Volevo fare due precisazioni ovviamente date dal mio personalissimo e inutile parere:
1) il vulnus del ragionamento sul reale posizionamento della Lazio deriva dal fatto che non si può dire che le strisciate, il Napoli e ultimamente anche l'Atalanta (in minima parte il rioma) siano "un'altra categoria", chi per disponibilità economica, chi per forza dei giocatori, chi per protezioni varie e supporto arbitrale/mediatico.
Perché le squadre con cui gareggiamo anche per stare solo al 5 posto sono queste, e sarebbe ingeneroso dire che se falliscono tutte (ray Bradbury) allora un posticino al sole ci spetta.
Questo è un discorso che può fare la Fiorentina o il Sassuolo, noi siamo da anni sempre più o meno in quelle posizioni, quindi le nostre competitor sono le squadre che ho citato prima. E sì, ogni tanto qualcuna cade e noi siamo pronti ad approfittarne, ma in generale nonostante il gap economico e di possibilità sul mercato, ormai siamo collocati lì. Quello che mi meraviglia è come sia possibile che quando perdiamo anche in partite per me abbordabili come ieri (Juve a pezzi, titolari fuori forma, condizione mentale molto complessa) si debba dire "eh vabbè, che t'aspettavi?" e non "cazzo, però potevamo giocarcela con più grinta e più cattiveria".
Poi ripeto ci sono tutte le analisi tecniche e tattiche sul perché invece la Lazio abbia dato il 200% e nonostante questo abbia perso solo per un gol casuale. Però la sensazione di tutti, giornalisti e tifosi, Sarristi e anti Sarristi, storici e avanguardisti, statistici e analisti del presente, è che quando questa squadra subisce un gol fa fatica a reagire. A prescindere dall'avversario. Quando va in vantaggio e mantiene la "cilindrata mentale" sono solo arcobaleni, e si vede dai punti in campionato. Però in coppa è un anno e mezzo che subiamo rimonte grottesche e sconfitte scialbe in cui tiriamo mezza volta in porta. Per me una componente che prescinde dal mercato incompleto, dalle dichiarazioni di Tare e dalla condizione di immobile, c'è e incide anche laddove un minimo spostamento di equilibrio potrebbe indirizzare la partita.
Sensazioni, eh, però credo siano abbastanza diffuse in partite come quella di ieri, dove il paradosso è che avevamo di fronte una squadra molto più forte e più attrezzata e contro la quale abbiamo perso pure con Inzaghi e Pioli, ma che rimane (in maniera chiaramente semplicistica) una nostra competitor. A meno che non ci riteniamo il Torino, che va al derby da vittima sacrificale a prescindere e se riesce a pareggiare si festeggia in piazza;
2) mi frega il giusto, eh, ovvero meno di niente, ma credo che la striscia di bava dietro ad allegri dipenda dal fatto che ha vinto una marea di scudetti consecutivi, oltre ad aver raggiunto per due volte una finale di Champions. Una cosa che pensata oggi che il calcio italiano è distante anni luce dalla possibilità di una finale importante a livello internazionale, in effetti fa riflettere.
E nessuno mi toglie dalla testa che senza penalizzazione la Juve avrebbe fatto stringere le chiappe al napoli tra un mesetto.
Questo solo per specificare che ormai il calcio italiano vive delle glorie del passato e dei loro artefici, perché il futuro tra allenatori e giocatori pare molto nebuloso.