Riguardo Di Vaio, cito un pezzo dell'articolo di oggi scritto da Mauro Suma che fa riflettere:
Si nota una certa differenza, in questa stagione, fra le piazze che rigenerano e le piazze che spremono. Genova ha rilanciato e tirato a lucido un certo Pazzini, che oggi fa gol a raffica contro chiunque e che a Firenze era finito malinconicamente in tribuna; Bologna ha fatto con Marco Di Vaio (valorizzato poco prima dal Grifone genoano solo in Serie B e non nella massima serie) esattamente quello che aveva fatto con Roberto Baggio e con Beppe Signori, ha cioè ricreato un mito mettendolo in condizione di raggiungere vette fra le più alte della propria pur importante carriera; Parma ha smentito le sentenze tranciate a Milano e non solo a Milano su Hernan Crespo, sbattendo nuovamente in prima pagina la classe e la qualità di un bomber che oggi come oggi appare senza tempo e senza età. Attenzione, però: prima che le brame dell'ormai prossimo mercato di Gennaio si scatenino su questi giocatori, ci si ricordi che nelle squadre in cui sono tornati in primo piano giocano sempre, hanno tutto il fronte offensivo a loro disposizione, non hanno grande concorrenza, sono amati dall'intera città e sono leader dello spogliatoio. E' molto probabile che, se dovessero tornare nell'agone della grande piazza mediatica senza tutte queste condizioni di fondo, non riescano a ripetersi e che possano fare la fine di Amauri a Torino, di Cruz a Roma con la Lazio, dello stesso Gilardino a Milano con il Milan. Il mercato è famelico, vorace, non tiene conto di equilibri acquisiti e di crisi di rigetto. Attenzione.