Citazione di: carib il 23 Mag 2023, 12:23
mi piace molto questa riflessione, in particolare il passaggio in grassetto
la criticità di quella riflessione, secondo me, è che malinterpreta ciò che fa integrare male Sarri e Tare.
Non è che Sarri conosce 100 giocatori di Serie A e vuole quelli. Questa cosa non risponde alla realtà, è la narrazione di qualche giornalista che interviene in radio e che - ca va sans dire - è "vicino" al DS, manipolando alcune dichiarazioni paracule di Sarri che - come inzaghi - ha spinto su giocatori italiani per limitare il
tarismo.
Non ci scordiamo, lo ricordavo a JSV un paio di giorni fa, che Sarri esalta il lavoro di Giuntoli il quale fa esattamente gli acquisti che qui vengono descritti come "anti-sarriani", da fuori, spesso sconosciuti o poco conosciuti (Kvara, ma non solo), per noi non addetti vere e proprie incognite.
Per capirci: se la questione fosse che Sarri vuole i Pedro e Tare deve necessariamente considerare anche i Luiz Felipe/Savic non ci sarebbe questa polarizzazione sul problema. O almeno, non da parte mia.
In realtà il problema è un altro e viene celato dalla lettura di WN.
Non si prendono perché Sarri, malato di calcio (cit. Lotito), è uno che studia un botto i giocatori, i numeri, le statistiche, ha collaboratori che fanno SOLO questo. è meticoloso, usa un metodo che chiamerei scientifico (per quanto io possa aborrire l'applicazione nel merito) alle caratteristiche dei giocatori e la combinazione tra di loro.
Tare non è nulla di tutto questo. Tare si rivendica le intuizioni tramite i contatti che ha per vecchie amicizie e compagni di squadra. Si vanta di non utilizzare scouting. Salta Silva? Salta Kumbulla? Va su Muriqi. Così, de botto, da un difensore ad un attaccante. Perché cerca il colpo di fantasia e non la meticolosità dello studio analitico, quasi matematico, dei giocatori. Prima il colpo e sul resto ci arrangiamo.
Sarri dei suoi ti sa inanellare dati che manco l'Istat, Tare parla proprio in altri termini del campo.
Questo li rende incompatibili, NON che Sarri vuole giocatori dalla Serie A per l'oggi e invece Tare deve pensare anche in prospettiva. Magari fosse così.
Il problema è che il modo di lavorare di Tare fa letteralmente uscire pazzo Sarri (e non solo lui) e lo disse quasi subito. Vi ricordate la dichiarazione, nella stessa intervista del "ci vogliono tre mercati"?
Non si può sempre andare sui colpi, occorre programmare.
Ecco, quella fu la prima esternazione che metteva a confronto - e per certi versi a contrasto - i due metodi.
Questo problema Tare l'ha sempre avuto: inzaghi chiede un braccetto? Lui prende Vavro.
Perché è convinto che è forte e al massimo è Simone a dover trovare la soluzione.
Oppure sul quinto prende Jony e adattatelo ad ala perché lui i soldi deve metterli su quello che lo intriga di più. Anche se tu gli hai detto che i quinti per come pensi di giocare sono fondamentali.
Sarri su una cosa del genere esce pazzo. NON perché lui deve indicare il giocatore preciso che conosce, ma perché lui ti ha chiesto determinate caratteristiche e tu invece hai ragionato in tutt'altro modo, facendo la tua scommessa.
Certo che la scommessa è in linea di massima per il bene della Lazio, mica Tare voleva danneggiarci.
Ma resta il fatto che faceva il cazzo che gli pareva in
questo senso.
Nel momento in cui Sarri capisce questo non si fida più e
da lì pretende solo giocatori che conosce.
Se la cosa fosse che il DS guarda in prospettiva e l'allenatore nell'immediato io sarei quasi sempre col DS. Ed infatti io ero un bimbo di Tare fino a pochi anni fa.
Quando invece la questione diventa che il DS cerca di fare il bene della squadra ma in una logica tutta piegata alla propria allora le intenzioni saranno pure buonissime, ma il lavoro di quella persona inizia a diventare un problema.