La mia opinione in due righe due.
Il problema degli stadi non è nello stadio in sé ma nel calcio, che è uno sport pieno di disvalori a tutti i livelli, comportamentali in campo, comportamentali fuori, interni alle organizzazioni, finanziari.
Sport e tifosi sono uno lo specchio dell'altro (ed esempio nel rugby - parlo di rugby perché lo frequento, ma potrei fare altri esempi - ci sono altrettanti fasci che nel calcio, ma è considerato semplicemente fuori luogo manifestare queste idee allo stadio, come sono anche fuori luogo tutta una serie di comportamenti che nel calcio sono la norma, sia in campo che fuori).
In un contesto simile è molto difficile che violenti e razzisti possano essere contenuti da chi non lo è, perché questi ultimi sono pochi e poco convinti.
Sono convinto che se chiedessimo a 100 tifosi se violenza e razzismo sono un problema nel calcio, una parte sorprendente direbbe di no, una buona parte direbbe di sì ma pure sticazzi e solo una piccola parte direbbe che sono problemi da combattere.
Per questo non credo che la soluzione sia quella repressiva, come ad esempio adottata in inghilterra: premesso che siano un paese socialmente più avanzato e multirazziale di noi (e dove semplicemente il fascismo è considerata una malattia mentale), il problema della violenza negli stadi lo hanno risolto applicando un filtro economico.
Non fraintendete, vedere fascisti e razzisti identificati e cacciati mi fa un immenso piacere, ma hai voglia a pulire...