Il Derby e il Palio

Aperto da Barra, 20 Gen 2011, 01:56

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Mark Lenders

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Citazione di: Barra il 20 Gen 2011, 18:45
Delio Rossi li odiavasportivamente e loro odiavano lui (non sportivamente)
perché Delio non ammetteva di poter perdere con loro
quel tuffo nella fontana li ha mandati ai pazzi, infatti se 3 derby li abbiamo persi, 3 li abbiamo vinti con punteggi che mai e poi mai si erano visti in giro, perché essere odiatisportivamente li fa sentire meno spavaldi, meno tronfi, perché come tutti i pusillanimi, davanti alla ferociasportiva altrui, cominciano a perdere in sicurezza e in lucidità

sta roba a Gorizia manco sanno che è

Da scolpire sulla pietra.

orchetto

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Io sono d'accordo sull'odio ma come dicevo sopra deve essere un odio freddo come lama di ghiaccio affilato...perchè sennò rischi di perdere la testa e la lucidità.

radar

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Citazione di: Barra il 20 Gen 2011, 18:45

sta roba a Gorizia manco sanno che è

Queste ultime parole mi fanno riflettere e in parte cambiare idea. Forse chi viene da Gorizia, chi è nato lì proprio nel 1945 da un padre sloveno e madre italiana o viceversa, in quegli anni in quei posti, ha imparato cosa vuol dire davvero odio e non riesce ad associare quella parola ad una partita di pallone. Forse noi che invece qui della guerra abbiamo appena assaporato la buccia amara senza davvero addentarne la polpa, forse noi abbiamo tempo ed energie per odiare nel calcio.
Lui no, lui (forse) pragmaticamente pensa che sia tutto sommato una partita e la perde. Gli voglio bene e lo stimo, come gli altri allenatori della Lazio, ma forse per questo non ci capiremo mai, anche se so che in fondo ha ragione lui

paolo71

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Citazione di: maumarta il 20 Gen 2011, 12:56
Io vado un po' più nello specifico del post di Barra.

Io il derby lo odio!
Non lo vorrei giocare mai per non dargli la possibilità di vincerlo, a loro.
Nella mia testa comincio il derby sempre col pensiero che il pari va bene.
Ma non perchè ho paura di perderlo.
Perchè non sopporto vedere loro che lo vincono!
La sofferenza per un derby perso non risiede nell'amarezza per la sconfitta della Lazio ma per il travaso di bile nel vederli vincere.
La doppietta di Pazzini dello scorso anno per me è stato vincere un derby, in rimonta, contro tutti i pronostici.
Qualcuno dirà "ma mica ha vinto la Lazio"?
E' vero, ma loro hanno perso, eccome se hanno perso!
E quando loro perdono, con chiunque e dovunque, è come se avesse vinto la Lazio!
Ad ogni derby vinto, sia vissuto allo stadio che a casa, la mia gioia più grande non era vedere i nostri giocatori sotto la curva a festeggiare ma scrutare i loro che se andavano bestemmiando e piagnucolando.
Non era vedere la nord impazzire di bandiere, sciarpe e cori ma fissare la sud che si svuotava lentamente e magari avere la fortuna di vedere l'inquadratura di qualche giovane virgulto difettoso singhiozzante e disperato.
Non soffro per il gol subito ma mi si contorcono le budella a sentire i grugniti del cognato difettoso al piano di sopra... ed al gol nostro non cerco la sfida all'ultimo decibel ma assaporo il gusto del silenzio assoluto che mi circonda, assorbendo ogni onda sonora alla ricerca di forme di vita...

Il derby mi fa schifo, a partire dal fatto che me tocca avecceli davanti pe' du' ore.

Perso pe' perso li lascerei a casa i giocatori... perchè di solito le vittorie a tavolino nun se festeggiano.

pure io sono così, pure a 400 km distante.

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Tarallo

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Citazione di: Barra il 20 Gen 2011, 12:32
Il derby non va perso.
E basta.

Anche perche' e' l'unico modo per vincerlo.

Belle parole, bravo Barra.

cartesio

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Citazione di: Barra il 20 Gen 2011, 18:45
l'odiosportivo, tutta una parola, è l'ingrediente base, vero

....

e non è vero che odiandosportivamente si perda sempre la lucidità


Citazione di: orchetto il 20 Gen 2011, 19:29
Io sono d'accordo sull'odio ma come dicevo sopra deve essere un odio freddo come lama di ghiaccio affilato...perchè sennò rischi di perdere la testa e la lucidità.

Giusto.
L'odio sportivo non vuol dire mettersi a pestare l'avversario, anche se quanno ce vo' ce vo'.
Per la mia esperienza, le massime manifestazioni di odio sportivo le ho viste negli sport individuali, dove c'è confronto diretto, faccia a faccia, non mediato dall'appartenenza ad una squadra.

Vorrei che i nostri prendessero esempio da gente come McEnroe e Connors.



La partita finì  6-3,5-7,0-6,6-3,7-6 per McEnroe, dopo 4 ore e 40 minuti.

Odio puro.

Ma anche Karpov e Kasparov...

porgascogne

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(nello specifico degli sport individuali, cmq, si instaurano dinamiche psicologiche proprie della persona che sta in quel momento giocando...diferente è negli sport di squadra dove le dinamiche sono ovviamente collettive - gerarchie, dominanze, vassallaggi - ...nel caso di connors e mcenroe si trattava di due "disturbati" - il primo dai genitori, il secondo verso i genitori - che esplodevano nel tennis le loro frustrazioni)

cosmo

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Il derby non va perso. E' l'unico assioma. Il derby, se lo vuoi vincere, devi giocare per non perderlo e, tanto per fugare equivoci, non è quello che ha fatto Ranieri. Il finto lord di testaccio sbaglia puntualmente formazione poi gli eventi e la nostra colpevole assenza di cinismo lo agevolano nel rimettersi in carreggiata.
Ma a noi non interessa, noi siamo qui per capirci qualcosa anche se non possiamo fare in modo che la direzione cambi. O forse sì.
Ci odiano, è verissimo. E molto di più di quello che ammettono. Ci odiano perché ci soffrono e perché non riescono a ghettizzarci ed eliminarci.
Come i cowboy con gli indiani, il Barcellona con l'Espanyol e non azzardo altri paragoni più atroci e recenti.
Ricordatevi, e questo è un altro assioma: i riommisti non sono m.erde per quello che dicono. I riommisti sono merde per quello che pensano.
Eliminarci e umiliarci è il loro obiettivo. Da sempre, ma soprattutto dal dopo Cragnotti. Agiscono di conseguenza, trasformando ciò che noi abbiamo avuto prima di loro e siamo stati prima di loro in messaggio, in spot pubblicitario, in colpo di teatro.
Esempi: Zeman. Insultato e deriso quando stava da noi, fu preso dai riommici che ne hanno fatto sapientemente un idolo grazie alla loro potenza mediatica, che è uno dei motivi che li aiuta a vincere i derby.
Altro esempio: i festeggiamenti esagerati e volgari dello scudetto, vinto dopo l'onta di averci visto vincere un anno prima e in quel modo rocambolesco, unico e laziale. Che poi "unico" e "laziale" sono sinonimi.
Altro assioma: ci siamo inguaiati. La legge dei grandi numeri è una putt.anata. Il fatto di aver perso 4 derby in due anni non ci garantisce che il prossimo non lo perderemo, anzi aumenterà le probabilità di perderlo, a meno che non si trovi un 'crack'. Come fu Di Canio per noi, come fu per loro quel derby del 3-3, che poi in sintesi gli fece voltar pagina grazie al gol annullato a Stankovic, per fuorigioco inesistente. Ricordate? Sarebbe stato il 4-1.
Per venire al punto, vorrei farvi notare una cosa.
Molti tifosi juventini (ma anche interisti) lo prendono quotidianamente nell'ano dai riommisti che li accusano di essere ladri, venduti, servi, complottisti ecc. (e in alcuni casi hanno pure ragione). Bene. Come per un'abitudine al sadomasochismo isterico, molti tifosi juventini (e interisti) leccano quotidianamente il c.ulo ai riommici, nel senso che partecipano delle prese in giro a noi, oppure se hanno qualcosa da baccagliare ripongono la scimitarra (che juventini e interisti usano per duellare fra loro) e tirano fuori il fioretto.
E mi riferisco agli juventini e interisti di roma. Si chiama omologazione. Per i tifosi neutri, i peperonici è meglio averceli amici che nemici. Questo succede perché la loro potenza del mondo della comunicazione è abnorme. La propaganda, la pubblicità, il presenzialismo è asfissiante e assiduo, e non faccio esempi perché mi dilungherei ulteriormente. Questa situazione dà loro maggiore tranquillità nell'affrontare il derby, perché – comunque vada – il giorno dopo avrebbero la forza di mischiare le carte.
Se loro avessero perso il derby dopo un assalto al loro pullmann, il giorno dopo avrebbero spostato l'attenzione sul fatto specifico e non si sarebbe parlato della sconfitta. E' già successo. Errori arbitrali presunti oppure eventi collaterali alla partita. Così fanno, così faranno.
Allora, qui serve un assoluto cambio di marcia. Bisogna controbattere, entrare nel territorio, occuparlo, pubblicizzarci e colpire. Controbattere colpo su colpo il loro asfissiante presenzialismo. Tocca alla società trovare un uomo immagine che sia inattaccabile e romanzabile. Un uomo rispettato e amato dall'opinione pubblica e dai giornalisti che parli e colpisca per conto della Lazio. Questo non ci farà vincere il derby la prossima volta, ma ci aiuterà a prepararlo facendoci temere da loro.
E poi un'altra cosa. Tempo fa aprii un topic affermando che l'obiettivo della Lazio quest'anno deve essere arrivare sopra la Rioma. Fu un topic di poco successo e pieno di critiche verso chi lo aveva aperto. Ora spero che apriamo gli occhi. La supremazia della città è il primo passo per tornare ad essere grandi, non fosse che, automaticamente, arrivando sopra di loro vorrebbe dire aver fatto un campionato formidabile.
Se non sei re a casa tua non puoi essere re in Italia e tantomeno nel mondo.
Non è provincialismo, ma autodifesa. Chi parla di provincialismo è un ingenuo, con tutto il rispetto e di questa città non ha capito un'emerita mazza.



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COLDILANA61

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Citazione di: Adler Nest il 20 Gen 2011, 11:45

ai tifosi Laziali fuori il GRA: è veramente così profondo?


Si .

Puoi perdere qualcosa , come l'evoluzione della specie per le teorie Darwiniane .

Ma qualcosa , e spesso tanto , rimane .

Non sai perche' , a meno che non sei un antropologo , ma il motivo e' nascosto nella tua mente , nei ricordi ancestrali della tua infanzia .

E ogni tanto riaffora (due volte l'anno) .

Lo puoi combattere , puoi "ragionare" .

Ma Lui torna fuori .

P.S. : E' chiaro che mi riferisco ai Romani "fuorisciti".
         attendo chiarimenti da un "foresto" tifoso della Lazio .

porgascogne

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Citazione di: cosmo il 21 Gen 2011, 17:09
Quoto Barra e Gesulio.
Il derby non va perso. E' l'unico assioma. Il derby, se lo vuoi vincere, devi giocare per non perderlo e, tanto per fugare equivoci, non è quello che ha fatto Ranieri. Il finto lord di testaccio sbaglia puntualmente formazione poi gli eventi e la nostra colpevole assenza di cinismo lo agevolano nel rimettersi in carreggiata.
Ma a noi non interessa, noi siamo qui per capirci qualcosa anche se non possiamo fare in modo che la direzione cambi. O forse sì.
Ci odiano, è verissimo. E molto di più di quello che ammettono. Ci odiano perché ci soffrono e perché non riescono a ghettizzarci ed eliminarci.
Come i cowboy con gli indiani, il Barcellona con l'Espanyol e non azzardo altri paragoni più atroci e recenti.
Ricordatevi, e questo è un altro assioma: i riommisti non sono m.erde per quello che dicono. I riommisti sono merde per quello che pensano.
Eliminarci e umiliarci è il loro obiettivo. Da sempre, ma soprattutto dal dopo Cragnotti. Agiscono di conseguenza, trasformando ciò che noi abbiamo avuto prima di loro e siamo stati prima di loro in messaggio, in spot pubblicitario, in colpo di teatro.
Esempi: Zeman. Insultato e deriso quando stava da noi, fu preso dai riommici che ne hanno fatto sapientemente un idolo grazie alla loro potenza mediatica, che è uno dei motivi che li aiuta a vincere i derby.
Altro esempio: i festeggiamenti esagerati e volgari dello scudetto, vinto dopo l'onta di averci visto vincere un anno prima e in quel modo rocambolesco, unico e laziale. Che poi "unico" e "laziale" sono sinonimi.
Altro assioma: ci siamo inguaiati. La legge dei grandi numeri è una putt.anata. Il fatto di aver perso 4 derby in due anni non ci garantisce che il prossimo non lo perderemo, anzi aumenterà le probabilità di perderlo, a meno che non si trovi un 'crack'. Come fu Di Canio per noi, come fu per loro quel derby del 3-3, che poi in sintesi gli fece voltar pagina grazie al gol annullato a Stankovic, per fuorigioco inesistente. Ricordate? Sarebbe stato il 4-1.
Per venire al punto, vorrei farvi notare una cosa.
Molti tifosi juventini (ma anche interisti) lo prendono quotidianamente nell'ano dai riommisti che li accusano di essere ladri, venduti, servi, complottisti ecc. (e in alcuni casi hanno pure ragione). Bene. Come per un'abitudine al sadomasochismo isterico, molti tifosi juventini (e interisti) leccano quotidianamente il c.ulo ai riommici, nel senso che partecipano delle prese in giro a noi, oppure se hanno qualcosa da baccagliare ripongono la scimitarra (che juventini e interisti usano per duellare fra loro) e tirano fuori il fioretto.
E mi riferisco agli juventini e interisti di roma. Si chiama omologazione. Per i tifosi neutri, i peperonici è meglio averceli amici che nemici. Questo succede perché la loro potenza del mondo della comunicazione è abnorme. La propaganda, la pubblicità, il presenzialismo è asfissiante e assiduo, e non faccio esempi perché mi dilungherei ulteriormente. Questa situazione dà loro maggiore tranquillità nell'affrontare il derby, perché – comunque vada – il giorno dopo avrebbero la forza di mischiare le carte.
Se loro avessero perso il derby dopo un assalto al loro pullmann, il giorno dopo avrebbero spostato l'attenzione sul fatto specifico e non si sarebbe parlato della sconfitta. E' già successo. Errori arbitrali presunti oppure eventi collaterali alla partita. Così fanno, così faranno.
Allora, qui serve un assoluto cambio di marcia. Bisogna controbattere, entrare nel territorio, occuparlo, pubblicizzarci e colpire. Controbattere colpo su colpo il loro asfissiante presenzialismo. Tocca alla società trovare un uomo immagine che sia inattaccabile e romanzabile. Un uomo rispettato e amato dall'opinione pubblica e dai giornalisti che parli e colpisca per conto della Lazio. Questo non ci farà vincere il derby la prossima volta, ma ci aiuterà a prepararlo facendoci temere da loro.
E poi un'altra cosa. Tempo fa aprii un topic affermando che l'obiettivo della Lazio quest'anno deve essere arrivare sopra la Rioma. Fu un topic di poco successo e pieno di critiche verso chi lo aveva aperto. Ora spero che apriamo gli occhi. La supremazia della città è il primo passo per tornare ad essere grandi, non fosse che, automaticamente, arrivando sopra di loro vorrebbe dire aver fatto un campionato formidabile.
Se non sei re a casa tua non puoi essere re in Italia e tantomeno nel mondo.
Non è provincialismo, ma autodifesa. Chi parla di provincialismo è un ingenuo, con tutto il rispetto e di questa città non ha capito un'emerita mazza.

pure le virgole

arturo

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Ottimo ed abbondante Cosmo!

kiraly

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Citazione di: cosmo il 21 Gen 2011, 17:09
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Il derby non va perso. E' l'unico assioma. Il derby, se lo vuoi vincere, devi giocare per non perderlo e, tanto per fugare equivoci, non è quello che ha fatto Ranieri. Il finto lord di testaccio sbaglia puntualmente formazione poi gli eventi e la nostra colpevole assenza di cinismo lo agevolano nel rimettersi in carreggiata.
Ma a noi non interessa, noi siamo qui per capirci qualcosa anche se non possiamo fare in modo che la direzione cambi. O forse sì.
Ci odiano, è verissimo. E molto di più di quello che ammettono. Ci odiano perché ci soffrono e perché non riescono a ghettizzarci ed eliminarci.
Come i cowboy con gli indiani, il Barcellona con l'Espanyol e non azzardo altri paragoni più atroci e recenti.
Ricordatevi, e questo è un altro assioma: i riommisti non sono m.erde per quello che dicono. I riommisti sono merde per quello che pensano.
Eliminarci e umiliarci è il loro obiettivo. Da sempre, ma soprattutto dal dopo Cragnotti. Agiscono di conseguenza, trasformando ciò che noi abbiamo avuto prima di loro e siamo stati prima di loro in messaggio, in spot pubblicitario, in colpo di teatro.
Esempi: Zeman. Insultato e deriso quando stava da noi, fu preso dai riommici che ne hanno fatto sapientemente un idolo grazie alla loro potenza mediatica, che è uno dei motivi che li aiuta a vincere i derby.
Altro esempio: i festeggiamenti esagerati e volgari dello scudetto, vinto dopo l'onta di averci visto vincere un anno prima e in quel modo rocambolesco, unico e laziale. Che poi "unico" e "laziale" sono sinonimi.
Altro assioma: ci siamo inguaiati. La legge dei grandi numeri è una putt.anata. Il fatto di aver perso 4 derby in due anni non ci garantisce che il prossimo non lo perderemo, anzi aumenterà le probabilità di perderlo, a meno che non si trovi un 'crack'. Come fu Di Canio per noi, come fu per loro quel derby del 3-3, che poi in sintesi gli fece voltar pagina grazie al gol annullato a Stankovic, per fuorigioco inesistente. Ricordate? Sarebbe stato il 4-1.
Per venire al punto, vorrei farvi notare una cosa.
Molti tifosi juventini (ma anche interisti) lo prendono quotidianamente nell'ano dai riommisti che li accusano di essere ladri, venduti, servi, complottisti ecc. (e in alcuni casi hanno pure ragione). Bene. Come per un'abitudine al sadomasochismo isterico, molti tifosi juventini (e interisti) leccano quotidianamente il c.ulo ai riommici, nel senso che partecipano delle prese in giro a noi, oppure se hanno qualcosa da baccagliare ripongono la scimitarra (che juventini e interisti usano per duellare fra loro) e tirano fuori il fioretto.
E mi riferisco agli juventini e interisti di roma. Si chiama omologazione. Per i tifosi neutri, i peperonici è meglio averceli amici che nemici. Questo succede perché la loro potenza del mondo della comunicazione è abnorme. La propaganda, la pubblicità, il presenzialismo è asfissiante e assiduo, e non faccio esempi perché mi dilungherei ulteriormente. Questa situazione dà loro maggiore tranquillità nell'affrontare il derby, perché – comunque vada – il giorno dopo avrebbero la forza di mischiare le carte.
Se loro avessero perso il derby dopo un assalto al loro pullmann, il giorno dopo avrebbero spostato l'attenzione sul fatto specifico e non si sarebbe parlato della sconfitta. E' già successo. Errori arbitrali presunti oppure eventi collaterali alla partita. Così fanno, così faranno.
Allora, qui serve un assoluto cambio di marcia. Bisogna controbattere, entrare nel territorio, occuparlo, pubblicizzarci e colpire. Controbattere colpo su colpo il loro asfissiante presenzialismo. Tocca alla società trovare un uomo immagine che sia inattaccabile e romanzabile. Un uomo rispettato e amato dall'opinione pubblica e dai giornalisti che parli e colpisca per conto della Lazio. Questo non ci farà vincere il derby la prossima volta, ma ci aiuterà a prepararlo facendoci temere da loro.
E poi un'altra cosa. Tempo fa aprii un topic affermando che l'obiettivo della Lazio quest'anno deve essere arrivare sopra la Rioma. Fu un topic di poco successo e pieno di critiche verso chi lo aveva aperto. Ora spero che apriamo gli occhi. La supremazia della città è il primo passo per tornare ad essere grandi, non fosse che, automaticamente, arrivando sopra di loro vorrebbe dire aver fatto un campionato formidabile.
Se non sei re a casa tua non puoi essere re in Italia e tantomeno nel mondo.
Non è provincialismo, ma autodifesa. Chi parla di provincialismo è un ingenuo, con tutto il rispetto e di questa città non ha capito un'emerita mazza.
io non voglio semplicemente arrivare sopra a loro, io li voglio asfaltare perchè sennò questi continueranno con i loro modi mafiosi e arroganti a sentirsi quello che non sono.
La squadra deve, senza se e senza ma, arrivare prima della Roma e vincere nettamente il prossimo derby (6-0 sarebbe il risultato che farebbe sparire gli ultimi 10 anni di boria rivale).
questo devono fare!
La nostra squadra è piu debole della Roma, ma molto meno di quello che pensavo, il loro allenatore è veramente scarso (fa sembrare bravo il nostro ed è tutto dire), i loro giocatori + rappresentativi sono uomini in meno al derby (Totti e De Rossi), prossima partita si deve giocare con piglio molto diverso, sapendo che è l'obiettivo della vita.

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portainsegne61

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Citazione di: cosmo il 21 Gen 2011, 17:09
Quoto Barra e Gesulio.
Il derby non va perso. E' l'unico assioma. Il derby, se lo vuoi vincere, devi giocare per non perderlo e, tanto per fugare equivoci, non è quello che ha fatto Ranieri. Il finto lord di testaccio sbaglia puntualmente formazione poi gli eventi e la nostra colpevole assenza di cinismo lo agevolano nel rimettersi in carreggiata.
Ma a noi non interessa, noi siamo qui per capirci qualcosa anche se non possiamo fare in modo che la direzione cambi. O forse sì.
Ci odiano, è verissimo. E molto di più di quello che ammettono. Ci odiano perché ci soffrono e perché non riescono a ghettizzarci ed eliminarci.
Come i cowboy con gli indiani, il Barcellona con l'Espanyol e non azzardo altri paragoni più atroci e recenti.
Ricordatevi, e questo è un altro assioma: i riommisti non sono m.erde per quello che dicono. I riommisti sono merde per quello che pensano.
Eliminarci e umiliarci è il loro obiettivo. Da sempre, ma soprattutto dal dopo Cragnotti. Agiscono di conseguenza, trasformando ciò che noi abbiamo avuto prima di loro e siamo stati prima di loro in messaggio, in spot pubblicitario, in colpo di teatro.
Esempi: Zeman. Insultato e deriso quando stava da noi, fu preso dai riommici che ne hanno fatto sapientemente un idolo grazie alla loro potenza mediatica, che è uno dei motivi che li aiuta a vincere i derby.
Altro esempio: i festeggiamenti esagerati e volgari dello scudetto, vinto dopo l'onta di averci visto vincere un anno prima e in quel modo rocambolesco, unico e laziale. Che poi "unico" e "laziale" sono sinonimi.
Altro assioma: ci siamo inguaiati. La legge dei grandi numeri è una putt.anata. Il fatto di aver perso 4 derby in due anni non ci garantisce che il prossimo non lo perderemo, anzi aumenterà le probabilità di perderlo, a meno che non si trovi un 'crack'. Come fu Di Canio per noi, come fu per loro quel derby del 3-3, che poi in sintesi gli fece voltar pagina grazie al gol annullato a Stankovic, per fuorigioco inesistente. Ricordate? Sarebbe stato il 4-1.
Per venire al punto, vorrei farvi notare una cosa.
Molti tifosi juventini (ma anche interisti) lo prendono quotidianamente nell'ano dai riommisti che li accusano di essere ladri, venduti, servi, complottisti ecc. (e in alcuni casi hanno pure ragione). Bene. Come per un'abitudine al sadomasochismo isterico, molti tifosi juventini (e interisti) leccano quotidianamente il c.ulo ai riommici, nel senso che partecipano delle prese in giro a noi, oppure se hanno qualcosa da baccagliare ripongono la scimitarra (che juventini e interisti usano per duellare fra loro) e tirano fuori il fioretto.
E mi riferisco agli juventini e interisti di roma. Si chiama omologazione. Per i tifosi neutri, i peperonici è meglio averceli amici che nemici. Questo succede perché la loro potenza del mondo della comunicazione è abnorme. La propaganda, la pubblicità, il presenzialismo è asfissiante e assiduo, e non faccio esempi perché mi dilungherei ulteriormente. Questa situazione dà loro maggiore tranquillità nell'affrontare il derby, perché – comunque vada – il giorno dopo avrebbero la forza di mischiare le carte.
Se loro avessero perso il derby dopo un assalto al loro pullmann, il giorno dopo avrebbero spostato l'attenzione sul fatto specifico e non si sarebbe parlato della sconfitta. E' già successo. Errori arbitrali presunti oppure eventi collaterali alla partita. Così fanno, così faranno.
Allora, qui serve un assoluto cambio di marcia. Bisogna controbattere, entrare nel territorio, occuparlo, pubblicizzarci e colpire. Controbattere colpo su colpo il loro asfissiante presenzialismo. Tocca alla società trovare un uomo immagine che sia inattaccabile e romanzabile. Un uomo rispettato e amato dall'opinione pubblica e dai giornalisti che parli e colpisca per conto della Lazio. Questo non ci farà vincere il derby la prossima volta, ma ci aiuterà a prepararlo facendoci temere da loro.
E poi un'altra cosa. Tempo fa aprii un topic affermando che l'obiettivo della Lazio quest'anno deve essere arrivare sopra la Rioma. Fu un topic di poco successo e pieno di critiche verso chi lo aveva aperto. Ora spero che apriamo gli occhi. La supremazia della città è il primo passo per tornare ad essere grandi, non fosse che, automaticamente, arrivando sopra di loro vorrebbe dire aver fatto un campionato formidabile.
Se non sei re a casa tua non puoi essere re in Italia e tantomeno nel mondo.
Non è provincialismo, ma autodifesa. Chi parla di provincialismo è un ingenuo, con tutto il rispetto e di questa città non ha capito un'emerita mazza.

eccezzionale...
soprattutto il pensiero sull'omologazione, dal punto di vista sociologico il nostro simbolo ci rappresenta in pieno. Come loro sono ben rappresentati. Noi liberi nel pensiero, loro si nascondono nel branco per "puncicare" e lanciare sampietrini.
Questioni di indipendenza e carattere.
Comunque il derby più importante è sempre il prossimo.

V.

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un allenatore da Lazio è colui che sa battere la Roma.
annamoselo a prende.

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derby d'andata. torno a casa mi arriva sotto il naso, sullo schermo, un contatto importante di lavoro che me ride in faccia. derby d'andata, ero disoccupato. fresco fresco. un gran da fare tra contatti, pr, colloqui, telefonate. ero sereno però. ci ero già passato dentro la parola disoccupazione. non importa, si va.
derby d'andata, fa male malissimo, come accade, perchè accade. ma torno a casa. mi trattengo.
tutto il lungo corridoio del bar del tennis me lo suco tutto il cordone pieno di colori non miei.
tutto fino alla feccia. ma resisto.

torno a casa e non devo spiegarlo a nessuno, evito le immagini, evito youtube, guardao su fb ma non dico nulla, fino a sera, quando esplodo. m'è venuto sotto il naso. con la falsa confidenza de chi te vole fa solo male.
era un contatto grosso, lavorato ai fianchi. non ci ho visto più. me sò sentito offeso da chi confidenza non ce l'aveva. e se l'è presa per sentirsi migliore. ci ha offeso a tutti. con la cattiveria che solo loro e che non vi sto a spiegare. mi hanno sgridato il giorno dopo, le amiche in comune. hai fatto una cazz.ata vuppù. una grandissima cazza.ta. ma io non ho ricucito nulla. perchè il derby è parte di me, il derby è la mia gente. sto a casa mia al derby, e nn voglio padroni, non voglio fare anticamere, non voglio riverire nessuno.
caro m'è costato il derby d'andata. per cui, a sta maledetta partita di ritorno, 'sta Lazio gaia me facesse er piacere. si scava una trincea e ce se more dentro per un punto.



NandoViola

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credo che per tornare a vincere il derby occorra un sentire diverso da quello di essere, solo, una squadra di pallone.
sentirsi partigiani contro la Wehrmacht, (300) spartani contro (un milione di) persiani, oppure semplicemente Laziali contro riomanisti. quelli che hanno assaltato il tuo pullman lasciando un ricordo a Manzini, o hanno appena accoltellato, per l'ennesima volta impunemente, un tuo tifoso ad un derby.
ammettiamocelo, a noi Lazio manca tremendamente un folle condottiero in campo, a riprova, i migliori periodi in cui siamo riusciti a ricacciare i barbari alle porte, è coinciso con Chinaglia/Signori/Di Canio in campo.
oggi a trascinarci c'è quel grande professionista di Brocchi (mio eroe ed esempio in questa squadra, per intenderci). ci serve un folle in campo, datemi un Gattuso alto due metri e col nove sulle spalle possibilmente, soprattutto con due palle fumanti sotto e pronto alla pugna.
queste sono le trincee che dobbiamo scavare: noi, la Civiltà, di qua, loro il Circo di là, e non passeranno.
e non c'entra niente il tasso tecnico, remember i Filippini, od il Toro degli anni '80 contro la Juve di Platinì, che pure doveva sputare sangue per matarlo.
noi dovevemo entrare in campo, all'ultimo derby, col Santino di Manzini invalido di guerra in mezzo alle mutande, e a fine partita, dopo averli 'ammazzati', sventolarglielo in faccia: questo, è il modo di affrontare il derby da Laziali. poi gli altri 363 giorni torniamo signori.


porgascogne

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Citazione di: V. il 26 Gen 2011, 02:55
derby d'andata. torno a casa mi arriva sotto il naso, sullo schermo, un contatto importante di lavoro che me ride in faccia. derby d'andata, ero disoccupato. fresco fresco. un gran da fare tra contatti, pr, colloqui, telefonate. ero sereno però. ci ero già passato dentro la parola disoccupazione. non importa, si va.
derby d'andata, fa male malissimo, come accade, perchè accade. ma torno a casa. mi trattengo.
tutto il lungo corridoio del bar del tennis me lo suco tutto il cordone pieno di colori non miei.
tutto fino alla feccia. ma resisto.

torno a casa e non devo spiegarlo a nessuno, evito le immagini, evito youtube, guardao su fb ma non dico nulla, fino a sera, quando esplodo. m'è venuto sotto il naso. con la falsa confidenza de chi te vole fa solo male.
era un contatto grosso, lavorato ai fianchi. non ci ho visto più. me sò sentito offeso da chi confidenza non ce l'aveva. e se l'è presa per sentirsi migliore. ci ha offeso a tutti. con la cattiveria che solo loro e che non vi sto a spiegare. mi hanno sgridato il giorno dopo, le amiche in comune. hai fatto una cazz.ata vuppù. una grandissima cazza.ta. ma io non ho ricucito nulla. perchè il derby è parte di me, il derby è la mia gente. sto a casa mia al derby, e nn voglio padroni, non voglio fare anticamere, non voglio riverire nessuno.
caro m'è costato il derby d'andata. per cui, a sta maledetta partita di ritorno, 'sta Lazio gaia me facesse er piacere. si scava una trincea e ce se more dentro per un punto.

resta il fatto, amico mio, che se dovemo urla' di nuovo in faccia ad un goal de rocchi

Audrey

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Citazione di: V. il 26 Gen 2011, 02:55
derby d'andata. torno a casa mi arriva sotto il naso, sullo schermo, un contatto importante di lavoro che me ride in faccia. derby d'andata, ero disoccupato. fresco fresco. un gran da fare tra contatti, pr, colloqui, telefonate. ero sereno però. ci ero già passato dentro la parola disoccupazione. non importa, si va.
derby d'andata, fa male malissimo, come accade, perchè accade. ma torno a casa. mi trattengo.
tutto il lungo corridoio del bar del tennis me lo suco tutto il cordone pieno di colori non miei.
tutto fino alla feccia. ma resisto.

torno a casa e non devo spiegarlo a nessuno, evito le immagini, evito youtube, guardao su fb ma non dico nulla, fino a sera, quando esplodo. m'è venuto sotto il naso. con la falsa confidenza de chi te vole fa solo male.
era un contatto grosso, lavorato ai fianchi. non ci ho visto più. me sò sentito offeso da chi confidenza non ce l'aveva. e se l'è presa per sentirsi migliore. ci ha offeso a tutti. con la cattiveria che solo loro e che non vi sto a spiegare. mi hanno sgridato il giorno dopo, le amiche in comune. hai fatto una cazz.ata vuppù. una grandissima cazza.ta. ma io non ho ricucito nulla. perchè il derby è parte di me, il derby è la mia gente. sto a casa mia al derby, e nn voglio padroni, non voglio fare anticamere, non voglio riverire nessuno.
caro m'è costato il derby d'andata. per cui, a sta maledetta partita di ritorno, 'sta Lazio gaia me facesse er piacere. si scava una trincea e ce se more dentro per un punto.

è sempre così:
1) loro si permettono di farla (parecchio) fuori dal vasetto
2) tu imbruttisci perché è giusto reagire a certe schifezze
3) la colpa è tua che hai fatto 'na cazz.ata

chiaro, limpido e inoppugnabile come il teorema di Pitagora

solidarietà e applausi a V.

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Lazionetter
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da non romano, ma da Laziale profondo, posso dire come la penso.
godo come un riccio quando la Lazio vince
godo come un riccio quando trigoria perde
se queste due situazioni avvengono contemporanemante la goduria è doppia.
se succede che la Lazio vince fuori casa e trigoria perde in casa, la goduria quadruplica.
se la Lazio pareggia e trigoria vince, mi rode, se pareggia mi rode lo stesso, se perde, il pareggio della Lazio mi lascia lo stesso l'amaro in bocca, dipende da con chi giochiamo.
se la Lazio perde e trigoria vince sono intrattabile, se pareggia, lo stesso, se perde leggermente meno, ma sempre intrattabile rimango.
morale: il mio morale (scusate il gioco di parole) dipende più da cosa fa la Lazio che da quello che fa trigoria.
Questa continua ricerca della superiorità cittadina rischia di essere limitante, per me.
Vuol dire, per assurdo, che sareste contenti di arrivare quint'ultimi se tirogria arriva quart'ultima?
Ecco, modendomi il fegato, ingoiando bocconi amari, sopportando sfottò (1/milionesimo rispetto a quelli che dovete subire a Roma), ma preferirei perdere i derby ed arrivare in CL (anche come quarta con trigoria seconda.....) o anche in EL (con trigoriaa fuori dalla CL......)


porgascogne

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Citazione di: NandoViola il 26 Gen 2011, 09:58
credo che per tornare a vincere il derby occorra un sentire diverso da quello di essere, solo, una squadra di pallone.
sentirsi partigiani contro la Wehrmacht, (300) spartani contro (un milione di) persiani, oppure semplicemente Laziali contro riomanisti. quelli che hanno assaltato il tuo pullman lasciando un ricordo a Manzini, o hanno appena accoltellato, per l'ennesima volta impunemente, un tuo tifoso ad un derby.
ammettiamocelo, a noi Lazio manca tremendamente un folle condottiero in campo, a riprova, i migliori periodi in cui siamo riusciti a ricacciare i barbari alle porte, è coinciso con Chinaglia/Signori/Di Canio in campo.
oggi a trascinarci c'è quel grande professionista di Brocchi (mio eroe ed esempio in questa squadra, per intenderci). ci serve un folle in campo, datemi un Gattuso alto due metri e col nove sulle spalle possibilmente, soprattutto con due palle fumanti sotto e pronto alla pugna.
queste sono le trincee che dobbiamo scavare: noi, la Civiltà, di qua, loro il Circo di là, e non passeranno.
e non c'entra niente il tasso tecnico, remember i Filippini, od il Toro degli anni '80 contro la Juve di Platinì, che pure doveva sputare sangue per matarlo.
noi dovevemo entrare in campo, all'ultimo derby, col Santino di Manzini invalido di guerra in mezzo alle mutande, e a fine partita, dopo averli 'ammazzati', sventolarglielo in faccia: questo, è il modo di affrontare il derby da Laziali. poi gli altri 363 giorni torniamo signori.

io manco l'altri 363 vojo esse signore co' queste merde
però, ti quoto tutto

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