Citazione di: poeta1964 il 05 Dic 2010, 11:06
rigorepaaroma è epistemiologia. Ho sentito la Gelmini che ha promesso una nuova facoltà a Torvergata entro un anno. Nonostante i tagli, almeno dimostra di fare anche qualcosa di costruttivo.
Pure heisenberg gli da ragione:
"Per poter determinare con precisione la posizione e la velocità (e quindi l'energia) di un corpo in movimento è necessario che noi non modifichiamo con la nostra osservazione il fenomeno che vogliamo studiare.
Supponiamo di voler determinare la traiettoria e la velocità di una palla all'interno della area de rigore dell avversario daaroma mediante una macchina fotografica ed uno stroboscopio (un flash che può fornire lampi con precisi e ridotti intervalli di tempo). Teniamo il diaframma e l'obbiettivo della macchina completamente aperti: trovandoci al buio la pellicola non si impressiona. Facciamo partire i lampi dello stroboscopio contemporaneamente al lancio della palla. Alla fine dell'esperimento avremo una foto in cui la palla è ritratta in diverse posizioni ad intervalli successivi
E' facile allora vedere quale è stata la traiettoria della palla.
Altrettanto facile è calcolare la sua velocità per ogni piccolo tratto di traiettoria: si conosce la distanza tra un punto ed uno successivo occupati dalla palla , si conosce l'intervallo di tempo intercorso tra due lampi successivi dello stroboscopio, basta quindi applicare la relazione
v = s/t
Vucinic = Se nuncadevasegnava/Taccivostraèrigore
ad ogni coppia di successive posizioni della palla per conoscere le sue velocità media in quei piccoli, successivi, tratti.
Facendo queste misure abbiamo modificato la velocità e la traiettoria della palla?
Risultato: è sempre rigorepaaroma.
Ho riportato un evidenza scientifica, dopo mesi di faticoso lavoro, ce l ho fatta. Spero che questo serva a porre fine a questo quesito. Dobbiamo rassegnarci.
il rigore paaroma è il noumeno kantiano applicato al calcio.
proprio perché si pone al di là dell'esperibile, va concesso senza indugi.
che poi, a proposito di luoghi comuni: mi sono sempre chiesto da dove provenga quello che stabilisce che il campo ai limiti della praticabilità sfavorisce la squadra più tecnica.
una palla che schizza via su una pozzanghera o che si impantana in una pozza di fango è ingovernabile sia per il giocatore più tecnico che per quello meno tecnico.
ma le possibilità che la palla sia ben giocata a fronte di una condizione particolare del campo si legano comunque al bagaglio tecnico del giocatore.
è vero che un campo in condizioni tremende livella inesorabilmente i valori, ma fino a un certo punto, però.
una palla che ti arriva con una traiettoria imprevista, a causa di una zolla o una buca, ha più possibilità di essere stoppata bene dal giocatore più tecnico, che da quello meno tecnico. perché quello meno tecnico non la sa stoppare bene neanche in condizioni normali.
alla stessa maniera, il giocatore col bagaglio tecnico più importante, può permettersi scelte che quello meno bravo non può: devo effettuare un passaggio immediato, perché il mio compagno sta per finire in fuorigioco. posso farlo rasoterra, ma il terreno di gioco potrà deviare la traiettoria, oppure fare un pallonetto, per ottenere lo stessto risultato, il mio compagno palla al piede, lanciato in porta avendo evitato il fuorigioco. posso fare tutte e due le cose, perché tecnicamente sono superiore, ho possibilità di scelta, al di là dell'esito della mia giocata.
quello meno tecnico invece ha una sola scelta, perché magari non sa colpire bene la palla per farla alzare e dosarla perfettamente a favore del compagno lanciato a rete. e allore passaggio rasoterra, con tutti i dilemmi del caso.