Già mi rompeva il ca**o la storiella della "vera" pizza, ie la napoletana (la romana non è pizza, è un cracker, è biscottata bla bla bla), figuriamoci 'sta storia delle pizze gourmet, parola abusatissima tra l'altro e che di solito fa riferimento ai topping; la novità (per modo di dire) in realtà sarebbe la contemporanea, fatta con farine scelte, super alveolata, con millemila ore di lievitazione, idratata al 99,99% etc.
La verità (la mia almeno) è che ci sono diversi modi di fare la pizza, tutti validi, la differenza è data unicamente dalla bontà (ovvio, conta pure dove sei cresciuto, cosa hai mangiato da bambino etc ma questa è un altra storia); l'ho imparato crescendo e l'ho fatto proprio grazie alla napoletana (classica) che io non amavo perché ai miei tempi (a Roma) la napoletana non esisteva (magari qualche pizzeria buona c'era, io non la conoscevo) e quindi pensavo che quella roba gommosa e immangiabile fosse 'sta famosa pizza napoletana.
Crescendo e andando oltre il GRA ho scoperto che fino a quel momento a me non è che non piacesse la napoletana, non mi piaceva la pizza cattiva.
Oggi, da amante della pizza, posso dire che mi piacciono tutte, l'importante, come ampiamente scritto, è che siano buone: napoletana classica, contemporanea, romana, neo-romana (si, c'è pure questa), con topping semplici o "gourmet", tonda, in teglia, alla pala, lievitata 6 ore o 72h, idratata al 60 o all'80%, non importa, se fatte bene sono buone al di là delle preferenze personali (che comunque restano).
C'è posto e spazio per tutti (e per tutte le tasche), nulla vieta di pagare molto per una pizza, non per questo smetterà di essere (anche) un cibo popolare, si possono mangiare e amare le pizze di Franco Pepe e/o i Masanielli pur amando quella dei Decumani o Di Matteo; anche la pizza, come qualunque altra cosa, può essere cara o costosa, nel primo caso è uno scam, nel secondo una scelta.
So' quasi le tre di notte, leggendo e scrivendo mi è venuta fame, quasi quasi vado di congelata, si offende qualcuno?