Citazione di: FatDanny il 06 Giu 2022, 06:34
Dipende come le intendi polipo.
Anche la pianificazione mica è esclusiva degli stati socialisti, lo stato liberale pianifica e investe.
Quindi in un caso come nell'altro la peculiarità non è nella definizione ma in come lo fai.
Se sono misure a vantaggio del capitale o del lavoro.
Un esempio è proprio il reddito di cittadinanza: se è molto basso va a vantaggio del capitale, mantenendo in vita l'esercito di riserva ma senza concorrere coi salari.
Se è alto va a vantaggio di chi lavora perché indirettamente aumenta il valore soglia del salario minimo impedendo il ricatto dei salari bassi.
E ancora: se impone di accettare qualsiasi offerta di lavoro è a vantaggio del capitale, perché presenta il ricatto in altra forma.
Se invece ha condizionalità stringenti è a favore di chi lavora.
E così via...
Il film di Loach "I am Daniel Blake" mostra invece proprio le storture immonde del sistema workfaristico in UK, in particolare a causa della privatizzazione di un servizio che dovrebbe essere esclusivamente in capo allo stato. E per altro, come riportato dallo stesso Loach, ha indorato la pillola perché se avesse messo molti i casi che si è trovato di fronte molti non avrebbero creduto realistico il film.
Perché il nostro immaginario, ancorato agli anni 80 e 90 (non a caso certi prodotti revival vanno alla grande) è decisamente meglio della realtà odierna.
Bellissimo film, quello di Loach, che mette in luce uno degli aspetti più controversi del mercato del lavoro e di come si sia deteriorato il sistema del welfare qui in UK negli ultimi 12 anni, da quando il Labour aveva perduto la guida del Paese e aveva lasciato spazio prima alla coalizione tory-liberal e poi al peggior tory populista, che parla alla pancia del Paese (vedi brexit) e non combina niente di buono.
Sperabilmente, alle prossime elezioni, una valanga di voti contrari li toglierà di mezzo per qualche anno.
Ad ogni modo, la situazione, perdonami l'ovvio, è un po' più complessa di un film, e si presta a diverse letture, a seconda dei propri punti di vista. Dal tuo punto di vista, se mi consenti di semplificare le cose, è l'ennesima situazione di conflitto tra capitale e lavoro.
Ma l'economia inglese (e il modello liberale che persegue, con tutte le limitazioni che vengono con qualsiasi implementazione), che ci piaccia o meno, offre invece opportunità anche a chi ha solo il lavoro dalla sua, e nessun capitale di partenza.
Prendere atto di questa differenza fondamentale tra Inghilterra e -per esempio- Italia consente poi di capire dove le divergenze aumentano e le letture marxiane risultano quanto meno parziali.
Perchè è vero che il mercato del lavoro in Inghilterra è duro (semplifico: si lavora parecchio, ma davvero tanto, con standard che in Italia non sono concepibili, anche perchè qui si misura davvero l'efficienza, non la sola presenza, e si puo esser licenziati con un SMS), ma è un mercato che si sviluppa in una economia avanzata, dove si valorizzano conoscenza, innovazione ed anche sfacciataggine (la famosa chutzpah), se vuoi, ma che di fatto consente di avere un'occupazione quasi piena, una continua ricerca di personale, salari che crescono (anche se non come l'inflazione, ma questo è vero ovunque), e condizioni di lavoro -la dove possibile- molto più flessibili e vantaggiose per il lavoratore che in Italia, che sarà pure schiava di Roma, ma a me pare invece schiava di nepotismi, raccomandazioni, pregiudizi e tutti queti fattori che ammazzano un'economia moderna.
Il tutto, poi (e lo so che non è monetarizzabile, ma insomma è importante), avviene mentre si salvaguarda i diritti delle minoranze, delle donne, e c'è una cultura del rispetto e della tolleranza che da noi in Italia ancora ci sogniamo, se è vero -come è vero- che il "politically correct" e l'"health and safety" qui ormai sono accettati e rispettati, in Italia invece sono ancora materiale su cui si costruiscono carriere da zelig, alla faccia dei morti sul lavoro e di una società violenta contro donne, bambini, persone vulnerabili che dovrebbe farci tutti riflettere.
Per tornare al discorso del mercato del lavoro, il salario minimo e le varie integrazioni (per esempio la London allowance, etc) qui hanno aiutato l'economia a crescere, a puntare sull'innovazione, e certamente non dico tutti (perchè poi qui in alcune parti dell'Inghilterra c'è una fetta significativa della popolazione che vive solo di benefit, da generazioni), ma moltissimi ne hanno beneficiato e ne beneficiano tuttora.
Poi brexit e covid non hanno aiutato e non aiutano, e l'incertezza sui mercati internazionali, che in Italia si sente meno per tanti motivi, qui si sente eccome. Ma in tutto questo, il lavoro è certamente più valutato e rispettato che da noi in Italia, dove appunto l'imprenditoricchio tipico si lamenta che il reddito di cittadinanza non gli consenta di trovare lavoratori, senza che gli passi per l'anticamera del cervello che, se vuole fare impresa, dovrebbe lavorare su altri parametri, non sulla fame e sul ricatto da esercitarsi sulla forza lavoro.