5 anni fa anche io mi persi in montagna, in macchina (non mia), di notte. Stavo andando ad un concerto tra le montagne calabre in compagnia di una ragazza (di cui ho parlato nel topic "Situazione Difficile 2").
Eravamo d'accordo di vederci alle 8.30 al bar del paese, caffé e si parte. Io con la macchina di mia cugina (quando vado in Calabria me la faccio sempre prestare). Non conoscendo la strada mettiamo Google Maps, e stupidamente non ho controllato bene, ero troppo fiducioso del mezzo.
Ci arrampichiamo con sta toyota automatica sulle salite del centro della regione più disastrata d'Italia, tra musica e chiacchiere, io guido tranquillo. Siamo passati su strade assurde, totalmente oscure tra i boschi montani calabrese. Non passava nessuno da ore, ed infatti un gufo enorme stava appollaiato al lato della strada, e quando lo illumino coi fare mi imbruttisce come a chiederci che cazzo volessimo a casa sua.
Ad un certo punto, con sta ragazza che mi dava le indicazioni "gira a destra, prosegui, ecc", sento che il terreno è diverso sotto le ruote. Siamo finiti in uno sterrato iperscosceso, tutto in discesa, completamente al buio. Pù proseguo su quella "strada" più me sembra na cazzata, ma lei ripete "vai vai, che il fondo alla discesa si ricollega con la strada principale". Io titubante, continuo piano piano a scendere in quel dirupo finché non vedo più la strada.
Mi fermo. "Ma qui non c'è più un cazzo". Ed effettivamente, scendiamo dalla macchina e vediamo che c'era una pendenza vicina al 100%, eravamo arrivati ad una specie di parete, ma bassa, saranno stati 1 metro, 1 metro e mezzo. Lì per lì penso:"Ce la faccio". Preferisco non rischiare però e provo a girare la macchina. La "strada" è superstretta e dopo mille manovre da 1 cm riesco a girare la macchina. Le dico "risaliamo, troviamo un percorso alternativo". Accelero, ma la macchina non si muove. Di nuovo, accelero, ma la macchina oltre un certo punto non sale più.
Smetto di accelerare, rifletto. Le comincia a piangere, io cerco di tranquillizzarla, le dico di non farci prendere dal panico, che non serve a niente. "Chiamiamo il 112". E così, erano ormai le 21.30, abbiamo chiamato i pompieri. Il capitano o quello che era ci fa sapere che sono fuori per altri interventi, e dovevamo aspettare. E vabbé, ora ci tirano fuori e in un battibaleno siamo al concerto, pensavo.
Alle 2 di notte, ancora nessuna notizia. Ci teniamo in contatto col capitano dei pompieri tramite whatsapp, gli mandiamo la posizione e ci dicono che stanno arrivando. Nel frattempo attorno a noi sentiamo i cinghiali grufolare, il vento tra gli alberi, la luce della luna che è quasi piena, tutto molto bello, ma vorremmo proprio essere altrove. E invece non riescono a trovarci i pompieri. Ci chiedono se riusciamo a sentire la sirena, ma niente, solo cinghiali e vento tra le foglie.
Alle 4 ancora niente, altri contatti coi pompieri, il mio telefono si sta scaricando, e questi ancora non ci trovano. Ad un tratto vedo delle luci, sento dei rumori. Cazzo sono proprio loro, una jeepetta dei pompieri e 2 macchine di abitanti di quelle frazioni. Di sicuro non riuscendoci a trovare hanno chiesto aiuto ai locali. Scene di giubilio all'interno della macchina, si torna a casa vivi!
Cominciano le operazioni di estrazione della macchina da quell'inferno della natura calabrese. Prima la attaccano alla jeep dei pompieri, e riescono a trascinarla per un bel pezzo, ma quando si arriva ad un pezzo in grande pendenza è la mia macchina a tirare giù la jeep dei pompieri! Uno dei presenti si propone di portarla su a mano, "guidandola", ma il capo dei pompieri non glielo permettte, e allora la lasciamo lì, su quella carrareccia.
Arrivati all'inizio della discesa ci attendono carabinieri, altri pompieri e una 20ina di abitanti della zona. I carabinieri ci fanno il riconoscimento, e poi ascoltano in separata sede la mia amica, credo per chiederle se fossi stato aggressivo o chissà cosa. La loro soluzione però non si concilia con i miei bisogni, perché ci dicono di passare la notte lì. Io gli dico di non potere assolutamente, perché seguo una terapia salvavita e avrei dovuto prendere dei farmaci il mattino seguente. Loro allora ci costringono ad andare all'ospedale di Vibo Valencia, il più vicino della zona.
Si sono fatte le 5, e io contatto un mio cugino, se c'è qualcuno tra i nostri amici che ci possa venire a prendere all'ospedale di Vibo Valencia con l'1% di batteria del telefono, che dopodiché muore. Siamo fortunati perché d'estate nel mio paese facciamo sempre le 6 ma quella sera alle 5 mio cugino si stava per mettere a diormire. Siamo sulla strada per l'ospedale, nel retro della macchina dei carabinieri. Alle 6 arriviamo in ospedale, ma proprio nel momento in cui scendiamo, vedo la faccia amica di mio cugino ed un nostro amico, che sono arrivati in un secondo dalla provincia di Catanzaro a Vibo Valencia. Sulla strada del ritorno ho capito il perché. Il guidatore andava ad una velocità media di 190 km/h.
Al mio arrivo a casa mi aspetta mia madre sulla porta, che vedendomi arrivare senza macchina si spaventa. Le spiego tutto, e mi metto a dormire. Dopo poche ore riparto insieme ad un'altra persona per andare a riprendere la macchina in fondo al burrone. Lui è un calabrese molto espansivo, e va a chiedere al padrone dell'ultima casa di aiutarci col trattore. Solo il trattore è riuscito a trascinare fuori da quella salita scoscesa e disastrata la macchina, intonsa anche se un po' impolverata, della mia povera cugina. Eravamo finiti in una carrareccia dove vi accedevano solo i trattori, da un lato solo campi, dall'altro il burrone della montagna.
Interrogato, il contadino che ci ha aiutato col trattore se ne uscì:"Io vi ho visto che andavate, ma pensavo che stavate andando a scopare". Dopo 3 ore di assenza ce puoi venì a cercà, la prossima volta, tacci tua