Immobile, sin da quando è arrivato, ha trascinato la Lazio non solo a suon di gol, ma anche con il suo moto perpetuo, in tutte e due le fasi di gioco. Con il Ciro di oggi in campo la Lazio gioca male anche e soprattutto perché mancano i suoi movimenti: a conti fatti ha sbagliato un gol clamoroso contro l'Atletico su un regalo del portiere avversario, ha toppato molti stop ed appoggi, anche elementari, ma ha avuto pochissime occasioni per tirare in porta, sebbene Luis Alberto, col quale storicamente si intende ad occhi chiusi, sia in forma smagliante. Castellanos con ogni probabilità non è un fenomeno, non sembra avere un gran tiro, ma è molto più presente in campo, anticipa il marcatore e spesso restituisce il triangolo con precisione, detta il passaggio in profondità, in sintesi ci permette di giocare in undici.
Ciro deve rendersi conto che il rendimento che aveva fino a due anni fa, quando correva per 90 minuti in tutte le partite della stagione e segnava a raffica, non tornerà più. Se vuole gestire con intelligenza la parte terminale della carriera, deve innanzitutto recuperare la completa integrità fisica, smettendo di giocare semiinfortunato, poi capire che, per il bene suo e della Lazio, dovrà aumentare la qualità ed abbassare la quantità delle sue presenze in campo.
Da parte nostra, dobbiamo rifuggire ogni tentazione di cadere nel "tottismo", siamo diversi da quellidellà, ma ho sentito le famigerate aradio negare la realtà, e questo è il primo passo per cadere nello stesso, rovinoso errore commesso dai riommammerdisti.