La mia recente esperienza di tiroidectomia totale mi ha fatto sperimentare due situazioni particolarmente dure. Come accennavo nel precedente post, quella che mi ha procurato un dolore molto forte è stata l'estrazione del tubo di drenaggio che era stato fissato alla fine della cicatrice, che terminava sulla parte bassa del collo sul lato destro. Il fatto che sia una zona in cui i tessuti sono sensibili per via delle innumerevoli terminazioni nervose ha, secondo me, amplificato il dolore percepito. Poi, avendolo tenuto 3 giorni, alla base si era incrostato tutto e mi è stato tolto senza neppure inumidire la zona.
Oltre al dolore, tuttavia, c'è la sensazione di oppressione delle vie respiratorie, dovuta intanto alla posizione supina da mantenere nelle prima ventiquattrore, ma - nel mio caso - dovuta soprattutto ad un consistente ematoma che si è formato nelle ore successive all'intervento che ha creato un grumo di materiale di vario genere che mi faceva respirare con grande difficoltà. Infatti, per evitare rischi di embolia polmonare sono stato ricondotto in sala operatoria la sera stessa per rimuovere quei grumi dalla gola e pulire, rivedendo l'emostasi, la ferita.
Ma il dolore più insopportabile lo provai tanti anni fa, durante il corso, quando venni colpito di striscio ad un avambraccio da un proiettile esploso per errore da un collega. Un dolore bruciante, fitto, intenso, come se mi avessero infilzato con una lama infuocata.
Terribile, credetemi.