Citazione di: GoodbyeStranger il 14 Mar 2024, 10:59
Cioè in pratica siamo noi che nel periodo storico lo abbiamo trattato da merda ma invece alla fine è uguale a tanti altri perfino ai nostri ?
Questa cosa unita al discorso "si ma li pagano"... che equipara praticamente i calciatori agli attori dei film praticamente è sufficiente a minare alle fondamenta l'esistenza stessa della passione per il calcio.
Tutto lecito per carità ma allora non capisco manco tutta sta cagnara per gli ultimi fatti... sono normali rapporti di lavoro che si interrompono per scelte personali ed incompatibilità di gruppo nell'ambito di un progetto che non è andato per come ci sia aspettava, si cambia il responsabile e via... nessun isterismo, c'è un vice ad interim poi verrà un altro... dovrebbe regnare una certa calma.

A meno che tu non voglia davvero credere che c'è una differenza umana (ma sarebbe preoccupante) si, alla fine sono uguali ai nostri e noi siamo uguali a loro. Certo che è così.
La differenza vale ma è cinema. Puro cinema. Teatro. Come il wrestling.
È reale perché lo rendiamo reale, ma se andiamo al vero vero non lo è.
Non è vero che l'arbitro deve morire, ma in quella rappresentazione è vero.
E allora perché facciamo come se fosse vero? Perché quello lo rende così passionale. È cio che ci accende. Però mi sembra importante anche saper tornare alla realtà, quando necessario. Sennò siamo in balia del cinema e non mi parrebbe sano.
Totti è stato un grandissimo campione, scivolato a più riprese in delle cazzate. I romanisti innamorati di lui non sono pazzi accecati ma sono tremendamente simili a noi che facciamo lo stesso identico con ciruzzo nostro.
Ambedue i personaggi (e noi stessi) possono essere analizzati nel teatro e nella realtà. Nel primo Ciro è un grande senza macchia o quasi, totti un analfabeta con la carriera piena di nefandezze.
Poi però c'è la realtà eh. Che qui dentro a volte invece me pare che mica lo so se c'è sta distinzione ad un certo punto. Almeno a tot anni di distanza.