Roma Nuoto: "Nel Flaminio ristrutturato lo Stadio delle Donne". Slitta a fine novembre il parere della Conferenza dei servizi
Un "oggetto monumentale" ma "permeabile, attraversabile" con attorno un parco curato in collaborazione con l'Orto Botanico di Roma e dentro una casa dello sport femminile per le squadre della Roma, della Lazio e la Nazionale del calcio e del rugby. Dentro, sotto il campo, una piscina olimpionica da 50 metri, campi di padel, pista di ghiaccio e aree commerciali, ma anche in futuro un museo dedicato al genio di Pier Luigi Nervi. In commissione capitolina Sport, presieduta da Nando Bonessio, arrivano nuovi dettagli sul progetto per la ristrutturazione dello Stadio Flaminio di Roma presentato da un gruppo di imprese noto come 'Roma Nuoto'. L'unico progetto, ha ricordato Bonessio, tuttora ufficialmente presentato e sul quale è stata riaperta lo scorso 5 settembre la Conferenza dei servizi per ordine del Tar. Il parere della Cds, prima novità emersa dalla commissione, slitterà di un mese: era previsto per il 20 ottobre ma si andrà al 20 novembre per permettere ai proponenti di rispondere ad alcune richieste di integrazione da parte del dipartimento alla Mobilità e dalla Soprintendenza.
L'architetto Riccardo Drisaldi si è detto molto sicuro di sé: "Il nostro progetto l'abbiamo presentato nel 2020 ma ci abbiamo messo anni a prepararlo. Non come altri personaggi che dicono che in tre mesi si fa un progetto...". Nel merito delle richieste di integrazione, "la mobilità - ha spiegato Drisaldi - ci ha chiesto un adeguamento dei parcheggi e uno studio della mobilità rimodulato poiché abbiamo ridotto le superfici commerciali". La Soprintendenza invece ha dato una indicazione in merito al rialzo del campo erboso. Drisaldi ha spiegato che esso verrà rialzato di circa tre metri: "Andiamo a togliere del 'rilevato' depositato all'interno dello stadio al momento della costruzione, come emerge dalla stratigrafia e dai progetti originali. Vi realizziamo una piscina olimpionica da 50 metri, una struttura commerciale di 2500 mq che sostiene economicamente i 75 milioni che andiamo a investire, una pista di ghiaccio aperta al pubblico e dei campi di padel che potranno essere omologati, così come chiede la Federazione, per i campionati internazionali. Si recupera anche la parte al di sotto delle strutture esistenti: la piscina da 25 metri, le palestra della scherma e della boxe. Ci saranno anche dei negozi di vicinato".
La struttura del Flaminio, da progetto, ospiterà anche un Centro per la medicina sportiva, che attualmente non esiste. Tutto attorno un parco, con tanti ingressi e una recinzione sul modello dei grandi parchi romani come Villa Borghese, che 'dialogherà' urbanisticamente con il contiguo Auditorium. "Noi crediamo fermamente in questo progetto - ha detto il presidente di Roma Nuoto Nicolò Cristofaro - E' un progetto che non altera lo stadio di Nervi, si rimette al centro di un quartiere bello e popoloso come il Flaminio una struttura per l'aggregazione sociale di tutto il quartiere". "E' un recupero totale di un bene rispettando gli studi universitari fatti tramite Getty Foundation anni fa - ha detto ancora Drisaldi - Il lavoro si basa sul recupero, senza interferire sulla struttura esistente. Non creiamo superfetazioni ma anzi lo riportiamo, con l'endorsement del nipote di Nervi, all'antico splendore. Il Flaminio per il calcio poteva ospitare un certo numero di spettatori, ma oggi con le normative Uefa, quelle della Serie A e quelle sulla sicurezza, può ospitare invece la Promozione, il calcio femminile, essere una casa del rugby". "Noi - ha detto ancora Drisaldi - non siamo una fondazione, lo facciamo per guadagno. Guadagniamo con il lavoro. Io ho fatto Termini e via Giolitti per il Giubileo 2000, e oggi per me fare il Flaminio è una medaglia. Mio padre fece l'Olimpico nel 1958. Io ho 64 anni, non credo che lavorerò fino ai 90 anni: voglio che mio figlio dica 'l'ha fatto mio padre".