Per me sul discorso del germe si è incartato.
Voleva fare un sillogismo un po' troppo articolato e gli è rimasto incastrato.
Il senso credo che fosse più rivolto al fatto che qualora si trattasse di un problema di "manico" allora dovrebbe essere lui a fare un passo indietro, così come se riguardasse invece un solo giocatore andrebbe mandato via.
Dato che secondo me dava per scontato che non fosse né l'una né l'altra ipotesi, il senso era che se si riuscisse ad individuare la causa, e se questa causa fosse netta e manifesta, allora sarebbe facile intervenire.
Siccome non è così, allora ci vuole tempo, impegno, lavoro, e tutte quelle cose che gli allenatori dicono in maniera più semplice e meno articolata nelle interviste post sconfitta.
La cosa interessante, a livello giornalistico, è che lui ascrive questo problema a un concetto astratto di mentalità e di approccio "nervoso" a determinate partite. Questo perché probabilmente l'argomentazione sul gioco e sulla condizione fisica già l'ha liquidata riferendosi ai calendari troppo concentrati ("questo calcio non mi piace") e alla distribuzione settimanale delle partite post coppa.
Da tifosi siamo ovviamente meno interessati a questa analisi perché conviviamo ormai da anni con questi black out che ci regalano prestazioni inguardabili e disfatte imprevedibili.
Per molti la colpa è un'altra volta del mercato, che anche quest'anno che ha un'impronta sarriana evidentemente non è stato completo né risolutivo (almeno per ora). Per altri è la questione tattica, probabilmente troppo complessa e dispendiosa per gli elementi a disposizione. Per altri ancora forse il problema non esiste ed è solo una questione di alternanza fisiologica dei risultati (mica si può vincere sempre, o meglio, finché il computo totale tende a favore delle vittorie rispetto alle sconfitte allora non ci sono grossi drammi in atto) e di arbitri in malafede.
Morale: a molti, tantissimi, rode il c.ulo alla morte per la disfatta di ieri che è come un timbro sui problemi atavici che ci fanno smadonnare. Ed è quindi inevitabile che un rodimento così forte (e se vogliamo così anticipato rispetto alle previsioni) porti a delle reazioni scomposte. In questo un po' capisco baldrick, perché quando leggo netters tutto sommato tranquilli che non vedono l'ora di incontrare la Cremonese provo un mix tra l'invidia per la loro capacità di andare oltre il suddetto rodimento così in fretta, ma anche un po' di stupore nel non notare quella reazione scomposta che solo un grande amore genera quando ti ferisce.
A proposito di germi: il troppo amore può ucciderti. Poi, certo, meno male che c'è la cremonese, perché finché c'è Lazio c'è speranza, però, ecco, oggi è già passato un giorno ma ancora io c'ho l'umore nero e vorrei ricevere risposte dure e concrete e un po' meno sillogismi articolati.