarlo" in un contesto sempre difficile; dopo aver visto giocare allo stadio (o immaginato da una figurina oppure la foto di una rivista, a parte uno spezzone in televisione) campionissimi come Omar Sivori e Gianni Rivera, col mitico numero 10 sulle spalle.

Questo per quanto riguarda i giocatori più tecnici, dal punto di vista offensivo: classe e fantasia.
Ma tanto ci sarebbe dire, pure sugli altri ruoli - e il Gioco del Calcio in generale in Italia alla metà degli anni '50: dentro, come fuori dal campo!

Per non parlare dell'Italia e della città di Roma.
E della Lazio del tempo, ovviamente.

Ad esempio - rapportato alla nostra Lazio, fra i tanti temi possibili - ci potresti raccontare chi erano i tuoi idoli all'epoca, a partire dalla data di un tuo ricordo: e perchè, lo erano.
Così come qualcun altro potrebbe condividere la sua esperienza, di quella stessa epoca di storia italiana, romana e di Calcio: per fare un confronto.
Oppure, paragonare quel periodo con un altra fase storica, naturalmente.

Il tutto: a partire da un paio di foto, come quelle che hai condiviso tu.

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Cercherò di proporre uno spazio dedicato, appena possibile: vedremo, poi, se funzionerà  ;)

rozzoni1953

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Dopo i due precedenti interventi sulla tifoseria laziale dal 1965 al 1969, chiudo con le mie esperienze ed impressioni dei primi anni Settanta. Il campionato 70-71 si chiude con un'amara retrocessione. Il clima del famoso muretto è più meno sempre lo stesso con una platea simpatica e scanzonata. Un mio amico romanista, tesserato per i giallorossi, si abbona anche con noi affermando:"Qui nella vostra curva mi diverto come un matto, dieci volte più che in quella della Roma". Il successivo campionato di serie b vede l'arrivo di Tommaso Maestrelli al posto dell'amatissimo Lorenzo. Contestazione furiosa per mesi verso il nuovo tecnico ( anch'io sono nel gruppo, a dimostrazione di quanto noi tifosi possiamo essere stupidi nel farci trasportare nei giudizi). Il 14 novembre 1971 fanno il loro debutto i COMMANDOS Monteverde, primo gruppo a Roma con caratteristiche proto ultras, un termine che, attenzione!, prenderà piede solo verso la metà del decennio. Conosco diversi ragazzi dei Commandos (nome ripreso dal gruppo Commandos Tigre del Milan n.d.r) e partecipo con loro a diverse trasferte (memorabile quella ad Arezzo). Il loro striscione lunghissimo si posiziona sotto il muretto dove ancora campeggia il mio "Ora e sempre forza Lazio" che da circa 5 anni è lì posizionato (chi lo vuole vedere controlli su Laziowiki la partita Lazio Catania al Flaminio dell'8 ottobre 1967, con la foto del goal vincente di Pierino Cucchi n.d.r) In quel 1971 i fermenti della politica iniziano a lievitare sospinti anche da una partecipazione nuova dei giovani . Cresce l'MSI con le amministrative e nell'anno successivo raddoppia i consensi nelle politiche sfiorando i 3 milioni di voti. La risposta romana nella circostanza è sostanziosa. Attenzione, ricordo che la maggior età al tempo è fissata ai 21 anni (io classe '53, voterò per la prima volta al referendum sul divorzio all'epoca del nostro scudetto 1974). Il campionato si conclude con il ritorno nella massima serie. La banda Maestrelli stupisce l'Italia con un gioco sensazionale. "Lazio squadra simpatia", titolano i giornali e settimana dopo settimana i biancocelesti si avvicinano all'impresa più incredibile: lo scudetto. Seguo in trasferta quasi tutte le partite , soffermandomi qui sulle ultime tre della stagione. A Torino, esce fuori un faticoso pareggio con i granata, con rigore di Pulici parato dal nostro Pulici, ma con goal regolare di Garlaschelli non convalidato. All'ingresso del Comunale, siamo vittime di una sassaiola (forse qualche ruggine di un paio d'anni prima), ma non vi sono grandi danni. Bologna: qui troviamo un ambiente più che ostile. A Bologna si sa che la Juventus conta una moltitudine di tifosi e si sussurra che i rossoblu abbiano avuto promesso un premio a vincere da Torino, (la Juve concorreva per lo scudetto n.d.r). Per la prima volta in vita mia assisto al sequestro delle aste delle bandiere. Ma a parte questo  assisto con i miei occhi al più sciagurato, idiota, autolesionista striscione che si potesse esibire in quel contesto, in quella città rossa, e in quella decisiva partita. Lo striscione laziale recita: "Boia chi molla!" slogan lanciato all'epoca  a Reggio Calabria da una clamorosa rivolta dei neofascisti locali. Quello che succede a Napoli, poi, nell'ultimo turno, non riscontra per me connotazioni politiche, ma un'ostilità che viene da ruggini lontane tra le due tifoserie. A Napoli s'inneggia a gran voce alla Juventus!
Tornando alla politica nella curva , e nelle curve direi, cresce più che altro la violenza in modo esponenziale così come nelle strade, nelle scuole ecc. Il mio striscione passa all'esterno del muretto e al suo posto appare quello di AQUILE. Si passa quindi alla stagione successiva e alla partita di Coppa Italia del 9 agosto 1973 che segna uno spartiacque tra le due tifoserie della capitale. E' una sera caldissima quella in tutti i sensi. Ho con me i due fratelli piccoli di dodici anni e come accaduto nei due derby precedenti cerchiamo un posto nella Sud, versante Tevere. Gruppi di laziali sono con noi ma capiamo presto che sta succedendo qualcosa di mai visto allo stadio. All'ingresso come le forche caudine tifosi della Roma armati di bastoni cominciano a colpire qualsiasi laziale passi nei paraggi. A guidare questi [...] noto quattro giovani con elmetto nazista pitturato di giallorosso. Riusciamo a fuggire entrando in una stanza dove troviamo dei poliziotti con mitra spianato: è il luogo dove viene consegnato l'incasso della partita!cazzo! uno spavento dopo l'altro! Era successo che la gran parte dei nostri tifosi aveva scelto di andare alla Nord. La comunicazione allora di queste cose non esisteva se non con  appelli sul Corriere dello Sport del giorno prima e in quella occasione non si era segnalato nulla di dove concentrare la tifoseria. Interverrà di lì a poco il questore che deciderà la divisione delle curve in occasione delle stracittadine.
Ormai la violenza cresce sempre di più, alla scazzottata si uniscono i calci in faccia, le cinghiate: uno schifo senza pari. E' cosi che la destra che trova poco spazio  all'università, nelle scuole, nelle strade, trova la sua possibilità, la sua vetrina ideale allo stadio (analisi esatta quella di Quintino nelle pagine precedenti). Quei cori, quelle canzonette allegre degli anni precedenti sono sostituti dal lugubre "Devi morire, devi morire!". Addio al mio caro striscione (che conservo ancora), anche "Aquile" passa in secondo piano e  sul muretto appare quello della Folgore.
1973 o 1974 su Panorama vi è un inchiesta sulla situazione della crescente violenza politica a Roma. Ricordo perfettamente questa frase, "Beppe il roscio" e "Roccia" (i due picchiatori fascisti più noti dell'epoca n.d.r.)  sono tifosi romanisti e quando vanno allo stadio si trovano spesso in imbarazzo in curva Sud.
Il 22 ottobre 1975 è in programma per la Coppa Uefa l'incontro con il Barcellona di Cruyff. Nei giorni precedenti il dittatore Franco ordina l'esecuzione tramite garrota di cinque antifascisti. La Lazio, con il presidente Lenzini, che rinuncia ad un incasso favoloso, ma anche la squadra compatta con il suo allenatore in testa si rifiutano di giocare in segno di protesta. Un grande esempio quello che non fu seguito da altre squadre europee impegnate con compagini iberiche. Nel 1976, stanco del becerume che si era instaurato in curva, decisi di trasferirmi in Tevere e lì ancora oggi alle soglie dei settant'anni grido ancora "Ora e sempre FORZA LAZIO!".

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