Citazione di: gruz il 16 Set 2025, 22:09
ripeto di nuovo che quello del giocatore del sassuolo e' un intervento brutto molto rischioso e molto doloroso ma resta nel campo dei pestoni , quella di gigot e' un entrata terribile e giustificare quella con la scusa del tocco del pallone e voler il rosso di vrancks eì quantomeno bizzarro , perche io mi gioco l altra palla che se quello di gfigot lo faceva vrancks si sarebbe gridato allo scandalo qui per non espulsione , e se quello di vrancks lo fa gigot si sarebbe parlato di normale step on foot con giustissima revisione var , anzi si sarebbe attaccato l arbitro che in campo gli ha dato il rosso
Gruz, non so.
Tutto questo ragionare di linee guida e di circolari interpretative - come se l'AIA fosse una direzione del MEF e gli arbitri dei funzionari che devono operare entro un quadro burocratico - mi rende perplesso.
Questionare di qualche centimetro in più o in meno di altezza come si trattasse del criterio discretivo esclusivo mi sembra un non senso.
Se il presupposto dell'espulsione è (cito dal regolamento) "[colpire], in un contrasto per il possesso del pallone, un avversario da davanti, di lato o da dietro, utilizzando una o entrambe le gambe, con vigoria sproporzionata o [mettere] in pericolo l'incolumità di un avversario" non credo che il parametro di riferimento possa essere quello del fatto che il colpo sia avvenuto in un punto o nell'altro della gamba o del piede giocatore, visto che i presupposti della regola sono, alternativamente, la vigoria sproporzionata e la messa in pericolo della salute dell'avversario.
Venendo al nostro caso, se l'intervento di Vrankx era connotato da vigoria sproporzionata o potesse mettere in pericolo la salute di Rovella (o anche se potesse esserci il sospetto che fosse tale) - io non ho certezze, ma sono propenso a ritenerlo - mi sembra paradossale che il VAR possa essere intervenuto per provocare una diversa valutazione dell'arbitro di campo solo perché il colpo è stato assestato cinque centimetri più in basso della tibia. Anche perché il piede si può rompere, come si può rompere la tibia.
Detto questo, e al di là dell'episodio di domenica, quel che irrita è la difformità di giudizio (pressoché unidirezionale) che si registra quando si tratta di noi e gli equilibrismi logici che vengono utilizzati da chi è chiamato a commentare gli episodi per cercare di giustificare tale difformità, non di rado offendendo la nostra intelligenza.
Visto che siamo in settimana derby, faccio un esempio delle due partite dello scorso anno con le merde.
Partita di andata
Castillanos è stato espulso perché mentre veniva travolto da dietro da Hummels, nell'atto di ruzzolare a terra, e senza soluzione di continuità, allungava la gamba nel tentativo di colpire a sua volta Hummels.
In diretta nessuno se ne accorge, tanto meno Marelli che rimane in attesa di un provvedimento per Hummels.
Il VAR e il quarto uomo, attentissimi, richiamano l'arbitro di campo che espelle Castillanos per fallo di reazione. Hummels la fa franca.
E Marelli, al commento, dice: ineccepibile.
Partita di ritorno.
Salemakers cade a terra da solo (o meglio simula per cercare di lucrare un fallo) all'altezza della linea laterale sotto la Tevere.
Dopo qualche secondo, e quindi con lucidità, Salecoso da terra rifila un pugno sulla gamba di Gigot che stava lì di fronte discutendo con un altro giocatore.
Il gesto è ben visibile a tutti, anche a me che stavo in Tribuna, tant'è che tutti gli spettatori in Tevere insorgono.
Gli unici a non accorgersene sono, casualmente, l'arbitro di campo e il guardialinee che stavano lì vicino, il quarto uomo che stava un po' più lontano e il VAR, che invece evidentemente stava schiacciando un pisolino.
Salecoso la fa franca e noi vediamo sfumare l'opportunità di giocare gli ultimi 15 minuti di una partita in bilico in vantaggio numerico.
E Marelli, in commento, dice: Salecoso tocca con un pugno la gamba di Gigot. Niente di più.
Credo ammetterai che la sensazione di essere presi per il culo possa essere ficcante,.