Come scrissi ai tempi, le operazioni con la correlata Salernitana mi preoccupavano. Da quanto leggo sul fatto, le preoccupazioni erano fondate, perché pare proprio che la segnalazione a Tivoli sia giunta da un'autorità regolatoria.
Dopodiché, la faccenda è molto complicata sul piano formale. Non è vero che non vi sia un profilo di possibile violazione di legge. Intanto, esistono regole molto rigide sulle modalità con le quali una società possa compiere un'operazione (=flusso di danaro) con un'altra società cd. correlata (artt. 2391 e 2391 bis cod. civ.). Il temine designa una nesso di relazione tra le parti, in forza del quale una società ha la capacità di controllare le decisioni di un'altra società ovvero di di esercitare una influenza notevole sull'assunzione di decisioni operative.
Per evitare che il socio di maggioranza della Lazio spa dreni danaro in favore della Lucentissima srl, di cui è socio unico, esistono criteri e modalità di comportamento che devono governare le decisioni e la loro attuazione.
Veniamo al tema borsa: siccome il capitale di rischio delle quotate appartiene al mercato, le regole sulle operazioni con parti correlate sono ancora più stringenti.
Se vengono violate, l'autorità di controllo può irrogare sanzioni pecuniarie pesantissme, agli amministratori e alla società (che poi dovrà rivalersi sugli amministratori).
Il tutto, sempre che il fatto non costituisca in sè un reato: se io, azionista CEO della GOLD spa compro oro a 6k da una società di cui ho il controllo e lo pago al prezzo di oro a 24 k posso al tempo stesso violare la disciplina di procedimento di ambito civilistico e regolatorio, ma posso anche perpetrare una truffa. Nonché altri reati sparsi (fatture false, false comunicazioni sociali, eccetera).
Ergo, non è fuffa, su un piano formale. Poi, esistono "n" distinguo e ragionamenti che dovrebbero portare, a mio avviso, nella direzione dell'irrilevanza, soprattutto tenuto conto del fatto che la "azienda calcio" è una tipologia dvvero peculiare, rispetto alla quale esiste un intangibile , l'investimento "sportivo", che a me pare veramente difficile da ricondurre ai principi e regole del mercato e del commercio. Un po' come il processo conclusivo nella Mandrakata.
Su un piano sostanziale e sportivo, invece, la questione mi pare molto più semplice. Se avessimo stretto una prassi (non un accordo, una prassi) di collaborazione con una società complementare (Empoli, ad esempio), in forza della quale cooperare su un piano paritetico (far giocare i giovani, valorizzarli, scambiarli, acquistarli e rivenderli) ci saremmo regolati come ha fatto la Lazio con la Salernitana?
Ovviamente no: la Lazio ha piuttosto chiaramente finanziato la Salernitana, perché i ritorni - economici e sportivi - sono stati assolutamente inferiori agli apporti ed era chiaro e pubblico che fosse così (con buona pace di quei
cog.lio.ni. dei tifosi salernitani, che dovrebbero baciarci le chiappe).
Perché lo ha fatto?
Lotito ha trasferito risorse dalla Lazio, di cui è socio insieme al mercato, alla Salernitana, di cui era socio unico insieme al cognato. Ciò, sapendo che al termine del processo di valorizzazione avrebbe venduto le sue quote nella Salernitana, mantenendo quelle nella Lazio.
Operazione non difendibile nè sul piano sportivo, né sul piano dell'appartenenza, né sul piano dell'etica.