Dopo tanti anni riusciamo con mio fratello a riportare papà allo stadio, complice anche la presenza del nipotino. E' stato abbonato per tanti anni, dalla fine degli anni 80 fino alla seconda metà degli anni 90.
Durante la camminata verso lo stadio borbotta che dal divano la partita si vede meglio e che comunque è un'ammazzata.
Litiga un pò con tornelli e nuove tecnologie, sto biglietto digitale sul telefono da passare sotto allo scanner è un pò indigesto.
Ci sediamo ai nostri posti (gli abbiamo preso il biglietto accanto a noi) e l'emozione di mio figlio un pò lo scioglie, gli fa vedere dove eravamo abbonati io e lui tanti anni fa, gli compra le patatine e l'acqua e cantano insieme l'inno prima della gara.
Poi giochiamo.
E' teso, la partita non si sblocca. A casa invece, molto probabilmente, si sarebbe già addormentato sul divano. Qui no, la soffre.
Segna Immobile e fa uno scatto in piedi che non credevo avesse più nelle sue corde, forse l'ultima volta che gliel'ho visto fare è stato al gol di Lulic. Impazzisce con il nipote in braccio e insieme gridano il nome del Capitano.
Si fa dura, non la chiudiamo e abbiamo diverse occasioni per farlo, ogni volta che arriviamo davanti alla porta papà tira da seduto e si incazza perchè in campo non fanno lo stesso. Ogni volta che il Verona arriva davanti alla porta lo sguardo di papà viene stranamente catturato da qualcosa in Curva Nord o, più semplicemente, fra i suoi piedi per poi tornare sul campo con la palla già sul fondo o fra le manone di Provedel.
La chiude il Mago, esultanza liberatoria e poi si canta l'inno, sempre con il nipote vicino e la sciarpa in mano.
Di solito, con mio fratello e gli altri due amici non ci soffermiamo più di tanto dopo il fischio finale ma papà sembra quasi non voler andare via. Quando lo speaker annuncia la riapertura della campagna abbonamenti mi guarda ma non dice niente.
Sulla via del ritorno decidiamo di andare a mangiare una pizza da Zi Roberto a Vitinia, un bel covo di Laziali.
Lo riaccompagniamo a casa e ci saluta un pò stanco ma indubbiamente sorpreso dall'essersi divertito.
E niente, stamattina papà sta con i soldi in mano ad aspettare che riaprano la vendita degli abbonamenti.
