Citazione di: Federico81 il 11 Lug 2024, 14:02
Mmm no, secondo me non hai colto in toto quello che dice Fat. Ci sono condotte che non vanno bene a regola di legge e a propria morale, ma può capitare che esse non vengano alla luce per svariati motivi o che non ci siano sufficienti prove per avviare un procedimento, ciò non dice che il fatto non sia stato grave o che non sia avvenuto, ma che non ci sono i presupposti per avviare un processo, o nel caso venga avviato per impartire una condanna.
Nel caso Greenwood sarebbe stata dirimente la testimonianza di Harriet a supporto degli audio e delle foto, venendo a mancare quella, o se quella testimonianza fosse alla fine stata favorevole all'imputato, non si è proceduto.
Questo però non toglie che qualcuno il viso della ragazza l'ha conciato in quel modo e che Greenwood è chiaramente registrato in quell'audio atroce
perfetto.
A questo aggiungo, ma solo come precisazione: spesso e volentieri il confine in questa società tra "prove sufficienti/insufficienti" che determina gli esiti in aula è dato dal potere di una delle due parti. Sia nel difendersi che nel condannare la controparte.
C'è questa idea malsana che la giustizia sia un potere oggettivo, che amministra la legge in modo uguale per tutti, che traducendo un principio liberale in realtà fattuale non considera come invece nella realtà concreta la giustizia viene inevitabilmente attraversata dalle dinamiche di potere più generali che pervadono la società. Non è colpa di una giustizia corrotta, semplicemente non può che essere così.
Non interpretare quello che è un principio astratto, a tendere, (l'uguaglianza davanti alla legge) come se fosse la realtà e dunque mantenere la possibilità del giudizio pubblico è uno strumento essenziale di una cittadinanza piena e sana.
Che non significa sostituirsi ai giudici, perché QUELLO sarebbe giustizialismo.
Se qualcuno proponesse di andare a prelevare greenwood e di impiccarlo a piazza venezia o rinchiudero in una cantina per qualche anno QUELLO sarebbe giustizialismo.
Invece dire "la giustizia può dire quel che vuole, ma dai fatti che emergono il mio giudizio è questo e dunque per quel che mi compete reagisco" (tipo Gulp che dice "non a casa mia") è FON-DA-MEN-TA-LE perché un regime sia effettivamente democratico e la res publica un qualcosa di più di una semplice procedura che invece, per come viene intesa oggi, di democratico non ha nulla.
Se le leggi le fa solo il parlamento e noi eseguiamo.
Se la realtà dei fatti la provano solo i tribunali e noi ne prendiamo atto.
Se dunque siamo enti passivi sulla semplice base che deleghiamo l'ente attivo "competente"...
questa roba qui non è (più) una repubblica democratica, perché chi la compone pensa ormai che la delega data lo porta a sollevarsi da qualsiasi interesse pubblico e a concentrarsi unicamente su quello privato (inteso come perimetro che riguarda direttamente la mia persona e null'altro, si veda anche il discorso "ai razzisti ci pensi la polizia").