prendo come al solito una fonte del campo atlantico vicina al mondo produttivo italiano (quello che conta, il piccolo imprenditore non conta una mazza e se vuole segue, sennò si fotta): mentre sul corriere di oggi Imarisio si chiede se le sanzioni funzionino, Rampini e Taino nello speciale Economia del lunedì approfondiscono.
Al di là delle variazioni di breve periodo, il ciclo pende ad Oriente, il destino si gioca in Cina e Putin l'ha capito da tempo, Mosca guadagna più di prima assieme a sauditi, norvegesi e indonesiani, la guerra può andare avanti a lungo se i termini restano questi perché in realtà, nonostante le sanzioni al momento la Russia ci guadagna addirittura di più.
Non penso che il corriere possa essere accusato di essere schiacciato sulla narrazione putiniana insieme a DJ.
La proposta è affidata a El-Erian (si preferisce sempre far parlare un esperto esterno, sembra più distaccato): le sanzioni vanno mantenute, ma occorre sostenere corposamente i cittadini più vulnerabili.
Perché? Perché sarà anche più complicato ma il grosso tema su cui si gioca la guerra è quello che dicevo.
La Russia lo sa e infatti il suo attacco più vigoroso lo porta avanti col gas, non coi missili.
Qui noi parliamo di bollette da 200 a 800 ma io ho fatto un giro tra le attività di zona e il differenziale mette i brividi: esercizi che pagavano 2500 oggi ne pagano 12000, magari per via dei frigoriferi.
Su tutti i prodotti stagionati c'è un rincaro di circa 40 cent ogni 2 o 3 giorni.
Occhio che negli ultimi venti-trent'anni ci siamo abituato a fare la storia in base alle narrazioni.
Un po' la sconfitta del comunismo, un po' la moda post-strutturalista hanno fatto si che il dato materiale passasse in subordine e che tutto sembrasse deciso unicamente dalla narrazione più efficace.
Ma se inizi a dover pagare 12mila euro di bollette te ne fotti della propaganda di guerra e anche della vita degli ucraini, pure dovessero scoprire otto campi di sterminio simil-nazisti.
è atroce, ma ad oggi è così.
Ah, altro dato che dimenticavo ieri: in Inghilterra è iniziata la campagna per non pagare le bollette, in Italia si iniziano ad evocare pratiche antiche come le autoriduzioni manomettendo i contatori.
Ripeto: la partita più grande oggi si gioca sul consenso.
è una partita a cui la geopolitica è disabituata perché veniamo da trent'anni di consenso schiacciante seguiti a dieci di crisi di consenso in cui il populismo ha preso piede ma non c'erano decisioni internazionali su cui soppesare questo cambio.
Ora le abbiamo, non sottovaluterei la partita guardando troppo a quel che succede nella trincea del paesello buco di culo nella provincia martoriata ucraina.